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venerdì 5 Dicembre 2008

Che pena gli obamiani de noantri!
Veltroni insorge per Sky: lo schifo
sono i tagli al risparmio energetico

di Andrea Pusceddu

A dispetto di chi credeva che il PD non sarebbe andato lontano, il partito di Veltroni riesce invece ad arrivare là dove nessuno era mai giunto prima, proprio come l'astronave di Star Trek.

É infatti con stupore che ci scopriamo a fare ciò non ci saremmo mai aspettati: difendere nel merito un provvedimento del governo Berlusconi dalle feroci critiche dei democratici.

L'adeguamento dell'aliquota IVA al 20% per le pay TV, infatti, non è certo una di quelle cose per cui vale la pena sollevare le barricate. Questo nonostante il tanfo che sottende ai provvedimenti di un governo capeggiato da un imprenditore con degli interessi tutt'altro che lontani dal settore delle comunicazioni.

Siamo in un momento in cui si taglia su scuola, ambiente, sicurezza, ricerca, cultura. Tutti argomenti che vengono decisamente prima del posticipo di serie A su Sky, e spiace che non tutti se ne rendano conto.

Certo, questo non può testimoniare sulla buona fede del governo. É la solita questione del conflitto di interessi, per il quale anche provvedimenti magari sensati non possono comunque essere esentati da dubbi sull'effettivo disinteresse di chi li propone. Ma questo è un argomento che evidentemente non interessa agli obamiani de noantri, se è vero come è vero che nulla è mai stato fatto per circoscrivere questo vulnus istituzionale quando si aveva il boccino in mano.

Ancora una volta, sino allo sfinimento: non ci possono rompere le scatole col conflitto d'interessi quando sono all'opposizione e poi dimenticarsene quando sono al governo. L'hanno fatto non una ma due volte, abbiano almeno la decenza di non comportarsi come se si accorgessero solo ora del fatto che chi siede a Palazzo Chigi comanda tre reti televisive e diversi giornali.

Risulta strano, allora, che il PD si imbufalisca per il provvedimento, e che addirittura una persona seria come Bersani perda di vista il fatto che la cosa era stata prevista dal governo Prodi.

Strano, ed anche un po' sospetto. La sensazione, tutt'altro che gradevole, è che si sia tentato, in maniera per niente scaltra di saldare un asse PD/Murdoch. Essendo il magnate australiano non molto vicine alle sensibilità di un partito progressista (usiamo un cauto eufemismo), questa corrispondenza di amorosi sensi sembra volta alla semplice fruizione di una potenza di fuoco mediatica seconda soltanto a quella del nostro premier.

Se ci fosse stata buona fede, dalle parti di Via delle Fratte, probabilmente si sarebbero usate le poche e scalcagnate cartucce a disposizione per evidenziare alcuni provvedimenti, passati praticamente sotto silenzio e che saranno dieci o cento volte più dannosi.

Facciamo un esempio: il governo Prodi aveva disposto delle detrazioni fiscali pari al 55% dell'importo speso a chi avrebbe ristrutturato la propria casa secondo criteri di risparmio energetico. La cosa aveva incoraggiato molte persone a cambiare finestre e caldaie, rilanciando anche un settore nel quale la piccola impresa italiana (sia produttori che installatori) aveva le sue carte da giocare.

Questa possibilità è stata allegramente depennata dal governo, dimostrando una incredibile incapacità di guardare al di là del proprio naso, per quanto questo possa essere lungo.

Una casa più efficiente avrebbe diminuito i consumi e quindi le spese dei nuclei familiari, alleviando il costo della vita percepito a parità di retribuzioni e tassazione.

Grazie all'agevolazione il punto di pareggio tra spesa e risparmio si sarebbe raggiunto molto più in fretta. Moltiplicando questo su una larga scala geografica e temporale, avremmo avuto un paese più protetto dalle speculazioni sul petrolio e dalle fluttuazioni del mercato energetico. Avremmo avuto meno inquinamento, e quindi meno spese sanitarie. In altre parole, c'era il rischio che sia il paese che le famiglie risparmiassero e stessero meglio, sebbene non da subito.

Invece ora tutto ciò è carta straccia, ed è anzi grasso che cola se chi ha anticipato i soldi nel 2007 - quando il provvedimento era in vigore - potrà vedere i rimborsi promessi. Nella prima stesura del provvedimento, infatti, la cancellazione dei benefici era inverosimilmente retroattiva.

Sembra incredibile, ma è vero, ed è perfettamente coerente con la mentalità di un premier settantenne di età e pluriecentenario nella mentalità.

Pensare che per uscire da una recessione si debba semplicemente consumare di più equivale un po' a volersi sollevare da terra afferrandosi per le orecchie, ma vallo a spiegare a chi pensa che il risparmio energetico ed una casa efficiente sia uno snobismo eco-chic e non una necessità ormai non più derogabile.

Abbiamo sentito una parola, una sola, da parte del PD, quando questo provvedimento è stato abolito? Non ci pare, eppure era un'ottima idea, peraltro varata durante la legislatura in cui DS e Margherita stavano al governo. Si è preferito invece protestare per un marginalissimo rincaro, peraltro già preventivato dal governo Prodi. Il partito di Veltroni non è molto interessato agli infissi, ed è un paradosso perchè sembra destinato a stare a lungo alla finestra.

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