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giovedì 27 Novembre 2008

Pd, un partito in cerca d'autore, gioca
a Risiko sul Titanic, Veltroni parla
nessuno ascolta: inutile chiamare Soru

di Andrea Pusceddu

Comunque la si pensi sulle dimissioni di Renato Soru, che siano strategia, una disgrazia od una benedizione per la nostra disgraziata isola, è giunto il momento che il PD ed i suoi vertici nazionali prendano in mano la situazione e provino a raddrizzare la barra del loro Titanic, che gli iceberg stanno già da un pezzo all'orizzonte.

Ancora una volta, dopo pochi giorni, si replica il patetico spettacolo già andato in onda per il caso Villari, una telenovela assolutamente insignificante nel merito, ma che non può sollevare un interrogativo che è assolutamente necessario risolvere, una volta per tutte.

Come può un PD incapace di influenzare e di dettare legge ai propri uomini, poter soltanto sperare di governare, di fare scelte coraggiose e forti?

Con quale credibilità ci si presenterà agli elettori, se poi parlamentari e consiglieri regionali fanno quello che pare a loro? Villari ha risposto picche quando la segreteria dei Democratici gli ha chiesto le dimissioni, e Soru è andato sotto per esplicito voto del PD, di quello stesso partito cioè il cui segretario nazionale esprime sui quotidiani nazionali "vicinanza e solidarietà" a Soru. Ancora una volta Veltroni sembra essere il segretario inesistente di un partito ancora in cerca d'autore. Chiede e nessuno dà, bussa e nessuno gli apre.

Piuttosto che telefonare a Soru, Veltroni dovrebbe fare uno squillo ai suoi uomini al Consiglio Regionale oppure convocarli a Roma, farli sedere attorno ad un tavolo e farsi spiegare cosa succede. Se Soru non è l'uomo giusto, lo si congedi e si abbia il coraggio di dirne i motivi, e fare una cosa che ormai sembra essere fantascienza: assumersi le proprie responsabilità.

Se invece la volontà di Veltroni è quella da rispettare, la si rispetti, ci si metta d'accordo su questi emendamenti e si vari la finanziaria. E poi, magari, ci si presenti alle elezioni senza i melliflui distinguo e gli ipocriti tiri al piccione che sembrano ormai essere l'unica capacità di un partito che ha ereditato il peggio del peggio di DS e Margherita, senza proporre nulla di nuovo in cambio.

Non c'è tempo, non c'è più tempo per giochi, giochini, partitine a Risiko di retrobottega con scambi di poltrone, poltroncine e strapuntini.

E questo non perchè alle porte ci sono elezioni. Nel caso lorsignori non se ne fossero accorti, tutto il mondo è in crisi, e in realtà sino a poche settimane fa intoccabili i posti di lavoro tagliati si contano a centinaia di migliaia. L'America sembrerà lontana a quelli di Via Emilia, ma qualcuno li avvisi che le multinazionali dei poli chimici non hanno il quartier generale a Nuraxinieddu, e che il tanto citato volano turistico se ne fotterà delle nostre belle coste, se i fondi pensione californiani disinvestiranno e le banche taglieranno stipendi e bonus.

L'uragano sta arrivando, e ci piacerebbe che ci governa la smettesse di pensare solo a far scorregge.


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