sabato 20 Dicembre 2008
di Marco Murgia
Tutto in stand-by, nel Partito democratico sardo. Dalla direzione nazionale nella sede del Nazzareno viene fuori un documento che al momento riguarda solo di striscio la situazione dei democratici sardi. Cioè: Walter Veltroni chiede e ottiene la possibilità di commissariare le segreterie regionali dove ce ne sia bisogno. In Sardegna non c'è una questione morale, come in Abruzzo, Basilicata e Campania. C'è un partito ingovernabile, questo sì, e una segretaria regionale che rimette il mandato nelle mani di quello nazionale. In più ci sono le dimissioni, ancora da confermare, del presidente della Regione Renato Soru: porterebbero al voto anticipato, in febbraio, e a quel punto la soluzione della questione sarda diventerebbe davvero fondamentale. Ma questo si saprà solo martedì, dopo la discussione in Consiglio regionale.
Le due questioni viaggiano su binari paralleli e vicinissimi. Il primo è quello su cui viaggia Francesca Barracciu: quelle della segretaria regionale non sono dimissioni. In pratica attende le decisioni di Veltroni, che ora ha la palla in mano: quelle ufficiali potrebbero arrivare già oggi, insieme alla decisione romana. Ma la situazione, sono voci di corridoio dopo la direzione nazionale, «è davvero pesante».
A Roma, infatti, ci sarebbero problemi anche sulla scelta del nome dell'eventuale commissario da inviare in Sardegna: per l'Abruzzo è pronto Massimo Brutti, a esempio, ma nell'isola c'è mezzo partito da non scontentare in vista della fine della legislatura. L'obiettivo delle due segreterie, infatti, è quello di arrivare alle elezioni «con il massimo dell'unità possibile»: sottolineato prima dall'inviato in Sardegna Maurizio Migliavacca e ribadito dalla stessa Barracciu con Veltroni nei faccia a faccia di questa settimana.
L'altro binario è quello su cui viaggia la crisi della Regione, innescata dalle dimissioni di Renato Soru. Qui la situazione è inversa: la palla è tutta in mano al presidente. La voce circolata nei giorni scorsi sulle pressioni da Roma per un passo indietro è infondata. Nessuna ingerenza, anzi. Lo conferma lo stesso Soru, a margine della conferenza stampa sul conflitto di interessi dopo l'acquisizione de “L'Unità”. «Veltroni mi ha solo espresso la solidarietà e il suo sostegno, lasciandomi libero di prendere la mia decisione».
L'annuncerà martedì in Consiglio regionale, al termine del dibattito previsto dalla legge Statutaria: prima, neanche una parola. Di certo c'è che il futuro politico immediato sarà in Sardegna: niente ipotesi di incarichi nazionali, nonostante i sondaggi che danno il suo nome in ascesa nell'indice di gradimento dei simpatizzanti e degli iscritti democratici in tutto il paese. «Mi sto candidando a un secondo mandato, se i sardi lo riterranno utile per loro. Ho in mente solo questo».
Intanto è definito il calendario per i lavori in Consiglio regionale, gli ultimi prima della pausa per le festività. Sarà l'autorizzazione per l'esercizio provvisorio il primo argomento all'ordine del giorno della seduta di lunedì. Il dibattito sulle dimissioni comincerà, invece, nel pomeriggio per proseguire il giorno dopo. La decisione arriva dopo un incontro tra il presidente dell'assemblea, Giacomo Spissu, e i capigruppo: grande attenzione al parere dell'opposizione, visto che la richiesta dello spostamento era arrivata proprio da Soru. L'intera sessione dei lavori consiliari sarà trasmessa in diretta sul sito www.consregsardegna.it
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