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Giorgio Melis

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Bisogno dell'amico, senza paura
la speranza è orizzonte di futuro
L'America riparte da Obama
qui da noi vince ancora il cinismo

«Siamo un'unica nazione, siamo un solo popolo ed è giunta l'ora del cambiamento … è giunto il momento di superare l'amarezza, la meschinità, la rabbia che consuma e logora … di porre fine a una strategia politica che ha creato soltanto divisione. Noi stiamo scegliendo la speranza, non la paura. … Abbiamo sempre saputo che la speranza non è cieco ottimismo, che non significa sedersi in disparte e sottrarsi alla battaglia. … La speranza è la fede che il nostro destino non è scritto per noi ma da noi, da tutti gli uomini e le donne che non sono soddisfatti di come va il mondo, che hanno il coraggio di volerlo cambiare». Soltanto in America? [...]

[ di Giorgio Melis - leggi l'articolo ]

La ricerca di eroi in un paese che non sa
per chi e per che cosa lottare
in tempi senza pensiero e senza dignità

È come non poter guardare avanti. Forse uno dei tempi più bui, perché non si sa cosa e perché credere. In un paese che affida il suo presente e il suo futuro alle alchimie, al borbottio, ai silenzi, alla furbizia di un personale politico a una sola dimensione. Una paese in assenza di pensiero, un paese non più libero, ma che non sa quasi più con chi se la deve prendere. [...]

[ di Nanni Spissu - leggi il commento ]

Né condanne né vendette
Moglie e figlia del poeta ucciso
dicono basta alla barbarie:
«Traditi gli ideali di Peppino»

«Tzia Michela, Lena e tutta la famiglia Marotto, nel piangere addolorate la fine tragica dei fratelli Mattana, vicini di casa con i quali non vi è mai stato nessun diverbio, respingono con la massima fermezza gli accostamenti di queste morti con quella del nostro amato Peppino». In un comunicato-appello, la famiglia del sindacalista-poeta ucciso la scorsa settimana a Orgosolo ribadisce la fiducia nella giustizia e rifiuta la vendetta, ma soprattutto chiede che siano riaffermati i valori in cui Marotto credeva: quelli della solidarietà, della giustizia e della fratellanza. [...]

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Delitto d'onore ad Orgosolo
con giustizieri per Marotto?
Debole il movente “nobile”

Nell'esecuzione agghiacciante dei fratelli Mattana (magari nel mirino c'era anche il terzo, scampato) ci sono molte, troppe suggestioni arbitrarie e tragiche. Alcuni coltivano quella nobilitante: la reazione singola o tacitamente approvata dal comun sentire per una pronta eliminazione del (o dei) killer che avevano colpito un simbolo così importante del paese. Immagine dell'identità migliore e più rispettata. Ma nella Barbagia labirintica, quasi mai quel che appare corrisponde a quel che è o si vuole far credere. Non c'è mai una sola spiegazione o un solo movente. [...]

[ di Giorgio Melis - leggi l'articolo ]

Sono, siamo più che mai tutti orgolesi
tra dolore e vergogna, confusi
Se è giustizia antica non lava il sangue

È proprio vero che ogni assassinio non lascia mai nessuno indenne intorno a sè. E che la prima a non restare illesa è la ragione, il primo a soffrirne è il buon senso, il capire. Sono troppo più grandi la pena, la vergogna, la confusione, troppo più grande il sentire rispetto al capire. Anche se poi la giustizia, sia quella consuetudinaria tradizionale sia quella statale ufficiale daranno i loro pareri e pronunceranno i loro verdetti. [...]

[ di Giulio Angioni - leggi il commento ]

Il patriarca-poeta dopo il prete
Colpa collettiva di Orgosolo
se non saprà neanche ribellarsi
all'uccisione di Peppino Marotto

Non si si riesce a credere che anche agli 82 anni di una vecchiaia lucida, feconda e attiva, a Orgosolo si possa morire di piombo e non di polmonite o d'infarto. Lo scandalo e la rabbia è per un delitto che neppure nel paese più violento d'un tempo riesce immaginabile, possibile, perfino pensabile. A Orgosolo si uccide di meno ma, scanditi da intervalli di molti anni, ci sono delitti pesanti, che gravano come un macigno sulle spalle di una comunità odiosamata, che ci convive, li sopporta e li elabora come un lutto addomesticabile. [...]

[ di Giorgio Melis - leggi il commento ]

La politica come amore per la vita
che diventa “canto utile”
E un monumento non può morire

Peppino Marotto mi ha insegnato le virtù migliori della sua gente, di quella gente indomita che sa far fronte ai soprusi del tempo e degli uomini. Mi ha aperto un libro sull'importanza di tramandare in maniera progressiva le nostre tradizioni, mi ha convinto che il canto è più utile se sa trasmettere emozioni non solo per le belle e arcaiche vocalità, ma anche per i concetti attuali che riesce a esprimere. [...]

[ di Tonino Cau - leggi l'articolo ]

Ogni mattino un uomo giusto
(in morte di Peppino Marotto)

Vorremo sapere, scoprire improvvisamente che chi ha ucciso il poeta è semplicemente uno squilibrato. Un pazzo che per una fesseria, rapito dalla follia, ha preso una pistola e l'ha scaricata sul poeta. Questo vorremo sapere. Questo vorremo che fosse. Perché nel caso contrario, nel caso in cui quest'atto sia invece razionale, ci chiediamo… come posssiamo andare avanti? Come possiamo raccontare e narrare ancora di questa Terra? [...]

[ del Collettivo AbbArdente - leggi l'intervento ]

La sfida di Peppino bucca manna
«Un favore mi fanno
se mi ammazzano per qualcosa»

Per che cosa è morto ammazzato Peppino Marotto Bucca Manna? È probabile che non importi, quello che forse gli inquirenti stabiliranno essere il movente di quei colpi di pistola alla schiena, movente abietto e futile sicuramente, che importa solo all'assassino. A noi importa altro. [...]

[ di Giulio Angioni - leggi l'articolo ]

Un nuovo umanesimo per Orgosolo
pro terra de homines: rispetto,
ascolto e umiltà nel lascito di Peppino

Nel febbraio del 1985 sono andata ad Orgosolo per la prima volta. Andavo a studiare la violenza. Peppino Marotto è stata una delle prime persone che ho incontrato. È stato lui per primo a dirmi che gli orgolesi erano stanchi di sentirsi ogni volta etichettati ed identificati con la violenza. In questo primo incontro ha seminato l´importanza dell´ascolto. [...]

[ di Aide Esu - leggi l'articolo ]

Parola d'ordine nel Pd: ricostruire
Marrocu pronto alla rinuncia
ma i veti incrociati bloccano tutto

Richiami all'unità, dichiarazioni distensive e buoni propositi. Ma anche poca passione, nonostante la grande partecipazione: è il quadro della terza assemblea dei delegati del Partito democratico a Tramatza, chiamata a nominare il comitato esecutivo. Di passi avanti decisivi, però, pochi o nessuno. Questo è il momento di «superare le lacerazioni», per usare le parole del senatore, e di «avere pazienza»: passaggi indispensabili per recuperare credibilità agli occhi degli elettori del centrosinistra. [...]

[ di Marco Murgia - leggi l'articolo ]

Tre sinistre in marcia verso il precipizio
nella ricerca di un'alternativa
che dimentica il bisogno di governare

L'Italia registra la colossale anomalia dell'esistenza non già di un fronte progressista unitario, ma di tre diverse sinistre, ciascuna delle quali appare impegnata a perseguire la propria road to perdition. Mentre il Partito Democratico è lacerato dalle continue contrapposizioni tra riformisti e conservatori sui temi dei diritti civili, della laicità dello Stato, delle riforme istituzionali, della legge elettorale, le due sinistre confluite nella Cosa Rossa si trovano già di fronte ad un bivio. [...]

[ di Carlo Dore jr. - leggi l'intervento ]

Sardegna? Peggio che in Africa
Unione iettatoria e sindacalisti,
falsari smentiti in tempo reale
Crisi anche qui ma meno del Sud

Quando si hanno alle spalle quarant'anni di occhiuto e depresso esame delle statistiche nazionali, avendo registrato per trenta la persistenza della Sardegna come fanalino di coda su tutto. Quando si è poi verificato un miglioramento tormentato e altalenante, ma sempre più vicini alla media nazionale e quasi sempre distanti dai tragici numeri del Mezzogiorno. Quando in una brutta stagione globale si rivive la paura di altre fasi, vorticano tuttavia le palle a vedere premeditatamente falsata una situazione isolana pesante e sgradevole, ma non da ultimi della classe, non da peggiori e più tragediati. [...]

[ di Giorgio Melis - leggi il commento ]

L'Istat sbugiarda i catastrofisti: in Sardegna
gli indicatori economici e sociali vicini
alla media nazionale, fra i migliori del Sud

[ leggi l'articolo ]

L'Unione-Pinocchio persevera
Le statistiche scomode non esistono

Perseverare non è diabolico, se corrisponde a una precisa, determinata linea di falsificazione, occultamento e censura. L'Unione Sarda è su questa posizione e va avanti. Indifferente allo sbugiardamento che patisce e immagina di poter reggere a tempo indeterminato. Mercoledì, con la sponda dei sindacalisti, aveva sparato con grande evidenza in prima e terza pagina l'ennesima balla sui salari e stipendi sardi, smentita dopo appena un giorno dall'Istat. Ma di quel rapporto L'Unione-Pinocchio ha dato solo un riassuntino, in cui la Sardegna non è neanche nominata. [...]

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I milioni buttati contro la dispersione
e la scuola diventata un affare
Dopo la denuncia sono gradite le idee

Cosa faranno realmente le scuole dei nuovi finanziamenti appena approvati? Può darsi che accada come nel passato, e cioè che questi tanti soldi erogati dalla Giunta in carica finiscano solo nelle tasche dei soliti noti e non siano proficui per togliere gli studenti sardi dal grado di scolarità critica in cui i dati statistici li relegano. Ma certamente il presupposto è diverso, la politica scolastica nasce da altri intenti, c'è un dibattito forte, un pensiero diverso. [...]

[ di Donatella Lissia - leggi l'intervento ]

La voglia di capire se la lingua negata
allontani i ragazzi da una scuola
che ha ancora tanto da farsi perdonare

Al posto dell'assessore Mongiu, avrei speso una parte - una piccola parte - di quei 29 milioni di euro per finanziare una ricerca che facesse luce sul rapporto tra dispersione scolastica e uso del sardo come prima lingua da parte dei ragazzi. E se risultasse che il rapporto tra negazione della lingua materna da parte della scuola e dispersione scolastica esiste, la prima cosa da fare con tutti quei soldi sarebbe introdurre il sardo come lingua veicolare nella scuola, almeno per una parte delle materie. [...]

[ di Roberto Bolognesi - leggi l'intervento ]

Scrittore, poeta o annunciatore alla radio:
gli sbocchi ci sono, e per sfondare
basta una laurea all'Università di Cagliari

Il ministro Mussi chiede alle Università di riportare a ragionevolezza la smisurata e fantasiosa “offerta formativa” e Cagliari si adegua: tra gli sbocchi professionali offerti dai propri corsi elenca “annunciatori e presentatori della radio, della televisione e di altri spettacoli” oppure “dialoghisti, soggettisti e parolieri”. Chi non si accontenta e aspira a traguardi più ambiziosi può sudarsi una laurea magistrale in Filologie e Letterature Classiche e Moderne oppure in Storia: entrambe garantiscono un futuro da “scrittori e poeti”. [...]

[ di Cristina Lavinio - leggi l'articolo ]

Muore la città “liberata” dai servizi
e dalla residenza nei rioni storici
Per Cagliari c'è un futuro americano?

Se dal centro togliamo la pluralità di funzioni, sia gravitazionali che residenziali, generiamo problemi ancora più gravi della congestione di traffico. Se togliamo la residenza abbiamo le downtown americane, stressanti di giorno, deserte dopo le cinque di sera e nei giorni festivi. Se togliamo il terziario inneschiamo il degrado edilizio al quale segue il degrado urbanistico, economico e sociale. Al centro storico degradato si accompagneranno quartieri periferici ordinati, ben serviti e ben protetti da vigilantes armati: basta una visitina negli Stati Uniti per vedere cosa ci aspetterebbe. [...]

[ di Sergio Ravaioli - leggi l'intervento ]

lettere e interventi
 
La vana attesa di una classe politica capace di vedere la stanchezza dei cittadini, di Paolo Casu
Orosei e urbanistica: interessi collettivi contro i calcoli delle solite botteghe, di Rosa Maria Patteri
L'invisibile Tiranno e la stampa amica nell'anomalo esperimento tutto sardo, di Davide Rullo
Questa terra senza più regole che non sa proteggere un poeta, dei Kenze Neke
L'addio commosso all'uomo e al poeta che lavorava per costruire una comunità
dall'archivio
la saga dei Consorzi
Consorzi, la Regione non paga? Altroché: 434 milioni dal 1991. Appalti, incarichi, affaire-Arbatax: 6,7 milioni a Mazzella per lo scalo, di Giorgio Melis
Ecco il tesoro: 15 anni di finanziamenti e 717 milioni da spendere per infrastrutture
Impegno nella trasparenza: tre ipotesi per le aree industriali ma nessuna nel segno dell'accentramento, di Paolo Maninchedda
Industrie chiuse, viva i Consorzi: 360 dipendenti più 112 politici nei cda e direttori da 330 mila euro l'anno. I costi sono aumentati del 40 per cento, di Giorgio Melis
Oristano e Cagliari i più generosi con gli insostituibili direttori generali
Oscar Serci, imprenditore immaginario all'Autorità portuale: la piovra-Casic e i tentacoli di Margherita, Ds, Polo e Biggio
Il vero business dei Consorzi, 67 in tutta Italia e 16 in Sardegna. Zero industrie ma intoccabili, di Giorgio Melis
Tutti i nomi e gli sponsor politici di chi comanda nei feudi industriali
in Sardegna
Squilli di tromba dal fortino assediato. Ma quanto resisterà il generale con l'esercito di soldatini senza ufficiali?, di Michele Fioraso
Soru, un altro giro di giostra a metà dell'opera: per finirla. L'informazione contro i sardi, di Giorgio Melis
C'è del marcio in Danimarca o è in Sardegna? Lamenti contro l'invasore soruceno ma è una rivoluzione sarda senza precedenti, di Darwin
Effetto Serra (Efisio), addio foca monaca, Atlantide e la deriva africana. Il giornale dei sardi svela i disastri di Soru, di Andrea Pusceddu
Scuola, il silenzio degli incoscienti. Milioni contro la dispersione senza verifiche sui risultati ottenuti, di Marco Pitzalis
Chi cerca di demolire il Piano paesaggistico ancora non ha detto se l'alternativa è il saccheggio già visto, in stile coloniale, di Mario Carcassi
Gli inutili assalti al Piano paesaggistico: il Tar ne esalta rigore e qualità. Le sentenze oltre le bugie dell'informazione, di Carlo Dore
Troppe le ricette sicure per lo sviluppo. La politica ha raccolto fallimenti, proviamo a organizzare le competenze, di Sergio Ravaioli
Volontariato: accentramento e squilibrio nella distribuzione delle risorse. Ma il Consiglio è ostaggio della piazza, di Mimmia Fresu
Il mortale intreccio fra malapolitica e media in Sardegna non è la reazione a Soru: nasce con le testate di Grauso offerte al Cav, di Andrea Falqui
Com'è che l'Amministrazione sbaglia tanto se ha preso tutti i dirigenti che voleva? Rapporti logorati con la burocrazia esclusa, di Pierluigi Leo
Il sonno di politica e giustizia complice l'informazione ha generato il mostro-Regione: corruzione e abusi di sistema, di Giorgio Melis
Informatica, il Consiglio-struzzo si nasconde, appalti in Procura: i giochetti tra potere, affari e informazione, di Giorgio Melis
Quell'ingegnere di traverso, contro l'appalto. Punito e rimosso da Frongia e Valdes ha vinto ma perso incarico e soldi, di Daniela Paba
Soru da destabilizzare subito: la ricandidatura va bloccata. Rinvio-ricatto sulla Finanziaria per il capogruppo e i Consorzi, di Giorgio Melis
Le politiche per la salute e la strana allergia alla prevenzione delle malattie croniche: salva la vita a tanti e ci costa molto meno, di Sergio Muntoni
Da soldatino a generale: così Franco Siddi, il tamburino sardo leader nazionale dei giornalisti, ha vinto da solo sul campo, di Giorgio Melis
È un flop colossale questo digitale terrestre, ora esteso a tutta la Sardegna-cavia. Usa e getta in Europa, ritirata in Valle d'Aosta, di Alessandro Alfonso
Stampa e politica, sulle coste con i versi di De Gregori: la Sardegna assassinata dai giornali e dal cemento…, di Giorgio Melis
Qual è il problema? La lingua unica ufficiale o il predominio di una variante? Proviamo con una grafia e tante pronunce, di Roberto Bolognesi
Passioni e rivoluzioni attorno al sardo. Ma le forzature e la fretta sono causa di esclusione e discriminazione, di Marinella Lőrinczi
Se n'è andato Francesco Salis, profeta laico di cultura militante fra la gente, eroe di stagioni generose a Santulussurgiu, di Nanni Spissu
Paperoni e facce di bronzo sull'isola del tesoro. Con l'avvocato-superstar salta il banco alla Regione?, di Giorgio Melis
La guerra del Brotzu: i vecchi padroni rivogliono soldi e voti dalla sanità pubblica, di Giorgio Melis
Gli anni dello scialo con Moro Efisio. Il bilancio da 59 a 101 milioni, tutti i giornalisti promossi colonnelli, di Giorgio Melis
Superenalotto in Consiglio: 700mila euro la liquidazione del segretario. E cinque giornalisti ne costano 810mila, di Giorgio Melis
in Italia
Le statistiche all'ingrosso sui ragazzi che si ammazzano sulle strade non dicono chi e come li mandi allo sbaraglio, di Marinella Lőrinczi
All'ombra della privacy, nessuno tocchi le nefandezze della Casta: educazione all'illegalità, routine da non disturbare, di Cristina Lavinio
Le contraddizioni del mondo che a Natale esplodono senza pietà e senza trucchi, metafora del messaggio tradito di Cristo, di Nanni Spissu
L'Italia e gli impegni internazionali da onorare. Più che dal sostegno allo sviluppo siamo rappresentati dalle missioni militari?, di Elvira Corona
Fine del berlusconismo egemone: riparte nel conflitto con lo “sdoganatore” la lunga marcia e la mutazione di Fini e An, di Andrea Falqui
Il panico delle tv locali nella trappola del digitale terrestre: hanno capito che l'affare è solo tra Rai e Mediaset, di Alessandro Alfonso
Rigotti rettifica: i quotidiani al servizio dei lettori, senza chiusure. Ma Grauso si sfila anche da consulente
Rigotti annuncia: E-Polis “strumento” di Dell'Utri. Grauso accusa Cipriani, «voltagabbana di gomma», di Giorgio Melis
L'eredità di Enzo Biagi, una voce libera che si ostinava a vedere un futuro anche per un paese che non ama la verità, di Nanni Spissu
nel mondo
Il 2007, anno della caccia al giornalista. Tra Iraq, Somalia e Pakistan è il mestiere più pericoloso al mondo, di Elvira Corona
Le fulminee certezze della stampa italiana che minuti dopo la morte della Bhutto ci indicava già il colpevole senza esitazioni, di Paolo Maccioni
«Niente affari con l'ultimo dittatore». Bielorussia, una richiesta di aiuto dagli oppositori del regime di Lukashenko, di Matteo Bordiga
Quasi vinta la battaglia contro il morbillo ma ancora tanti bambini muoiono. Anche la Pigotta può dare una mano, di Elvira Corona
Due ostacoli lungo la strada in discesa per i prezzi degli alimentari: il clima e la spinta a produrre biocarburanti, di Gary Becker
L'esclusiva sui messaggi del terrore per i soliti canali privilegiati. Visto si stampi, senza tante domande, di Paolo Maccioni
La solita guerra raccontata dai vincitori e da chi vuole vincerla a tutti i costi. Disinformazione in trincea, dal Piave all'Iraq, di Elvira Corona
economia e ambiente
La partecipazione informata dei cittadini alle grandi scelte ambientali, con dati corretti e comunicazione efficace, di Laura Monni
Il latte sardo entra nel mercato nazionale, oltre la Regione-mammella e matrigna: ha allevato postulanti ed evirato i coraggiosi, di Antisardo
Lezione per i sardi dalla Spagna: 5 miliardi per liberare mille chilometri di costa. Meno cemento per un turismo sostenibile, di Raffaele Deidda
Militari e civili, le cavie inconsapevoli nella sperimentazione di nuove armi. Bisogno di verità sulle malattie di guerra, di Elvira Corona
Nuoro e il piano urbanistico da discutere. Un'occasione per la “città senza” che non ha mai saputo costruirsi un futuro, di Mario Carcassi
Cagliari, il Comune si tappa il naso e fa finta di non vedere i dati che rilanciano l'allarme sull'aria, di Stefano Deliperi e Claudia Basciu
Palmera, granito e sughero: ecco la Gallura alle prese con i problemi di trent'anni fa. Grandi punti di forza in crisi per insipienza, di Giacomo Occhioni
Non inquina, costa meno e recupera risorse. La gestione integrata dei rifiuti e il coraggio di dire no agli inceneritori, di Domenico Lipari
Biocarburanti, ritardo sugli obiettivi europei. Tra gli ostacoli per l'energia verde il costo e la competizione fra le colture, di Alessandro Lodi e Laura Monni
Il pessimo affare dell'inceneritore: divora risorse e avvelena l'aria. “Rifiuti Zero”, un'utopia possibile, di Marco Murgia
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7 gennaio 2008
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