mercoledì 5 Novembre 2008
Piove sul bagnato, che è più di un semplice modo di dire. Perché ci sono le strade allagate, quelle interrotte, i salvataggi all'ultimo minuto, i campi danneggiati e le abitazioni allagate dopo le piogge torrenziali di ieri, su tutta la Sardegna. Ma soprattutto c'è da aggiornare il conto dei danni. Stimati in 118 milioni di euro solo per la zona di Capoterra: ma il conto è destinato a crescere dopo l'ondata di maltempo delle ultime ore che ha colpito l'isola dal sud al nord. Allora si moltiplicano anche le iniziative di solidarietà: con l'apertura di nuovi conti correnti, l'ultimo in ordine di tempo è quello attivato dalla Confindustria della Sardegna meridionale, e il progetto di legge presentato in Consiglio regionale dal gruppo dell'Udc. Mira a impegnare il governo nazionale a uno stanziamento di fondi che sia almeno pari a quello messo in campo dall'assemblea e dalla giunta. Con l'avvertenza che anche quello potrebbe non bastare.
Dopo quelli attivati dal Comune di Capoterra e dai sindacati, anche l'associazione degli industriali istituisce due conti correnti in cui le imprese, ma anche i privati, potranno effettuare versamenti. I fondi raccolti, avvisa la nota della Confindustria, saranno indirizzati ai destinatari tramite la Caritas San Saturnino, Fondazione ONLUS che opera in contatto con la Curia Arcivescovile. L'Associazione si è anche attivata per rilevare, grazie a un apposito questionario inviato nei giorni scorsi alle imprese, gli ingenti danni subiti dalle aziende e dal sistema produttivo locale e per rappresentare al meglio, nelle giuste sedi, gli interessi delle imprese associate.
Il primo conto della Confindustria è di tipo bancario: Codice IBAN IT 72 L 07601 04800 000092778489.
Il secondo, postale, ha il numero di conto 92778489. L'intestazione è la stessa: Confindustria Sardegna Meridionale Emergenza alluvione, così come la causale: Contributo di solidarieta' per alluvione 2008.
Ricordiamo anche gli altri conti già attivi da alcuni giorni:
Ancora, saranno allestiti domani in piazza Yenne i Banchetti della Solidarietà organizzati dalle Acli della provincia di Cagliari, insieme alla Caritas: l'obiettivo è un'altra raccolta fondi per l'acquisto di attrezzature, beni di prima necessità e quanto sia utile a ripristinare condizioni di normalità nelle zone colpite dall'alluvione. Secondo le indicazioni fornite dalla Caritas Diocesana, non saranno effettuate raccolte di vestiario, né di derrate alimentari. Il fine dell'iniziativa è infatti quello di portare un contributo mirato al grande lavoro che stanno svolgendo i volontari coordinati da don Marco Lai. Il secondo appuntamento è per sabato in piazza Costituzione e di nuovo lunedì in piazza Yenne.
In Consiglio regionale l'iniziativa dell'Udc: proposta di legge da 100 milioni
C'è la legge speciale da 20 milioni di euro approvata una settimana fa, con voto unanime, dopo l'alluvione che ha colpito Capoterra e ci sono i fondi messi subito a disposizione dalla Giunta e dal ministero dell'Economia: in tutto una quarantina di milioni, con i primi risarcimenti pronti a partire immediatamente.
Dopo ieri, quei soldi potrebbero non bastare più. È il motivo per cui il gruppo dell'Udc in Consiglio regionale ha presentato una proposta di legge per lo stanziamento di 100 milioni di euro. A illustrarla è il capogruppo e primo firmatario, Roberto Capelli: «Chiediamo che il presidente della Regione Soru si faccia garante per la richiesta dello stato di calamità naturale, dopo i notevoli danni che il maltempo ha causato in vaste zone della Sardegna. I fondi già stanziati dalla recente legge regionale dopo la catastrofe di Capoterra non bastano a coprire tutte le richieste. E dopo i disastri registrati nella giornata odierna (ieri, ndr) forse non bastano neppure questi 100 milioni di euro. Al Governo chiediamo un immediato intervento affinché aumenti gli stanziamenti già previsti per la Sardegna, dopo la prima dichiarazione di stato di calamità naturale, per una cifra almeno pari a quanto verrà stanziato dal Consiglio regionale».
La norma regionale prevede «un sistema innovativo con unico mandato di pagamenti a una lista di beneficiari cui basterà l'autocertificazione con una sommaria verifica dei vigili urbani e del corpo forestale». Destinata alle famiglie che hanno subito danni ma anche ai familiari delle cinque vittime dell'alluvione: a loro saranno riconosciuti i contributi previsti dall'articolo 3 della legge regionale 8/2008, quella sugli infortuni sul lavoro. Sarà proprio Soru, in qualità di commissario delegato per il superamento dell'emergenza alluvionale, ad approvare un programma di interventi per fronteggiare la situazione. La normativa prevede uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro. Salgono a un massimo di 25mila euro i contributi ai privati per i danni ai beni immobili (la prima previsione ne indicava 20mila), e a 15mila euro (dai 12mila iniziali) quelli per i beni mobili. Alle imprese colpite sono concessi finanziamenti a fondo perduto fino a un massimo di 30mila euro. Il testo indica anche un tetto di 500mila euro in particolare per gli studi tecnici per gli interventi di riassetto idrogeologico, che potranno valutare anche la possibilità di piani di delocalizzazione degli immobili a maggior rischio.
(red)
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