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lunedì 05 Gennaio 2009

Ehi, Professore, con i sardi ultracentenari
nel 2059 candideremo ancora i giovani
Cabras e Marrocu: e noi bimbi quarantenni?

di Andrea Pusceddu

Caro Professore Luca Deiana,
stamattina, mentre facevo colazione, la mamma mi ha fatto leggere il giornale. Lo fa sempre, perché vuole che io cresca sapendo di tutte le cose che succedono in giro. Mentre mangiavo le fette biscottate con la marmellata - mamma ha detto che sono un pò gracile ed ho bisogno di calorie per diventare grande - ho letto la tua intervista a pagina sette. Dice che sei un dottore molto bravo, che stai studiando tanto tanto per capire come mai i sardi vivono fino a più di cento anni. Dice anche che se le tue ricerche avranno successo, sarà possibile per tutti arrivare sino a centoventi anni ed essere in piena forma, perfino per fare quelle cose che nei film spengono l'abat-jour e si abbracciano prima di iniziare.

Poi sempre nello stesso giornale, caro Professore, ho letto che il Partito Democratico è in un bel guaio per decidere chi candidare. Dice che il limite delle tre legislature passate sembra troppo stretto, specialmente a quelli che verrebbero esclusi. Dice Siro Marrocu che bisogna vedere cosa ha fatto un consigliere, e non quante volte è stato eletto. Sarà, però mamma ha detto che per giudicare i risultati del loro lavoro basta guardare un pò in giro cosa non hanno fatto. Finisce allora che non possiamo ricandidare nemmeno quelli che di legislature ne hanno fatto una sola.

Poi leggendo qua e là vedo che tutti i partiti di sinistra e destra ("di tutto l'arco costituzionale" come dice la mia mamma che parla più difficile) vogliono riproporre gli stessi nomi di prima.

Sono tutte brave persone, esperte e navigate, ma nononostante questo, nel PD c'è anche un'«ala riformista», fatta da quelli che finalmente vogliono che le cose cambino, e si rinnovi tutto. I riformisti sono guidati da un signore che ha partecipato a quattro legislature nazionali ed è stato tre volte presidente della Regione Sardegna. Nonostante questo è molto giovane, solo sessanta anni, ed io sono preoccupato che l'inesperienza non gli causi qualche problema: mamma dice che i giovani certe volte fanno i colpi di testa perché non hanno la saggezza degli anziani. Del resto in Italia il Presidente del Consiglio è un signore di settantadue anni ed ogni tanto lo sgridano perché con gli altri capi dei governi fa le boccacce. Forse è troppo giovane e non sa ancora come comportarsi.

Quello della Repubblica, invece ha l'aspetto un pò più severo, mi ricorda il Preside della mia scuola, perché è più maturo: di anni ne ha ottantatre, Dio lo benedica. A proposito di Dio, il Papa è più giovane, solo ottantuno, però per fortuna ragiona come se fosse un pò più grande. Anche mamma dice che “è molto serio per la sua età”. sembra quello che la maestra racconta di me ai colloqui.

Mentre finivo la colazione - e bevevo il succo di frutta perché dentro c'è la vitamina C - ho poi letto nella pubblicità che è tornato Cesare Corda.

Cesare Corda!

Dice che ora ha il sito ed il blog, e si è pure fatto il Facebook. Sono andato a vedere il sito, ma prima di accendere Internet ho chiesto il permesso a mamma perché so che dentro si possono incontrare i pedofili ed i terroristi che ti insegnano a fare le bombe atomiche. Ho visto che dentro c'è scritto che le cose vanno malissimo, che è arrivato il momento di cambiare. Poi c'è la biografia con tutta la storia della sua vita. Proprio tutta, dice che una volta in Africa ha fatto una intervista così pericolosa che poi la BBC ha intervistato lui per farsi raccontare come aveva fatto. Sicuramente è una svista, ma si è dimenticato soltanto di dire che anche lui è stato consigliere regionale, e nel 2004 ha fondato il partito delle coccinelle: nel simbolo ce ne erano tre ma a votarlo ci sono andate in due.

Non so perchè, ma nel sito c'era anche la pubblicità del Politecnico Sardo. Ho chiesto a mamma se è come quello di Torino e Milano, che ti fanno diventare ingegnere spaziale, ma lei mi ha detto che è un'altra cosa, fatta per quelli come il figlio di Bossi. Questa parte non l'ho capita bene, però.

Professore, ora mi chiedo, ma sei davvero sicuro che sia il caso di arrivare sino a centoventi anni? Già così è molto difficile per noi ragazzi trovare un pò di spazio! Se le tue medicine funzioneranno, alle regionali del 2059 ci saranno ancora Cabras, Marrocu e Cesare Corda (Cesare Corda!) che ci diranno come bisogna cambiare riformare, rinnovare, e che bisogna farlo con la loro esperienza.

Io, Professore, sono solo un bambino, pensa che quest'anno compirò appena trentasei anni. Non mi sogno neanche di vedere un mio coetaneo al governo, chissà quali marachelle potrebbe combinare uno sbarbatello così.

Però, quando finalmente sarò un ometto - verso i cinquantacinque o sessant'anni, magari - vorrei avere la possibilità di vedere la mia generazione fare qualcosa per la Sardegna e per l'Italia, e magari votare un mio coetaneo. Ti prego, caro Professore, non ti ci mettere pure tu.

Ciao, Andrea.

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