«Tzia Michela, Lena e tutta la famiglia Marotto, nel piangere addolorate la fine tragica dei fratelli Mattana, vicini di casa con i quali non vi è mai stato nessun diverbio, respingono con la massima fermezza gli accostamenti di queste morti con quella del nostro amato Peppino». In un comunicato-appello, la famiglia del sindacalista-poeta ucciso la scorsa settimana a Orgosolo ribadisce la fiducia nella giustizia e rifiuta la vendetta, ma soprattutto chiede che siano riaffermati i valori in cui Marotto credeva: quelli della solidarietà, della giustizia e della fratellanza. [...]
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Nell'esecuzione agghiacciante dei fratelli Mattana (magari nel mirino c'era anche il terzo, scampato) ci sono molte, troppe suggestioni arbitrarie e tragiche. Alcuni coltivano quella nobilitante: la reazione singola o tacitamente approvata dal comun sentire per una pronta eliminazione del (o dei) killer che avevano colpito un simbolo così importante del paese. Immagine dell'identità migliore e più rispettata. Ma nella Barbagia labirintica, quasi mai quel che appare corrisponde a quel che è o si vuole far credere. Non c'è mai una sola spiegazione o un solo movente. [...]
[ di Giorgio Melis - leggi l'articolo ]
È proprio vero che ogni assassinio non lascia mai nessuno indenne intorno a sè. E che la prima a non restare illesa è la ragione, il primo a soffrirne è il buon senso, il capire. Sono troppo più grandi la pena, la vergogna, la confusione, troppo più grande il sentire rispetto al capire. Anche se poi la giustizia, sia quella consuetudinaria tradizionale sia quella statale ufficiale daranno i loro pareri e pronunceranno i loro verdetti. [...]
[ di Giulio Angioni - leggi il commento ]
Non si si riesce a credere che anche agli 82 anni di una vecchiaia lucida, feconda e attiva, a Orgosolo si possa morire di piombo e non di polmonite o d'infarto. Lo scandalo e la rabbia è per un delitto che neppure nel paese più violento d'un tempo riesce immaginabile, possibile, perfino pensabile. A Orgosolo si uccide di meno ma, scanditi da intervalli di molti anni, ci sono delitti pesanti, che gravano come un macigno sulle spalle di una comunità odiosamata, che ci convive, li sopporta e li elabora come un lutto addomesticabile. [...]
[ di Giorgio Melis - leggi il commento ]
Peppino Marotto mi ha insegnato le virtù migliori della sua gente, di quella gente indomita che sa far fronte ai soprusi del tempo e degli uomini. Mi ha aperto un libro sull'importanza di tramandare in maniera progressiva le nostre tradizioni, mi ha convinto che il canto è più utile se sa trasmettere emozioni non solo per le belle e arcaiche vocalità, ma anche per i concetti attuali che riesce a esprimere. [...]
[ di Tonino Cau - leggi l'articolo ]
Vorremo sapere, scoprire improvvisamente che chi ha ucciso il poeta è semplicemente uno squilibrato. Un pazzo che per una fesseria, rapito dalla follia, ha preso una pistola e l'ha scaricata sul poeta. Questo vorremo sapere. Questo vorremo che fosse. Perché nel caso contrario, nel caso in cui quest'atto sia invece razionale, ci chiediamo… come posssiamo andare avanti? Come possiamo raccontare e narrare ancora di questa Terra? [...]
[ del Collettivo AbbArdente - leggi l'intervento ]
Per che cosa è morto ammazzato Peppino Marotto Bucca Manna? È probabile che non importi, quello che forse gli inquirenti stabiliranno essere il movente di quei colpi di pistola alla schiena, movente abietto e futile sicuramente, che importa solo all'assassino. A noi importa altro. [...]
[ di Giulio Angioni - leggi l'articolo ]
[ di Paolo Pulina - leggi l'articolo ]
Nel febbraio del 1985 sono andata ad Orgosolo per la prima volta. Andavo a studiare la violenza. Peppino Marotto è stata una delle prime persone che ho incontrato. È stato lui per primo a dirmi che gli orgolesi erano stanchi di sentirsi ogni volta etichettati ed identificati con la violenza. In questo primo incontro ha seminato l´importanza dell´ascolto. [...]
[ di Aide Esu - leggi l'articolo ]
Richiami all'unità, dichiarazioni distensive e buoni propositi. Ma anche poca passione, nonostante la grande partecipazione: è il quadro della terza assemblea dei delegati del Partito democratico a Tramatza, chiamata a nominare il comitato esecutivo. Di passi avanti decisivi, però, pochi o nessuno. Questo è il momento di «superare le lacerazioni», per usare le parole del senatore, e di «avere pazienza»: passaggi indispensabili per recuperare credibilità agli occhi degli elettori del centrosinistra. [...]
[ di Marco Murgia - leggi l'articolo ]
Il processo di aggregazione tra le forze politiche è fenomeno al quale la sinistra erede del movimento operaio dovrebbe guardare con grande interesse. Nei partiti maggiori gioca un peso rilevante il tentativo di fagocitare o, quanto meno, egemonizzare le forze minori. In queste ultime, a loro volta, la ricerca di unità pare nascere essenzialmente dall'esigenza di sfuggire all'indebolimento ed alla stessa scomparsa come risultato della disciplina elettorale in cantiere. [...]
[ di Francesco Cocco - leggi l'intervento ]
L'Italia registra la colossale anomalia dell'esistenza non già di un fronte progressista unitario, ma di tre diverse sinistre, ciascuna delle quali appare impegnata a perseguire la propria road to perdition. Mentre il Partito Democratico è lacerato dalle continue contrapposizioni tra riformisti e conservatori sui temi dei diritti civili, della laicità dello Stato, delle riforme istituzionali, della legge elettorale, le due sinistre confluite nella Cosa Rossa si trovano già di fronte ad un bivio. [...]
[ di Carlo Dore jr. - leggi l'intervento ]
Quando si hanno alle spalle quarant'anni di occhiuto e depresso esame delle statistiche nazionali, avendo registrato per trenta la persistenza della Sardegna come fanalino di coda su tutto. Quando si è poi verificato un miglioramento tormentato e altalenante, ma sempre più vicini alla media nazionale e quasi sempre distanti dai tragici numeri del Mezzogiorno. Quando in una brutta stagione globale si rivive la paura di altre fasi, vorticano tuttavia le palle a vedere premeditatamente falsata una situazione isolana pesante e sgradevole, ma non da ultimi della classe, non da peggiori e più tragediati. [...]
[ di Giorgio Melis - leggi il commento ]
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Perseverare non è diabolico, se corrisponde a una precisa, determinata linea di falsificazione, occultamento e censura. L'Unione Sarda è su questa posizione e va avanti. Indifferente allo sbugiardamento che patisce e immagina di poter reggere a tempo indeterminato. Mercoledì, con la sponda dei sindacalisti, aveva sparato con grande evidenza in prima e terza pagina l'ennesima balla sui salari e stipendi sardi, smentita dopo appena un giorno dall'Istat. Ma di quel rapporto L'Unione-Pinocchio ha dato solo un riassuntino, in cui la Sardegna non è neanche nominata. [...]
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Cosa faranno realmente le scuole dei nuovi finanziamenti appena approvati? Può darsi che accada come nel passato, e cioè che questi tanti soldi erogati dalla Giunta in carica finiscano solo nelle tasche dei soliti noti e non siano proficui per togliere gli studenti sardi dal grado di scolarità critica in cui i dati statistici li relegano. Ma certamente il presupposto è diverso, la politica scolastica nasce da altri intenti, c'è un dibattito forte, un pensiero diverso. [...]
[ di Donatella Lissia - leggi l'intervento ]
Al posto dell'assessore Mongiu, avrei speso una parte - una piccola parte - di quei 29 milioni di euro per finanziare una ricerca che facesse luce sul rapporto tra dispersione scolastica e uso del sardo come prima lingua da parte dei ragazzi. E se risultasse che il rapporto tra negazione della lingua materna da parte della scuola e dispersione scolastica esiste, la prima cosa da fare con tutti quei soldi sarebbe introdurre il sardo come lingua veicolare nella scuola, almeno per una parte delle materie. [...]
[ di Roberto Bolognesi - leggi l'intervento ]
Il ministro Mussi chiede alle Università di riportare a ragionevolezza la smisurata e fantasiosa “offerta formativa” e Cagliari si adegua: tra gli sbocchi professionali offerti dai propri corsi elenca “annunciatori e presentatori della radio, della televisione e di altri spettacoli” oppure “dialoghisti, soggettisti e parolieri”. Chi non si accontenta e aspira a traguardi più ambiziosi può sudarsi una laurea magistrale in Filologie e Letterature Classiche e Moderne oppure in Storia: entrambe garantiscono un futuro da “scrittori e poeti”. [...]
[ di Cristina Lavinio - leggi l'articolo ]
Se dal centro togliamo la pluralità di funzioni, sia gravitazionali che residenziali, generiamo problemi ancora più gravi della congestione di traffico. Se togliamo la residenza abbiamo le downtown americane, stressanti di giorno, deserte dopo le cinque di sera e nei giorni festivi. Se togliamo il terziario inneschiamo il degrado edilizio al quale segue il degrado urbanistico, economico e sociale. Al centro storico degradato si accompagneranno quartieri periferici ordinati, ben serviti e ben protetti da vigilantes armati: basta una visitina negli Stati Uniti per vedere cosa ci aspetterebbe. [...]
[ di Sergio Ravaioli - leggi l'intervento ]
Rapporto tra età e tipo di macchina, la proprietà effettiva (che implica la manutenzione) della macchina rispetto al guidatore incidentato, altri eventuali incidenti di minor rilievo prima dell'incidente grave o fatale, il tipo di occupazione, il tipo di famiglia: sono tutte informazioni che dovrebbero essere collegate alle migliaia di decessi di persone giovani, e trattate separatamente. Ma fra le tavole e le tabelle dell'Istat non ce n'è traccia. [...]
[ di Marinella Lőrinczi - leggi l'articolo ]
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