Finalmente l'Italia politica bipartisan, solidale, coesa e concorde. Una falange macedone, una legione romana in formazione a testuggine, un'armata di panzer d'attacco. Miracolo: la rissosa e sgangherata classe politica di governo e di opposizione, sempre divisa su tutto e decisa al niente, diventa un coro armonioso senza una stecca. Non ci voleva molto, basta trovare i nemici comuni: i laici critici sull'intervento di Ratzinger; la magistratura, rea di aver osato indagare la coppia Mastella, dunque colpire una famiglia partitica nella quale si identifica l'intero intoccabile famiglione politico nazionale; il referendum elettorale firmato da milioni di cittadini. [...]
[ di Giorgio Melis - leggi il commento ]
C'è qualcosa di tipicamente e tristemente cattolico nelle reazioni che seguono la rinuncia da parte del capo della chiesa di Roma, Joseph Ratzinger, a partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico all'università di Roma 1: l'ipocrisia e la sudditanza. Il concetto espresso dai politici italiani, da destra a sinistra, da Fini a Mussi passando per Veltroni e Prodi, è semplice: un gruppo di estremisti fanatici (gli universitari firmatari della lettera) ha costretto il papa a rinunciare alla partecipazione alla manifestazione accademica. [...]
[ di Andrea Falqui - leggi il commento ]
È il gran giorno dei rifiuti in Consiglio regionale. Nessuna protesta eclatante, niente sacchetti neri - simbolici e non - davanti agli ingressi del palazzo di via Roma: l'assemblea discuterà le mozioni sull'emergenza rifiuti in Campania e sulla decisione della Giunta di accogliere i tir provenienti dalla provincia di Napoli. Tutto al termine di una settimana ad altissima tensione, e dopo un'audizione in commissione nella quale l'assessore Morittu si è impegnato a fornire notizie complete sui prossimi carichi in arrivo. [...]
[ di Marco Murgia - leggi l'articolo ]
Un paese che non conosce lo spopolamento di altri. Con un benessere più diffuso che altrove: per il turismo più che per la pastorizia. Dove, in controtendenza, gli uomini sono più numerosi delle donne ma molto al di sotto per acculturazione scolastica. Un paese-simbolo che resta prigioniero dei suoi vecchi dèmoni e di nuovo malessere che colpisce i giovani. Lo racconta con dati e analisi in un reportage di Giovanni Maria Bellu, pubblicato domenica scorsa nel paginone centrale dell'inserto culturale de la Repubblica, che ci sembra importante segnalare. [...]
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È avvilente. In Italia sono in atto accadimenti di grande interesse politico, sociale e culturale. Le polemiche con rinuncia di papa Ratzinger alla visita all'Università della Sapienza e relativa esplosione del conflitto latente su laicismo e clericalismo. La tormentata ricerca di un'intesa sulla legge elettorale e le riforme senza le quali il Paese rischia di affondare. La partita del contratto-guida dei metalmeccanici, che avrà vaste ripercussioni in tutto il mondo del lavoro. Ma nell'isola delle tenebre politiche siamo inchiodati alla spazzatura. [...]
[ di Giorgio Melis - leggi il commento ]
[ di Raffaele Deidda - leggi il commento ]
Nessuno può rimanere insensibile: è necessario «aiutare, come primo obiettivo, le persone in difficoltà. Ovvero coloro che non hanno voce e si ritrovano la monnezza sotto casa o davanti al mercato quando vanno a fare la spesa». Poi verrà il tempo «della punizione per chi si è reso responsabile della situazione in Campania». Così l'appello sottoscritto ieri da cinque uomini di chiesa impegnati in Sardegna nel volontariato e nel sociale: padre Salvatore Morittu, don Angelo Pittau, don Ettore Cannavera, a don Giovanni Usai e don Salvatore Benizzi. [...]
[ di Matteo Bordiga - leggi l'articolo ]
Sono mali che amiamo pensare propri degli altri, dei milanesi, dei parigini, dei berlinesi, ma non dei sardi. E invece noi sardi siamo del tutto normali italiani europei occidentali in questa coazione e abitudine al giudizio e all'atteggiamento che io dico razzista, e lo dico a ragion veduta, perché è proprio di ogni razzismo l'abitudine alla chiusura e all'inferiorizzazione dell'altro comunque individuato, per trarne un qualunque vantaggio, anche solo il sentirsi migliori e rassicurarsi nella propria certezza di superiore o migliore diversità, magari da preservare a ogni costo. [...]
[ di Giulio Angioni - leggi il commento ]
I rifiuti? L'Apocalisse, da scongiurare in ogni modo, ad ogni costo, senza se e senza ma. Ovvero, come indirizzare e manipolare il malcontento, la scarsa informazione, il disagio di massa. Sappiamo ormai tutto della questione dei rifiuti campani, compresa la decisione del governatore Soru di non coinvolgere le amministrazioni locali prima di dare l'ok all'arrivodella mondezza napoletana. [...]
[ di Francesca Madrigali - leggi il commento ]
Il direttore in Terrapieno riscrive le sacre regole del giornalismo: il chi e il dove non servono. E pazienza se il perché è fasullo. Nei titoli e richiami in prima pagina sulla battaglia di venerdì notte “chez Soru”, è stato espunto ogni richiamo al presidente della Regione e al fatto che fosse la sua casa oggetto ed epicentro dell'attacco di squadristi ed ultrà. Si parlava solo di “Cagliari campo di battaglia: una notte di violenza urbana. Scontri e cariche a Bonaria e in viale Diaz. Altissima tensione mentre il governatore annuncia: arriveranno altre navi”. [...]
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Altro che fare le barricate ideologiche e scatenare la guerriglia mediatica e urbana. Nella guerra ai rifiuti campani, il Comune del sindaco Floris ha perso l'occasione per fare il mea culpa. Anche perché in tema di spazzatura Cagliari non brilla certo per efficienza. Sarebbe stato più facile ammettere che l'amministrazione comunale ha già il suo bel da fare con i propri rifiuti. Piuttosto che scegliere l'attacco politico, prontamente ideologizzato dal centrodestra, sfruttando le genuine aspirazioni indipendentiste dell'Irs e di Sardigna Natzione. Che respingono lo Stato italiano, rifiuti compresi. [...]
[ di Cinzia Isola - leggi l'articolo ]
Lo dico per le nuove generazioni, ma in Sardegna non appena finita la guerra la situazione era da anno zero. Senza l'aiuto massiccio dello Stato e dell'Unione europea e quindi grazie all'apporto delle Regioni più ricche - il cui gettito fiscale è superiore a ciò che ricevono in cambio dallo Stato, contrariamente a quello che avviene per la nostra Regione - oggi saremmo ancora là, più o meno. [...]
[ di Pierluigi Leo - leggi l'intervento ]
In una Sardegna in cui c'è profondo bisogno di armonia sociale e autocoscienza collettiva c'è chi demonizza e criminalizza la limpida e pacifica azione dell'indipendentismo di iRS, che rappresenta forse l'unica coscienza critica e dinamica della società sarda, capace in pochi anni di portare all'attenzione dell'opinione pubblica temi cruciali a livello europeo come la salute pubblica, la distruzione delle risorse ambientali, la militarizzazione del territorio. [...]
[ di Franciscu Pala - leggi l'intervento ]
Se non ci fossero le forze dell'ordine saremmo un popolo da guerra civile. La mondezza come pretesto per dare l'assalto a Soru, per un'altra esercitazione di campagna elettorale. Tempo sprecato parlare di senso dello Stato a chi delle leggi dello Stato se ne frega, di sentimenti di solidarietà a chi ha fatto del corporativismo la sua missione politica. Espressione (politica) che è tale in quanto riparata dietro stemmi di partito, altrimenti si sconfinerebbe, almeno nella definizione, nell'azione malavitosa, nel banditismo. [...]
[ di Mimmia Fresu - leggi l'intervento ]
[ di Alessandro Alfonso - leggi il commento ]
[ di Antonio Piras - leggi l'intervento ]
[ di Andrea Pusceddu - leggi il commento ]
Il gruppo di maggioranza all'interno della maggioranza potrebbe avere oggi il suo capogruppo: quasi un mese dopo la sua costituzione in Consiglio regionale, l'armata dei 34 consiglieri del Partito democratico non ha ancora un condottiero. Il nome dell'eletto - in mancanza di accordi, finora non raggiunti, la nomina si avrà per voto segreto e con la maggioranza assoluta - potrebbe venire fuori nel pomeriggio di oggi, dopo la discussione in aula sull'emergenza rifiuti. [...]
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Il tanto atteso rilancio del gruppo E-polis per ora è rimasto sulla carta, gettando nello sconforto centinaia di collaboratori. Che, ancora in attesa di ricevere i loro compensi, annunciano uno sciopero a catena lungo le quindici testate del free press ripescato la scorsa estate da una difficile crisi. Una minaccia che ha il sapore di una resa davanti all'indifferenza mostrata dall'azienda nei confronti dei lavoratori che attendono da un anno il riconoscimento economico del proprio lavoro. Ma anche un appello perché la condizione di tanti collaboratori non sia ignorata e oscurata dal susseguirsi di promesse che rappresentano la beffa ai danni di chi ha creduto e investito in un progetto editoriale che, paradossalmente, punta ad allargarsi sul territorio nazionale. [...]
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