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Giorgio Melis

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E la nave viene: con la monnezza
squilli di guerra ma possiamo
sentirci orgogliosi di una Sardegna
prima in solidarietà nazionale

A qualcuno non è piaciuto per nulla che sui siti on line dei maggiori quotidiani e poi nei titoli di testa del Tg1 la Sardegna fosse arrivata e segnalata come prima. Prima (non unica, come aveva polemizzato un assessore lombardo) nel dare la propria disponibilità a smaltire una piccola parte dei rifiuti che sommergono Napoli e la Campania. Prima ma assieme a tutte le altre regioni, tranne quattro che hanno manifestato difficoltà tecniche, nel dichiararsi pronta a partecipare allo sforzo comune per mettere fine a un'emergenza che sta disonorando l'Italia nel mondo. [...]

[ di Giorgio Melis - leggi il commento ]

Sardegna prima per l'emergenza-rifiuti
come tutte le Regioni: da Napoli
verso Olbia una nave con cento camion

In prima fila, avanti a tutti: la Sardegna dovrebbe accogliere parte dei rifiuti non trattati che stanno soffocando la Campania. Le prime 600 tonnellate arriveranno già nelle prossime ore sul traghetto Italroro Three, partito ieri sera da Napoli con un centinaio di camion a bordo e diretto - pare - a Olbia (ma mercoledì notte i tg avevano annunciato rotta su Cagliari). Sulle quantità mancano conferme ufficiali, ma durante il vertice straordinario e istituzionale tra Governo e Regioni di ieri a Roma il presidente Renato Soru ha confermato la possibilità di accogliere parte dei rifiuti raccolti in provincia di Napoli. E di farlo da subito. [...]

[ di Marco Murgia - leggi l'articolo ]

L'opposizione cavalca la protesta
ma la scelta senza un dibattito
provoca malumori anche a sinistra

Polemiche a sacchi: come quelli, neri, portati dal capogruppo di Alleanza nazionale Ignazio Artizzu sotto il palazzo della Regione per protestare contro la disponibilità della Giunta ad accogliere nell'isola parte dei rifiuti provenienti dalla Campania. Potrebbe essere la prima delle «mobilitazioni giornaliere» annunciate dal collega di partito Matteo Sanna contro la «decisione vergognosa» e le «scellerate scelte del governatore». Reazioni a palate, scandite dal prima e il dopo dell'incontro romano e incentrate su una giornata ad alta tensione politica. [...]

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L'immorale abitudine di non pagare dazio
dopo aver provocato disastri
Ma quest'emergenza ci fotografa tutti

La questione dei rifiuti campani è la metafora degli ultimi 15 anni della nostra sciagurata nazione. Parte dei rifiuti sarà stoccata nella nostra Regione? Benissimo. Ma se non si soddisfano due condizioni, il vero problema italiano - che non è la spazzatura napoletana - non verrebbe risolto e neanche affrontato: 1) chi ha sbagliato deve pagare, 2) le soluzioni al problema non devono creare più danni del problema stesso (altra specialità nazionale). [...]

[ di Alessandro Alfonso - leggi il commento ]

La loro monnezza e la nostra aliga

[ di Sergio Ravaioli - leggi il commento ]

Sorpresa, Soru incassa e tiene
al 47 per cento: calo fisiologico,
il più basso fra i presidenti
Emilio Floris ultimo sindaco sardo

Il potere logora chi non ce l'ha: Andreotti addio, non è più così. Mediamente logora chi ce l'ha, da un anno all'altro e anche rovinosamente rispetto al momento dell'elezione, tra cadute e crolli di consenso. Con le debite eccezioni che confermano la regola ma non sono poi tanto diffuse. Governare stanca, scontenta, raramente paga: il più delle volte penalizza e anche pesantemente. Ora lo sanno anche i presidenti delle Regioni italiane, incluso Renato Soru. Il loro gradimento - secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano economico Il Sole-24 ore - è in declino o in caduta libera per due terzi dei 18 “governatori” rispetto alla stressa graduatoria del 2006. [...]

[ di Giorgio Melis - leggi l'articolo ]

Il gradimento non è intenzione di voto
Qui non c'era un avversario
e il 47% segnala attesa più che delusione

L'indagine della IPR mostra una perdita di consenso di 3 punti per Renato Soru. Una perdita a nostro avviso fisiologica all'approssimarsi dell'appuntamento elettorale che non si traduce necessariamente ed automaticamente in una perdita di consensi (non a caso, salvo rare eccezioni, assistiamo ad un calo sistemico della fiducia nei confronti dei diversi governatori). Un conto è chiedere una valutazione sulla fiducia che ispira un politico e diverso è chiedere le intenzioni di voto (senza tra l'altro poter contrapporre un concorrente reale). [...]

[ di Vincenzo Freni - leggi il commento ]

Lo zoccolo duro dello spigoloso antipatico
capace di dire pochi sì e tanti no
La vera politica e i limiti dei sondaggi

Tre punti persi. Parliamo di consenso, naturalmente. Se fossi Renato Soru, di fronte alla notizia sorriderei e tirerei dritto per la mia strada. Mi sarei aspettato una vera e propria debâcle… Perdere solo tre punti per uno antipatico come Soru e con alle spalle già qualche anno di governo è semplicemente un miracolo, in un Paese i cui cittadini sono abituati ad essere blanditi, corteggiati, adulati da chi governa che, naturalmente, ha quasi sempre come principale vocazione quella di continuare a governare. [...]

[ di Gian Maria Fara - leggi il commento ]

Il problema non è quel 3% in meno
La crisi di credibilità di Soru
nasce dall'abbraccio coi partiti “vecchi”

Non sono in grado di valutare le percentuali però ritengo che la credibilità di Soru, nel corso di questi anni, si sia ridotta notevolmente. Molte aspettative che aveva creato sono rimaste deluse, anche fra coloro che maggiormente avevano appoggiato il suo coinvolgimento in politica. Ad un certo punto della legislatura, forse per le difficoltà che ha trovato nei rapporti con gli alleati, ha fatto una scelta di omologazione con i gruppi dirigenti dei partiti, quegli stessi che inizialmente voleva contrastare. [...]

[ di Marco Ligas - leggi il commento ]

Emilio desaparecido. L'Unione Sarda e Videolina, centri di disinformazione a tempo pieno. Nella tv si è festeggiato. Può il centrosinistra ricandidare Soru che perde il tre per cento? Vero: e falso. Oscurato il dato generale. Su 18 presidenti, 5 in crescita, 12 perdono di media il 6,7 per cento. Oltre il doppio di Soru, quello che tiene meglio. Ma deve risultare ultimo. Per coprire un amico che è ultimo davvero. Nel dis-servizio tv, la graduatoria di presidenti di provincia e sindaci sardi. Tutti: tranne quello di Cagliari. Fanalino di coda il pupillo di Terrapieno? Giammai. Non potrebbe sfidare l'odiato Soru, se si sapesse in giro. Farlo diventare primo? Troppo. Dunque? Visto, si censuri. Emilio video-desaparecido. L'ultimo ignoto. (gm)

Saliscendi tra Province e Comuni
Sassari ama ancora Ganau,
pari freddezza per Floris e Milia

Da oggi il Comune di Cagliari, guidato da Emilio Floris, e la Provincia di Cagliari, capitanata da Graziano Milia, condividono un numero scomodo. O meglio, una posizione scomoda. La settantesima. Quella assegnata loro dai cittadini nelle classifiche di gradimento che ha rilevato e rivelato il sondaggio dell'istituto demoscopico IPR Marketing per il quotidiano Il Sole-24 ore. E se il primo cittadino di Cagliari tiene solitario il fanale di coda nella fila dei colleghi sardi, il presidente Milia nella settantesima posizione può consolarsi in compagnia dell'oristanese. [...]

[ di Cinzia Isola - leggi l'articolo ]

Duello Capelli-Dirindin sulla sanità
Oggi voto finale in commissione
Finanziaria al via tre le polemiche

Mentre va in scena l'ennesimo botta e risposta sulle spese sanitarie tra l'assessore Dirindin e il capogruppo dell'UDc Capelli, la commissione Bilancio ha lavorato sull'articolo della finanziaria che riguarda proprio la sanità, senza intoppi fino al non accoglimento dell'emendamento che prevedeva il contratto integrativo per le aziende sanitarie locali: fatto che ha prodotto l'abbandono dei lavori da parte dei commissari di opposizione ma non l'interruzione della seduta. [...]

[ leggi l'articolo ]

Medde riparte all'attacco di Soru
La situazione non è cambiata
concertazione o sciopero generale

[ leggi l'articolo ]

I cittadini “giustizieri” e non complici
della mala-politica, per difendere
la stagione delle riforme in Regione

Davanti al bisogno della società sarda di recuperare i ritardi di innovazione e di competitività dovuti ad una cultura assistita e clientelare di molti decenni, serve di più difendere piccole caste, categorie, figure professionali, o riprendere con decisione la strada di un riformismo che ricostruisca in chiave moderna le regole di una economia e di una società viva e positiva? Perché qualcuno preferisce soffocare ed uccidere l'esperienza per alcuni aspetti irripetibile delle riforme? [...]

[ di Gian Valerio Sanna - leggi l'intervento ]

Tre sinistre in marcia verso il precipizio
nella ricerca di un'alternativa
che dimentica il bisogno di governare

L'Italia registra la colossale anomalia dell'esistenza non già di un fronte progressista unitario, ma di tre diverse sinistre, ciascuna delle quali appare impegnata a perseguire la propria road to perdition. Mentre il Partito Democratico è lacerato dalle continue contrapposizioni tra riformisti e conservatori sui temi dei diritti civili, della laicità dello Stato, delle riforme istituzionali, della legge elettorale, le due sinistre confluite nella Cosa Rossa si trovano già di fronte ad un bivio. [...]

[ di Carlo Dore jr. - leggi l'intervento ]

La Regione e la lotta alla dispersione
nei licei classici cagliaritani
Scuola elitaria? No, spreco di soldi

Tre assessori in tre anni alla pubblica istruzione, e l'ultimo cambio ha coinciso con la decapitazione della dirigenza dell'assessorato e la nomina di due nuovi direttori generali. È evidente che si è voluto dare un segnale di discontinuità politica ed amministrativa. Questa instabilità è espressione di uno stato di confusione politica e amministrativa e della mancanza di una visione sistemica dei problemi dell'istruzione e della formazione in Sardegna. A tre anni e mezzo dall'insediamento della Giunta ci si dovrebbe aspettare di raccogliere i frutti di un'azione politica coerente. E invece abbiamo assistito ad un nuovo inizio. [...]

[ di Marco Pitzalis - leggi l'articolo ]

Scrittore, poeta o annunciatore alla radio:
gli sbocchi ci sono, e per sfondare
basta una laurea all'Università di Cagliari

Il ministro Mussi chiede alle Università di riportare a ragionevolezza la smisurata e fantasiosa “offerta formativa” e Cagliari si adegua: tra gli sbocchi professionali offerti dai propri corsi elenca “annunciatori e presentatori della radio, della televisione e di altri spettacoli” oppure “dialoghisti, soggettisti e parolieri”. Chi non si accontenta e aspira a traguardi più ambiziosi può sudarsi una laurea magistrale in Filologie e Letterature Classiche e Moderne oppure in Storia: entrambe garantiscono un futuro da “scrittori e poeti”. [...]

[ di Cristina Lavinio - leggi l'articolo ]


Bisogno dell'amico, senza paura
la speranza è orizzonte di futuro
L'America riparte da Obama
qui da noi vince ancora il cinismo

«Siamo un'unica nazione, siamo un solo popolo ed è giunta l'ora del cambiamento … è giunto il momento di superare l'amarezza, la meschinità, la rabbia che consuma e logora … di porre fine a una strategia politica che ha creato soltanto divisione. Noi stiamo scegliendo la speranza, non la paura. … Abbiamo sempre saputo che la speranza non è cieco ottimismo, che non significa sedersi in disparte e sottrarsi alla battaglia. … La speranza è la fede che il nostro destino non è scritto per noi ma da noi, da tutti gli uomini e le donne che non sono soddisfatti di come va il mondo, che hanno il coraggio di volerlo cambiare». Soltanto in America? [...]

[ di Giorgio Melis - leggi l'articolo ]

La ricerca di eroi in un paese che non sa
per chi e per che cosa lottare
in tempi senza pensiero e senza dignità

È come non poter guardare avanti. Forse uno dei tempi più bui, perché non si sa cosa e perché credere. In un paese che affida il suo presente e il suo futuro alle alchimie, al borbottio, ai silenzi, alla furbizia di un personale politico a una sola dimensione. Una paese in assenza di pensiero, un paese non più libero, ma che non sa quasi più con chi se la deve prendere. [...]

[ di Nanni Spissu - leggi il commento ]

lettere e interventi
 
La vana attesa di una classe politica capace di vedere la stanchezza dei cittadini, di Paolo Casu
Orosei e urbanistica: interessi collettivi contro i calcoli delle solite botteghe, di Rosa Maria Patteri
L'invisibile Tiranno e la stampa amica nell'anomalo esperimento tutto sardo, di Davide Rullo
dall'archivio
in Sardegna
Delitto d'onore ad Orgosolo con giustizieri per Marotto? Debole il movente “nobile”, di Giorgio Melis
Sono, siamo più che mai tutti orgolesi tra dolore e vergogna, confusi. Se è giustizia antica non lava il sangue, di Giulio Angioni
Sardegna? Peggio che in Africa. Unione iettatoria e sindacalisti, falsari smentiti in tempo reale, di Giorgio Melis
I milioni buttati contro la dispersione e la scuola diventata un affare. Dopo la denuncia sono gradite le idee, di Donatella Lissia
La voglia di capire se la lingua negata allontani i ragazzi da una scuola che ha ancora tanto da farsi perdonare, di Roberto Bolognesi
La politica come amore per la vita che diventa “canto utile” E un monumento non può morire, di Tonino Cau
Ogni mattino un uomo giusto (in morte di Peppino Marotto), del Collettivo AbbArdente
Questa terra senza più regole che non sa proteggere un poeta, dei Kenze Neke
L'addio commosso all'uomo e al poeta che lavorava per costruire una comunità
Un nuovo umanesimo per Orgosolo pro terra de homines: rispetto, ascolto e umiltà nel lascito di Peppino, di Aide Esu
Il patriarca-poeta dopo il prete. Colpa collettiva di Orgosolo se non saprà neanche ribellarsi all'uccisione di Peppino Marotto, di Giorgio Melis
La sfida di Peppino bucca manna: «Un favore mi fanno se mi ammazzano per qualcosa», di Giulio Angioni
Squilli di tromba dal fortino assediato. Ma quanto resisterà il generale con l'esercito di soldatini senza ufficiali?, di Michele Fioraso
Soru, un altro giro di giostra a metà dell'opera: per finirla. L'informazione contro i sardi, di Giorgio Melis
C'è del marcio in Danimarca o è in Sardegna? Lamenti contro l'invasore soruceno ma è una rivoluzione sarda senza precedenti, di Darwin
Effetto Serra (Efisio), addio foca monaca, Atlantide e la deriva africana. Il giornale dei sardi svela i disastri di Soru, di Andrea Pusceddu
Scuola, il silenzio degli incoscienti. Milioni contro la dispersione senza verifiche sui risultati ottenuti, di Marco Pitzalis
Chi cerca di demolire il Piano paesaggistico ancora non ha detto se l'alternativa è il saccheggio già visto, in stile coloniale, di Mario Carcassi
Gli inutili assalti al Piano paesaggistico: il Tar ne esalta rigore e qualità. Le sentenze oltre le bugie dell'informazione, di Carlo Dore
Troppe le ricette sicure per lo sviluppo. La politica ha raccolto fallimenti, proviamo a organizzare le competenze, di Sergio Ravaioli
Volontariato: accentramento e squilibrio nella distribuzione delle risorse. Ma il Consiglio è ostaggio della piazza, di Mimmia Fresu
Il mortale intreccio fra malapolitica e media in Sardegna non è la reazione a Soru: nasce con le testate di Grauso offerte al Cav, di Andrea Falqui
Com'è che l'Amministrazione sbaglia tanto se ha preso tutti i dirigenti che voleva? Rapporti logorati con la burocrazia esclusa, di Pierluigi Leo
Il sonno di politica e giustizia complice l'informazione ha generato il mostro-Regione: corruzione e abusi di sistema, di Giorgio Melis
Informatica, il Consiglio-struzzo si nasconde, appalti in Procura: i giochetti tra potere, affari e informazione, di Giorgio Melis
Quell'ingegnere di traverso, contro l'appalto. Punito e rimosso da Frongia e Valdes ha vinto ma perso incarico e soldi, di Daniela Paba
Le politiche per la salute e la strana allergia alla prevenzione delle malattie croniche: salva la vita a tanti e ci costa molto meno, di Sergio Muntoni
Da soldatino a generale: così Franco Siddi, il tamburino sardo leader nazionale dei giornalisti, ha vinto da solo sul campo, di Giorgio Melis
È un flop colossale questo digitale terrestre, ora esteso a tutta la Sardegna-cavia. Usa e getta in Europa, ritirata in Valle d'Aosta, di Alessandro Alfonso
Stampa e politica, sulle coste con i versi di De Gregori: la Sardegna assassinata dai giornali e dal cemento…, di Giorgio Melis
Qual è il problema? La lingua unica ufficiale o il predominio di una variante? Proviamo con una grafia e tante pronunce, di Roberto Bolognesi
Passioni e rivoluzioni attorno al sardo. Ma le forzature e la fretta sono causa di esclusione e discriminazione, di Marinella Lőrinczi
Se n'è andato Francesco Salis, profeta laico di cultura militante fra la gente, eroe di stagioni generose a Santulussurgiu, di Nanni Spissu
Paperoni e facce di bronzo sull'isola del tesoro. Con l'avvocato-superstar salta il banco alla Regione?, di Giorgio Melis
La guerra del Brotzu: i vecchi padroni rivogliono soldi e voti dalla sanità pubblica, di Giorgio Melis
Gli anni dello scialo con Moro Efisio. Il bilancio da 59 a 101 milioni, tutti i giornalisti promossi colonnelli, di Giorgio Melis
Superenalotto in Consiglio: 700mila euro la liquidazione del segretario. E cinque giornalisti ne costano 810mila, di Giorgio Melis
la saga dei Consorzi
Consorzi, la Regione non paga? Altroché: 434 milioni dal 1991. Appalti, incarichi, affaire-Arbatax: 6,7 milioni a Mazzella per lo scalo, di Giorgio Melis
Ecco il tesoro: 15 anni di finanziamenti e 717 milioni da spendere per infrastrutture
Impegno nella trasparenza: tre ipotesi per le aree industriali ma nessuna nel segno dell'accentramento, di Paolo Maninchedda
Industrie chiuse, viva i Consorzi: 360 dipendenti più 112 politici nei cda e direttori da 330 mila euro l'anno. I costi sono aumentati del 40 per cento, di Giorgio Melis
Oristano e Cagliari i più generosi con gli insostituibili direttori generali
Oscar Serci, imprenditore immaginario all'Autorità portuale: la piovra-Casic e i tentacoli di Margherita, Ds, Polo e Biggio
Il vero business dei Consorzi, 67 in tutta Italia e 16 in Sardegna. Zero industrie ma intoccabili, di Giorgio Melis
Tutti i nomi e gli sponsor politici di chi comanda nei feudi industriali
in Italia
Le statistiche all'ingrosso sui ragazzi che si ammazzano sulle strade non dicono chi e come li mandi allo sbaraglio, di Marinella Lőrinczi
All'ombra della privacy, nessuno tocchi le nefandezze della Casta: educazione all'illegalità, routine da non disturbare, di Cristina Lavinio
Le contraddizioni del mondo che a Natale esplodono senza pietà e senza trucchi, metafora del messaggio tradito di Cristo, di Nanni Spissu
L'Italia e gli impegni internazionali da onorare. Più che dal sostegno allo sviluppo siamo rappresentati dalle missioni militari?, di Elvira Corona
Fine del berlusconismo egemone: riparte nel conflitto con lo “sdoganatore” la lunga marcia e la mutazione di Fini e An, di Andrea Falqui
Il panico delle tv locali nella trappola del digitale terrestre: hanno capito che l'affare è solo tra Rai e Mediaset, di Alessandro Alfonso
Rigotti rettifica: i quotidiani al servizio dei lettori, senza chiusure. Ma Grauso si sfila anche da consulente
Rigotti annuncia: E-Polis “strumento” di Dell'Utri. Grauso accusa Cipriani, «voltagabbana di gomma», di Giorgio Melis
società
Se la pubblica insicurezza genera paura, l'anziano dal futuro corto non esprime un riflesso d'ordine politico: chiede diritti, di Nanni Spissu
I polli che si fanno pescare via e-mail con un bancomat di cartone. Niente panico ma ci vuole buonsenso, di Gianstefano Monni
L'omeopatia? Come i miracoli di padre Pio, dice Gessa, solo effetti psicologici. Ma c'è chi invoca il beneficio del dubbio, di Matteo Bordiga
I figli affidati alla Rete e alla tecnologia. Eurispes e Telefono Azzurro chiedono attenzione a genitori e politica, di Elvira Corona
Gli appelli alla pace e i preti con le stellette. «Non si può arruolare il Vangelo per giustificare la Storia scritta dai forti», di Elvira Corona
Internet e la sfida ai vecchi media: la credibilità è tutto se l'utente può scegliere (e rispondere), di Alessandro Alfonso
nel mondo
Il 2007, anno della caccia al giornalista. Tra Iraq, Somalia e Pakistan è il mestiere più pericoloso al mondo, di Elvira Corona
Le fulminee certezze della stampa italiana che minuti dopo la morte della Bhutto ci indicava già il colpevole senza esitazioni, di Paolo Maccioni
«Niente affari con l'ultimo dittatore». Bielorussia, una richiesta di aiuto dagli oppositori del regime di Lukashenko, di Matteo Bordiga
Quasi vinta la battaglia contro il morbillo ma ancora tanti bambini muoiono. Anche la Pigotta può dare una mano, di Elvira Corona
L'esclusiva sui messaggi del terrore per i soliti canali privilegiati. Visto si stampi, senza tante domande, di Paolo Maccioni
economia e ambiente
La partecipazione informata dei cittadini alle grandi scelte ambientali, con dati corretti e comunicazione efficace, di Laura Monni
Il latte sardo entra nel mercato nazionale, oltre la Regione-mammella e matrigna: ha allevato postulanti ed evirato i coraggiosi, di Antisardo
Lezione per i sardi dalla Spagna: 5 miliardi per liberare mille chilometri di costa. Meno cemento per un turismo sostenibile, di Raffaele Deidda
Militari e civili, le cavie inconsapevoli nella sperimentazione di nuove armi. Bisogno di verità sulle malattie di guerra, di Elvira Corona
Nuoro e il piano urbanistico da discutere. Un'occasione per la “città senza” che non ha mai saputo costruirsi un futuro, di Mario Carcassi
Cagliari, il Comune si tappa il naso e fa finta di non vedere i dati che rilanciano l'allarme sull'aria, di Stefano Deliperi e Claudia Basciu
Palmera, granito e sughero: ecco la Gallura alle prese con i problemi di trent'anni fa. Grandi punti di forza in crisi per insipienza, di Giacomo Occhioni
Non inquina, costa meno e recupera risorse. La gestione integrata dei rifiuti e il coraggio di dire no agli inceneritori, di Domenico Lipari
Biocarburanti, ritardo sugli obiettivi europei. Tra gli ostacoli per l'energia verde il costo e la competizione fra le colture, di Alessandro Lodi e Laura Monni
Il pessimo affare dell'inceneritore: divora risorse e avvelena l'aria. “Rifiuti Zero”, un'utopia possibile, di Marco Murgia
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10 gennaio 2008
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