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Giorgio Melis

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Montezemolo diventa giacobino
nella disperata Italia-bordello
Andare al voto con la “porcata”?
Dopo Prodi pagherà Berlusconi

C'era qualcosa di surreale nella presenza composta, normale ma quasi solenne, di Romano Prodi presidente del Consiglio dimissionato che ieri, senza fare una piega, si è presentato all'inaugurazione dell'anno giudiziario in veste di ministro ad interim della giustizia al posto del pugnalatore Mastella. Ma ha lasciato il segno anche la requisitoria venuta da un personaggio non sempre credibile ed esaltante come Luca Cordero di Montezemolo, che ha fatto proprie e rilanciato con forza le accuse dei peggiori “moralisti” e residui tutori della legalità e dignità nazionali. [...]

[ di Giorgio Melis - leggi il commento ]

Fine dell'agonia davanti al Paese smarrito
Ma quali le priorità degli “altri”?
Giù le mani dalle tv, basta intercettazioni

Il sipario si è chiuso, mettendo a confronto la dignità e lo squallore, lo stile personale e istituzionale e la qualità becera dei soliti noti pretendenti al governo permanente, per iniqua scelta democratica condannati - poveretti - seppure per breve tempo, a essere defraudati dal diritto intangibile, eterno, per chiamata divina a tenere ben salda la propria schiena sulle sedie del potere. Quella grande fetta di una destra scomposta e volgare, per cui nulla è oramai degno di uno stile sobrio e appropriato nei rapporti pubblici e personali e tutto è gazzarra, esibizione di volgarità. [...]

[ di Nanni Spissu - leggi il commento ]

Qualche idea su come liberare la crescita:
potremmo copiare dalla Francia,
appena finito con le questioni più importanti

L'Italia in piena Mastelliade ha potuto dedicare poca attenzione alla pubblicazione, avvenuta in questi giorni, del “Rapporto della commissione per la liberazione della crescita francese”, commissione presieduta da Jacques Attali ed alla quale hanno contribuito anche gli italiani Mario Monti e Franco Bassanini. Propongo un sommario ai due o tre lettori di AltraVoce.net i quali credono che un problema di “liberazione della crescita” si ponga anche per la Sardegna. [...]

[ di Sergio Ravaioli - leggi l'articolo ]

L'umor nero dell'Italia, mai così pessimista:
aumenta il disagio materiale,
stipendi indietro rispetto all'Europa

Chissà se, nel momento in cui cadeva il governo, i senatori della Repubblica hanno avuto un pensiero per il loro popolo depresso, per le famiglie impoverite. A dare un'idea di come convivono gli italiani con il loro umor nero ci ha pensato proprio ieri il presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara, presentando il Rapporto 2008: «Il solco tra società e politica diventa sempre più profondo e tende ad allargarsi di giorno in giorno. Più o meno cortesemente, come separati in casa, ci si saluta quando si entra o si esce, consapevoli di non avere ormai più niente in comune». [...]

[ di Daniela Paba - leggi l'articolo ]

Il Paese ostaggio della politica padrona
riesce a stento a pensare al pane
Fra le vittime: rose, fiducia e solidarietà

Viva la rivoluzione, lo pensano ormai in molti, sognando un modello di società radicalmente diversa da quella che ci racconta l'Eurispes. È la fotografia di un'Italia impoverita, preoccupata, disillusa e individualista: non sembra esserci tempo né modo di pensare al domani, ai problemi su scala più ampia, perché fra il “pane” e le “rose” il primo è nettamente più urgente: soprattutto se dalle seconde si stanno avendo cocenti delusioni. [...]

[ di Francesca Madrigali - leggi l'articolo ]

La memoria non distingue fra le vittime
Assieme all'orrore della Shoah
ricordiamo l'immane follia da non ripetere

Ricordare, nel Giorno della Memoria. Ricordare chi? Ricordare, per legge, quella parte della Seconda Guerra Mondiale che concerne deportazione, prigionia, morte, specialmente di ebrei perseguitati per legge anche italiana. Ricordare affinché certe cose non possano più accadere. Ma proviamo a ricordare anche il resto, in sintesi, nella sintesi astratta dei numeri dei morti ammazzati, in battaglia, bombardamenti anche atomici, prigionia, sterminio di massa, rappresaglie… [...]

[ di Giulio Angioni - leggi l'articolo ]

Via Romano II, ecco Silvio III
Mastella, non Dio e la nazione,
ha fatto la grazia, Veltroni
disgrazia del Pd fusione-calda

Basteranno quattro mesi o ce ne vorranno almeno sei per avere il Berlusconi III? È solo questione di tempi, la sostanza cambia poco. Al voto anticipato si arriverà comunque a breve-media scadenza. Paradossalmente, i due possibili competitori - il Cavaliere e Veltroni - sono interessati ad arrivarci il più rapidamente: perché così si voterebbe con l'attuale legge Porcellum, che consente a entrambi di “nominare” i parlamentari a loro immagine, somiglianza e fedeltà: in attesa della formale ratifica da parte degli elettori, retrocessi a sudditi fin dal 2006. [...]

[ di Giorgio Melis - leggi il commento ]

Osterie e stadi. L'Associazione nazionale degli osti querelerà il presidente del Senato Franco Marini perché, rivolto ai parlamentari di An che stappavano champagne e mangiavano mortadella all'annuncio della caduta di Prodi, li ha apostrofati: «Colleghi, non siamo in un'osteria». L'Associazione affiggerà in tutte le osterie un cartello: “Vietato sputarsi addosso, chiamarsi cornuti, froci e squallide checche: non siamo al Senato, non siamo dell'Udeur”. Anche i club degli ultras innalzeranno nelle curve nord e sud di tutti gli stadi italiani questo striscione: “Solo spranghe e molotov, siate educati: non siamo al Senato”. (gm)

Il falso Neruda del poeta Clemente
Nessuna clemenza per i traditori
dai devoti senatori di An e dell'Udeur

Appunti dal Senato della Repubblica. Nuccio Cusumano, uno dei tre senatori dell'Udeur, decide all'ultimo momento di votare per Prodi. Prima di scatenare la gazzarra, la scelta permette innanzi tutto di notare come il partito che farà cadere il governo abbia a palazzo Madama una rappresentanza così piccola da stare dentro la cabina di un'Ape Piaggio. (Ci siamo dimenticati dei Diniani, ma sul cassone posteriore ci starebbero comodamente anche loro.) [...]

[ di Andrea Pusceddu - leggi il commento ]

Nel 2007 aumentati i reati anche in Sardegna
Giustizia nel pantano fra scarsi mezzi
e tempi lunghi mascherati da garantismo

Aumento dei reati e della durata dei processi penali: un mix che in una «situazione di crisi del sistema giudiziario, causata anche dalle carenze di organico e di mezzi», favorisce la criminalità che «cresce in modo non eclatante ma costante». L'allarme arriva dal presidente della Corte d'Appello di Cagliari, Vincenzo Oliveri: sarà rilanciato oggi all'inaugurazione dell'anno giudiziario, dopo che la relazione introduttiva è stata consegnata in anticipo alla stampa per far conoscere «anche a chi non potrà intervenire alla cerimonia» la situazione isolana: che non è drammatica ma certo neanche da sottovalutare. [...]

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Finanziaria, schiarita tra Soru e la sinistra
ma protestano Idv e lo Sdi: mani libere
Cgil: impegni traditi, dov'è l'emendamento?

Avanti a piccoli passi verso una linea che sia il più possibile comune. La maggioranza cerca il filo da seguire durante la discussione della legge finanziaria regionale, che inizierà in Consiglio martedì mattina. Per ora il filo è quello rosso, visto che il vertice di ieri doveva essere di tutta la coalizione e invece ha visto come protagonisti la Sinistra Arcobaleno e lo Sdi: guarda caso, i gruppi che durante il dibattito generale sulla manovra avevano sollevato le critiche maggiori su argomenti come le politiche del lavoro, la formazione professionale, i consorzi industriali e le anticipazioni sulle entrate future.

[ di Marco Murgia - leggi l'articolo ]

Regione, altri 58 milioni per l'edilizia popolare
centri storici da riqualificare, affitti sociali
per le nuove famiglie, basta periferie-ghetto

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Tecnocasic, ridicolo “scoop” di E-polis:
visita sospetta del fratello di Soru
Il presidente: «informazione spazzatura»

Contro Renato Soru un altro fronte d'attacco. Un articolo abbastanza scombinato di E-polis il Sardegna ha “svelato” che Emanuele Soru (il fratello del presidente) a metà novembre del 2006 aveva visitato il Tecnocasic in compagnia di un cliente dell'impianto di Macchiareddu, esprimendo giudizi positivi sul suo funzionamento. Quale sia la notizia non è chiaro. Comunque il presidente ha reagito con la massima durezza: in un comunicato si parla di «informazione spazzatura» [...].

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Bufala d'antiquariato. Un lettore ci fa notare che la visita del fratello di Soru al Tecnocasic risale non a due mesi fa ma al novembre 2006. Scrive Giuseppe Diana: «Ciò la rende da una parte ancor più una non notizia, in quanto incollegabile a qualsivoglia attività degli ultimi mesi (a partire dall'emergenza Campania), dall'altra è un'ulteriore evidenza del tentativo (goffo) di trovare qualche appiglio per screditare il presidente della Giunta e la sua politica attiva e condivisibile sui Consorzi industriali…». Vedendo la data nell'articolo avevamo pensato a un errore: troppo grottesca l'inchiesta-scoop su un episodio surgelato. Dunque, più squallida l'operazione. Polpetta avvelenata d'antiquariato. “Girata” da mani sporche. Ingoiata per ingordigia di servilismo pugnalatore. Distribuita ai lettori con consapevole, malefico intento. E il cdr di E-Polis s'indigna con Soru anziché con i responsabili? (gm)

Squadrismo informativo, manone politiche
gara Unione-Videolina e “Il Sardegna”
nel bufalificio anti-Soru, più Maninchedda

Lo strano caso di un grottesco “scoop” sul niente, da ridere, presentato come se si fossero scoperti Renato Soru col fratello Emanuele mentre rubavano la spazzatura al Tecnocasic per rivenderla di seconda mano. Senza altre notizie oltre una visita di Soru jr assieme ad un cliente abituale del Tecnocasic. Nell'articolo non c'è altro. Ma appare fortemente allusivo, collegato alle navi-monnezza arrivate e in arrivo, alla riforma dei Consorzi industriali, inevitabilmente percepito come un collegamento tra i Soru-brothers, il presente e il futuro del Tecnocasic. [...]

[ di Giorgio Melis - leggi il commento ]

L'ultimo ammainabandiera a La Maddalena
Good-bye, America, in amicizia: finisce
la lunga servitù, presto la festa ambientalista

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Quando i bugiardi sono alla Casa Bianca
è facile morire per una bugia
E se per colpire l'Iraq se ne dicono 935…

Secondo l'ultima indagine dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, almeno 151.000 civili iracheni sono morti tra il 2003 e il 2006, in seguito all'invasione guidata dagli Stati Uniti d'America alla quale si sono poi accodati gli alleati, compresa l'Italia. Il responsabile? Un castello di 935 bugie. Scuse, pretesti, pure invenzioni senza riscontro nella realtà, usati da George W. Bush e da sette tra i suoi più stretti collaboratori, dall'11 settembre 2001 fino all'invasione cominciata il 19 marzo 2003, ma riciclati fino ad oggi, per non perdere l'appoggio dell'opinione pubblica. [...]

[ di Elvira Corona - leggi l'articolo ]


Ppr, referendari irriducibili a testa bassa
contro il no del giudice monocratico
Nuovo reclamo, martedì decide il Tribunale

Il comitato per il referendum sul Piano paesaggistico regionale ha presentato ieri un reclamo contro il provvedimento con il quale il giudice Giovanni La Rocca ha respinto il ricorso d'urgenza (ex articolo 700) che mirava ad imporre all'Ufficio regionale del referendum di verificare le firme raccolte dal deputato di Forza Italia Mauro Pili, per poi trasmettere gli atti al presidente della Regione, perché entro il 30 gennaio potesse essere fissata la data della consultazione. L'udienza di fronte al Tribunale civile è stata fissata per martedì. [...]

[ leggi l'articolo ]

Sul Ppr né urgenza né danno irreparabile
Un altro giudice smonta senza pietà
le tesi di Pili per il partito del mattone

Che l'iniziativa di Mauro Pili, nonostante la poderosa macchina da guerra messa in campo, fosse spericolata, per non dire palesemente infondata, non potevano esservi dubbi. Anzitutto, perché il provvedimento dell'Ufficio regionale del Referendum, composto da un “pool” di magistrati di grande valore, era supportato da argomentazioni logiche e giuridiche difficilmente contestabili. In secondo luogo, perché, ammesso e non concesso che il referendum fosse ammissibile, da nessuna parte stava scritto che i promotori avessero diritto a pretendere che lo stesso si svolgesse entro giugno 2008. [...]

[ di Carlo Dore - leggi il commento ]

lettere e interventi
 
Eccolo il bullismo: insulti, urla, violenza. Nelle scuole dominate dai teppisti? No, al Senato, di Carla Romagnino
Le gentili signore prese a bersaglio e gli onorevoli mariti che fanno giustizia, di Raffaele Deidda
Nessuna censura, cestinati gli insulti. La notizia su Soru jr ci è parsa interessante, di Paolo Maninchedda (con una replica di Giorgio Melis)
La costosa favola della diga da fare ad ogni costo e la Regione che ignora l'Europa, di Stefano Deliperi
Che cosa ci racconteranno in campagna elettorale per squarciare questa cappa di tristezza?, di Micheli
Il tiro al bersaglio e l'offesa della sospensione dopo due mesi di direzione che bisognerà studiare, di Lilli Pruna
Porte sempre aperte dall'amico Bruno per l'ex ministro in disgrazia ma pronto a risorgere, di Raffaele Deidda
Le case costruite sulla sabbia degli abusi. Democrazia e legalità sospese ad Orosei, di Rosa Maria Patteri
Il libertario-liberticida prof. Maninchedda censura chi dissente dal suo amico prof. Pubusa, di Emilio Mossa
Soru ha compiuto un grande gesto di civiltà, vedremo se lo pagherà caro o ci guagagnerà, di Lorenzo Verderame
In Sardìnnia is ideas arratzistas e egoistas ddas spaìnant movimentus e partidus italianus, di Amos Cardia
Il mito della spallata e gli istinti della piazza. Solidarietà in un quadro di poteri e garanzie, di Paolo Maninchedda
La Giunta non evita il giudizio dei sardi. Ma dietro a certi referendum soltanto calcoli e private ambizioni, di Gian Valerio Sanna
dall'archivio
in Sardegna
Fantastica Ruth, una vita al fianco di Nivola da artista ha saputo fare della famiglia il suo capolavoro, di Ugo Collu
Floris, zero in rifiuti, pretende solidarietà da Soru e la nega, non paga e protesta, di Cinzia Isola
Delitto d'onore ad Orgosolo con giustizieri per Marotto? Debole il movente “nobile”, di Giorgio Melis
Sono, siamo più che mai tutti orgolesi tra dolore e vergogna, confusi. Se è giustizia antica non lava il sangue, di Giulio Angioni
Sardegna? Peggio che in Africa. Unione iettatoria e sindacalisti, falsari smentiti in tempo reale, di Giorgio Melis
I milioni buttati contro la dispersione e la scuola diventata un affare. Dopo la denuncia sono gradite le idee, di Donatella Lissia
La voglia di capire se la lingua negata allontani i ragazzi da una scuola che ha ancora tanto da farsi perdonare, di Roberto Bolognesi
La politica come amore per la vita che diventa “canto utile” E un monumento non può morire, di Tonino Cau
Ogni mattino un uomo giusto (in morte di Peppino Marotto), del Collettivo AbbArdente
Questa terra senza più regole che non sa proteggere un poeta, dei Kenze Neke
L'addio commosso all'uomo e al poeta che lavorava per costruire una comunità
Un nuovo umanesimo per Orgosolo pro terra de homines: rispetto, ascolto e umiltà nel lascito di Peppino, di Aide Esu
Il patriarca-poeta dopo il prete. Colpa collettiva di Orgosolo se non saprà neanche ribellarsi all'uccisione di Peppino Marotto, di Giorgio Melis
La sfida di Peppino bucca manna: «Un favore mi fanno se mi ammazzano per qualcosa», di Giulio Angioni
Squilli di tromba dal fortino assediato. Ma quanto resisterà il generale con l'esercito di soldatini senza ufficiali?, di Michele Fioraso
C'è del marcio in Danimarca o è in Sardegna? Lamenti contro l'invasore soruceno ma è una rivoluzione sarda senza precedenti, di Darwin
Effetto Serra (Efisio), addio foca monaca, Atlantide e la deriva africana. Il giornale dei sardi svela i disastri di Soru, di Andrea Pusceddu
Scuola, il silenzio degli incoscienti. Milioni contro la dispersione senza verifiche sui risultati ottenuti, di Marco Pitzalis
Chi cerca di demolire il Piano paesaggistico ancora non ha detto se l'alternativa è il saccheggio già visto, in stile coloniale, di Mario Carcassi
Gli inutili assalti al Piano paesaggistico: il Tar ne esalta rigore e qualità. Le sentenze oltre le bugie dell'informazione, di Carlo Dore
Troppe le ricette sicure per lo sviluppo. La politica ha raccolto fallimenti, proviamo a organizzare le competenze, di Sergio Ravaioli
Volontariato: accentramento e squilibrio nella distribuzione delle risorse. Ma il Consiglio è ostaggio della piazza, di Mimmia Fresu
Il mortale intreccio fra malapolitica e media in Sardegna non è la reazione a Soru: nasce con le testate di Grauso offerte al Cav, di Andrea Falqui
Com'è che l'Amministrazione sbaglia tanto se ha preso tutti i dirigenti che voleva? Rapporti logorati con la burocrazia esclusa, di Pierluigi Leo
Informatica, il Consiglio-struzzo si nasconde, appalti in Procura: i giochetti tra potere, affari e informazione, di Giorgio Melis
Le politiche per la salute e la strana allergia alla prevenzione delle malattie croniche: salva la vita a tanti e ci costa molto meno, di Sergio Muntoni
È un flop colossale questo digitale terrestre, ora esteso a tutta la Sardegna-cavia. Usa e getta in Europa, ritirata in Valle d'Aosta, di Alessandro Alfonso
Stampa e politica, sulle coste con i versi di De Gregori: la Sardegna assassinata dai giornali e dal cemento…, di Giorgio Melis
Qual è il problema? La lingua unica ufficiale o il predominio di una variante? Proviamo con una grafia e tante pronunce, di Roberto Bolognesi
Passioni e rivoluzioni attorno al sardo. Ma le forzature e la fretta sono causa di esclusione e discriminazione, di Marinella Lőrinczi
Se n'è andato Francesco Salis, profeta laico di cultura militante fra la gente, eroe di stagioni generose a Santulussurgiu, di Nanni Spissu
La guerra del Brotzu: i vecchi padroni rivogliono soldi e voti dalla sanità pubblica, di Giorgio Melis
Gli anni dello scialo con Moro Efisio. Il bilancio da 59 a 101 milioni, tutti i giornalisti promossi colonnelli, di Giorgio Melis
Superenalotto in Consiglio: 700mila euro la liquidazione del segretario. E cinque giornalisti ne costano 810mila, di Giorgio Melis
la saga dei Consorzi
Consorzi, la Regione non paga? Altroché: 434 milioni dal 1991. Appalti, incarichi, affaire-Arbatax: 6,7 milioni a Mazzella per lo scalo, di Giorgio Melis
Ecco il tesoro: 15 anni di finanziamenti e 717 milioni da spendere per infrastrutture
Impegno nella trasparenza: tre ipotesi per le aree industriali ma nessuna nel segno dell'accentramento, di Paolo Maninchedda
Industrie chiuse, viva i Consorzi: 360 dipendenti più 112 politici nei cda e direttori da 330 mila euro l'anno. I costi sono aumentati del 40 per cento, di Giorgio Melis
Oristano e Cagliari i più generosi con gli insostituibili direttori generali
Oscar Serci, imprenditore immaginario all'Autorità portuale: la piovra-Casic e i tentacoli di Margherita, Ds, Polo e Biggio
Il vero business dei Consorzi, 67 in tutta Italia e 16 in Sardegna. Zero industrie ma intoccabili, di Giorgio Melis
in Italia
La Libia, noto paladino dei diritti umani, si occupa dei migranti e dei rifugiati. Un appello all'Italia e alla UE: ripensateci, di Elvira Corona
Le statistiche all'ingrosso sui ragazzi che si ammazzano sulle strade non dicono chi e come li mandi allo sbaraglio, di Marinella Lőrinczi
All'ombra della privacy, nessuno tocchi le nefandezze della Casta: educazione all'illegalità, routine da non disturbare, di Cristina Lavinio
L'Italia e gli impegni internazionali da onorare. Più che dal sostegno allo sviluppo siamo rappresentati dalle missioni militari?, di Elvira Corona
Il panico delle tv locali nella trappola del digitale terrestre: hanno capito che l'affare è solo tra Rai e Mediaset, di Alessandro Alfonso
Rigotti rettifica: i quotidiani al servizio dei lettori, senza chiusure. Ma Grauso si sfila anche da consulente
Rigotti annuncia: E-Polis “strumento” di Dell'Utri. Grauso accusa Cipriani, «voltagabbana di gomma», di Giorgio Melis
L'eredità di Enzo Biagi, una voce libera che si ostinava a vedere un futuro anche per un paese che non ama la verità, di Nanni Spissu
società
Mastella e Cuffaro, ma che male c'è? Nel mondo vince la competenza, l'Italia tira a campare con l'appartenenza, di Sergio Ravaioli
Scrittore, poeta o annunciatore alla radio: gli sbocchi ci sono, e per sfondare basta una laurea all'Università di Cagliari, di Cristina Lavinio
Se la pubblica insicurezza genera paura, l'anziano dal futuro corto non esprime un riflesso d'ordine politico: chiede diritti, di Nanni Spissu
I polli che si fanno pescare via e-mail con un bancomat di cartone. Niente panico ma ci vuole buonsenso, di Gianstefano Monni
L'omeopatia? Come i miracoli di padre Pio, dice Gessa, solo effetti psicologici. Ma c'è chi invoca il beneficio del dubbio, di Matteo Bordiga
I figli affidati alla Rete e alla tecnologia. Eurispes e Telefono Azzurro chiedono attenzione a genitori e politica, di Elvira Corona
Internet e la sfida ai vecchi media: la credibilità è tutto se l'utente può scegliere (e rispondere), di Alessandro Alfonso
economia e ambiente
Cagliari inquinata 162 giorni l'anno: seconda dopo Torino per le polveri sottili. Legambiente accusa, il Comune: dati falsati, di Cinzia Isola
La partecipazione informata dei cittadini alle grandi scelte ambientali, con dati corretti e comunicazione efficace, di Laura Monni
Lezione per i sardi dalla Spagna: 5 miliardi per liberare mille chilometri di costa. Meno cemento per un turismo sostenibile, di Raffaele Deidda
Militari e civili, le cavie inconsapevoli nella sperimentazione di nuove armi. Bisogno di verità sulle malattie di guerra, di Elvira Corona
Nuoro e il piano urbanistico da discutere. Un'occasione per la “città senza” che non ha mai saputo costruirsi un futuro, di Mario Carcassi
Cagliari, il Comune si tappa il naso e fa finta di non vedere i dati che rilanciano l'allarme sull'aria, di Stefano Deliperi e Claudia Basciu
Non inquina, costa meno e recupera risorse. La gestione integrata dei rifiuti e il coraggio di dire no agli inceneritori, di Domenico Lipari
Biocarburanti, ritardo sugli obiettivi europei. Tra gli ostacoli per l'energia verde il costo e la competizione fra le colture, di Alessandro Lodi e Laura Monni
Il pessimo affare dell'inceneritore: divora risorse e avvelena l'aria. “Rifiuti Zero”, un'utopia possibile, di Marco Murgia
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27 gennaio 2008
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