Sarebbe stata una riedizione di “Mezzogiorno di fuoco” a Sant'Elia: se il duello di sabato sotto il sole della dodicesima ora, tra Renato Soru ed Emilio Floris, fosse stato ad uomini pari. Con personaggi così dispari, uno scontro senza storia. Quello minore potrà ancora sparare nel mucchio e colpire gli spettatori: ma ne uscirà comunque distrutto. Emilio Floris cuor di leone immaginario ha lanciato il ruggito del coniglio: ma è stato messo in fuga da Renato Soru. Presenta una rotta come una vittoria: era e resta nel pallone. Toccata e fuga: alquanto ignominiosa. [...]
[ di Giorgio Melis - leggi l'articolo ]
Più che un incompiuta, il futuro dell'Accordo di programma rischia di essere una storia infinita. Di ripicche, passi avanti e indietro, ripensamenti. Il Comune si ritira: non si può ratificare un accordo così “indefinito”, dice Floris dopo averlo firmato. La Regione rilancia: riscrivetelo voi, propone Soru, noi lo firmeremo. Si scopre così che in fin dei conti non andrebbe neppure riscritto, ma rivisto. Se non fosse politica sarebbe cabaret. [...]
[ di Cinzia Isola - leggi l'articolo ]
«Noi siamo pronti: non a riscrivere l'accordo per la riqualificazione di Sant'Elia ma a riempirlo di contenuti», senza «primogeniture stupide e oziose ma con parità istituzionale: non da comparse ma da protagonisti». Emilio Floris è quasi magnanimo, al termine della conferenza stampa convocata al Lazzaretto un'ora dopo quella del centrosinistra con Renato Soru in prima fila 200 metri più in là, nell'anfiteatro del quartiere. [...]
[ di Marco Murgia - leggi l'articolo ]
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Perseverare è diabolico? No, è tutto regolare, normale. Quando si è scelto -come Videolina-Menzognina-Bugiardina e gli altri mezzi d'informazione del gruppo Zuncheddu- la linea della falsificazione come strategia, la mistificazione elevata a metodo, si va avanti così: come uno stolido carro armato, inesorabile nello spaccio di materie tossiche che intossicano i lettori, deformano la realtà. [...]
[ di Giorgio Melis - leggi l'articolo ]
Un migliaio di firme a poco più di due ore dall'apertura dell'iniziativa, quasi settemila alle nove e mezzo di sera. Via così, sino a oltre mezzanotte. Sono i grandi numeri del secondo Vaffa-Day a Cagliari: per la «libera informazione in libero Stato», contro l'Ordine dei giornalisti, il finanziamento pubblico ai giornali e la legge Gasparri sulla radiotelevisione. [...]
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Belloccio, ciao. A Marco Tedde "Bella ciao" gliela cantano in faccia: poco meno di un migliaio di persone ad Alghero fanno sentire che la canzone del partigiano non solo non divide ma anzi unisce. Giovani e anziani, ex combattenti, famiglie e studenti, militanti di partito e semplici cittadini: ne conteranno qualche centinaio, alla fine: sino a mille, dicono gli organizzatori. E mica alla cerimonia del Comune: molti di meno ad aprire il corteo, con la banda a intonare solo l'inno di Mameli. Era l'unica colonna sonora consentita dal primo cittadino di Forza Italia. [...]
[ di Marco Murgia - leggi l'articolo ]
Voleva pubblicità. Ha avuto lazzi e sberleffi : “belloccio, ciao”. Che boomerang proibire “Bella ciao”. Mostrando Alghero come città baluba: non offendiamo, solo il “belloccio”. Marco Tedde si è beccata in faccia, in piazza e a oltranza la bella canzone. Mai l'avrebbero cantata tanto se non l'avesse messa al bando. Tedde ignora che è “vietato vietare”. Si crede un podestà piccolo piccolo: benché belloccio. Ha ottenuto il contrario: non solo in Sardegna. Anche lo schivo Renato Soru è andato in pubblico per parlare e intonare “Bella, ciao”. Un boomerang e pubblicità negativa, ridicolizzante. Nessuno tocchi il teddista. Anzi: “Grazie, belloccio”. Ha esaltato per reazione la ricorrenza. Insieme a Berlusconi. Ha celebrato la Liberazione dal fascismo ricevendo in pompa magna il fascista professo e confesso Ciarrapico. Il Cav non è contro i “comunisti” (dove sono? cercateli a “chi l'ha visto?”). A lui piacciono i fascistoni veri e inossidabili: meglio se pregiudicati, faccendieri e tangentisti. Come Previti. Come Ciarrapico. O condannati per mafia: come Dell'Utri, pure revisionista anti-Resistenza. Se il Cav sta lontano dalla Liberazione, resta con Ciarrapico, Previti, Dell'Utri, sarà sempre un buon 25 aprile. (giorgio melis)
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Il paradosso di una terra che è contemporaneamente luogo di emigrazione e di immigrazione, che si spopola nel suo interno e però sempre di più viene scelta per una nuova vita da popoli lontani e diversi, è solo apparente: le migrazioni sono cicliche, liquide, dovrebbero insegnarci l'accoglienza e non la diffidenza, la stessa che sperimentavano gli emigrati sardi di cinquant'anni fa a Milano o Torino. [...]
[ di Francesca Madrigali - leggi l'articolo ]
La sentenza della Consulta ha cancellato tasse discriminatorie e dunque ingiuste. Il problema però rimane: i non residenti che possiedono una seconda casa valorizzata da una risorsa naturale ben conservata, non contribuiscono a finanziare lo sforzo necessario per la "buona conservazione". La soluzione al problema esiste, non richiede nuove tasse, non discrimina nessuno. Finora è stata trascurata. Forse è il momento giusto per valutarla con attenzione. [...]
[ di Francesco Pigliaru - leggi l'articolo ]
“Dicono di me che da convinto farmacologo quale ero, ora mi sia convertito sulla via di Trieste, ma non è cosi che sono andate le cose”. “La via di Trieste” è quella aperta da Franco Basaglia, celebre, innovativo psichiatra, alla quale fa riferimento il prof. Gianluigi Gessa a proposito di una dolente vicenda. Gessa accetta di parlare del caso che sta scuotendo e dividendo il mondo sanitario sardo. [...]
[ di Elvira Corona - leggi l'intervista ]
Chi, come il sottoscritto (e diversamente da Soru e da Gessa), ha alle spalle una lunga storia di militanza politica nella sinistra e dintorni, dispone di molte occasioni per sentirsi deluso. Tra le tante un posto non secondario occupa la tendenza degli attuali amministratori regionali ad incanalare i rapporti con il prossimo verso il modello “guardia-ladro”, indipendentemente. [...]
[ di Sergio Ravaioli - leggi l'articolo ]
Si possono scorgere forzature nella recente presentazione, da parte degli uffici stampa della Regione Sardegna, della delibera della Giunta con la quale si istituisce e si presenta “la giornata del popolo sardo; programmazione attività Sa Die de sa Sardinia 2008 dedicata a Sa limba sarda”. Se l'ONU e l'UNESCO hanno evitato di associare lingua, identità e popolo, avranno avuto le loro buone ragioni. [...]
[ di Marinella Lõrinczi - leggi l'articolo ]
«La Lingua Sarda Comuna è lingua che si usa nelle cose scritte, negli atti ufficiali. La 482/99 è una legge dello Stato che tutela le lingue minoritarie. I finanziamenti arrivano da lì. Ci sono 198 sportelli linguistici in corso di attivazione in tutta la Sardegna», dice l'assessore Maria Antonietta Mongiu. «Ho convocato tutti per venerdì, voglio capire quali strategie bisogna attivare per potenziare le loro attività. La legge è sottoutilizzata e questo è un dato interessante». [...]
[ di Daniela Paba - leggi l'articolo ]
A Roma si dice: “Arieccola!”. A Iglesias invece, quando una persona torna a riproporre il suo eterno ritornello, si dice: “E drínghili!” E sí! La signora “Eccomi di nuovo!”, sa pasionaria de Casteddu, la Dolores Ibarruri del plurilinguismo scrive per l'ennesima volta: “¡No pasaran!”-tanto per restare nel tema della guerra civile spagnola, da lei introdotto. [...]
[ di Roberto Bolognesi - leggi l'articolo ]
Ho scaricato la mezz'ora audio-video di dibattito tra autorità regionali (presidente Renato Soru e assessore Maria Antonietta Mongiu) e sportellisti linguistici, messa a disposizione nel sito della RAS durante la presentazione della legge sulla lingua. [...]
[ di Marinella Lõrinczi - leggi l'articolo ]
L'opera in quattro atti :“La leggenda della città invisibile di Kitež e della vergine Fevronia” di Rimskij Korsakov, ha inaugurato la stagione 2008 del Teatro Lirico di Cagliari. [...]
[ di Nanni Spissu - leggi l'articolo ]
Gentile signora Veronica B, uso uno strumento a lei caro -la lettera aperta- per togliermi una curiosità che mi stringe il cuore. Nell'intervista di ieri al nostro giornale, lei giustamente deplorava il proliferare della volgarità e del pensiero unico del Bagaglino. Sono sicuro che queste cose le ha sempre dette anche a suo marito, che il Bagaglino lo finanzia e lo convoca in blocco ai vertici con i capi di Stato esteri, ma che soprattutto lo incarna fisicamente, utilizzandone di continuo le allusioni sessiste e le battute di bassa lega.
È che vorrei sapere come si difende lui.«Scusa, cara, ma non posso permettermi il lusso di trasformare gli italiani in forme di vita più evolute». Oppure: «Hai ragione, cara, il Bagaglino è diventato inguardabile. Aida Yespica, poi, è così cerebrale: si è messa addirittura a parlare. Ma chi crede d'essere, la musa di Woogie Alien?». La situazione del Paese è doppiamente tragica: non sono vuote solo le tasche, ma anche le teste. Delle prime speriamo si occupi Tremonti, uno dei due intellettuali del Pdl. Ma delle teste può occuparsi soltanto l'altro intellettuale: lei. Si faccia nominare ministro della Cultura e lanci un piano quinquennale per la bellezza, unico antidoto alla volgarità, riducendo l'Iva a musei, concerti e teatri. Le garantisco che non verrà accusata di conflitto d'interessi. Nessun conflitto: quelle cose lì, a suo marito, non interessano proprio. (Massimo Gramellini da La Stampa.it)


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