venerdì 31 Ottobre 2008
di Andrea Pusceddu
C'era una grande attesa negli Stati Uniti per il misterioso spot elettorale che lo staff di Barack Obama aveva preannunciato nei giorni scorsi. Trasmessi su diverse emittenti ed in prima serata, i trenta minuti di filmato hanno avuto inaspettate ripercussioni sulla vita politica sarda.
Se dalle anticipazioni trapelate si sapeva infatti che il candidato democratico avrebbe raccontato di alcune famiglie costrette ad affrontare la grave crisi economica, non era invece noto che una delle cinque storie raccontate sarebbe stata quella di Larry e Juanita Stuart, una coppia di anziani che nonostante abbia lavorato tutta una vita sino ad andare regolarmente in pensione, non ha più diritto ad alcuna assistenza sanitaria pur dovendo affrontare costose cure mediche.
La famiglia vive in una casa di proprietà in un paesino al confine tra le contee di Brown e Highland. La cosa notevole di questo villaggio da meno di novecento anime è il suo nome: Sardinia, cioè Sardegna. Non si tratta di una omonimia, il nome è proprio tratto quello della nostra isola.
Era ancora notte fonda in Italia quando tutte le agenzie di stampa hanno iniziato a diffondere la notizia e riportare i più disparati commenti.
Il primo a far brillare le polveri è stato il consigliere regionale Ignazio Artizzu che ha subito dichiarato come «Le tragiche condizioni sociali che abbiamo visto nel filmato denunciano, se davvero ancora ce ne fosse bisogno, in quali condizioni l'attuale giunta abbia ridotto la Sardinia»
Gli ha fatto eco l'onorevole Mauro Pili, ad una delle sue prime dichiarazioni pubbliche dopo il referendum: «se a Sardinia si fosse potuto costruire nelle coste, ci sarebbe stato un grande sviluppo economico, cosa che andiamo ripetendo ormai da anni». Qualcuno della sua segreteria, dopo una rapida verifica, ha però fatto notare come la fascia costiera più vicina alla casa degli Stuart fosse a circa settecentocinquanta chilometri, in Virginia. Pare che il deputato abbia sospirato sommessamente «Piccioccus, du scieisi chi deu cun sa geografia...»
Anche a livello comunale le reazioni non si sono fatte attendere: Emilio Floris, da sempre sensibile al tema della sanità pubblica, ha proposto una soluzione per gli Stuart: andare a fare i custodi di un parcheggio multipiano, per arrotondare la pensione. «E se per caso non ci fossero dei multipiano - ha chiosato il sindaco - potremmo sempre pensare di costruirne uno..»
L'ipotesi non sembra campata in aria: appreso che esiste un posto chiamato Sardinia dove ancora non aveva costruito nulla, l'editor-costruttore Sergio Zuncheddu sulle prime pare abbia esclamato «ma dove ho sbagliato?». Successivamente, il tycoon di Videolina si è detto molto attratto dalla filosofia americana: «lì nessuno vuole che lo Stato influenzi il Mercato: innoi pò s'Ortofrutticolo de Sestu mi funti faendu unu casinu...»
Poche ore dopo decollava verso gli States un jet con a bordo un pool di ingegneri, architetti, avvocati e liberi muratori. Qualche problema per questi ultimi ai controlli del bagaglio: compassi e cappucci hanno insospettito gli addetti alla sicurezza. Scopo della missione, l'inizio dei lavori per la costruzione di Barack-amanna, «un prestigioso complesso presidenziale a pochi minuti dal centro di Cagliari», come recitano i primi opuscoli già in distribuzione con l'Unione Sarda.
Forti riserve nei confronti di Obama da parte dei Sardisti, che per bocca di Efisio Trincas hanno affermato: «In Sardegna con i quattro mori non abbiamo mai combinato nulla, cosa sperano di ottenere gli USA con uno solo?»
Ma la storia degli Stuart non ha lasciato indifferenti nemmeno le sponde del PD. Non appena si è appreso che Sardinia è in Ohio, stato che dal 2007 retto da un governatore del Partito Democratico (Ted Strickland, nato a Lucasville), il PD sardo ha convocato un'assemblea straordinaria a Tramatza, per studiare i dettagli di una mozione di sfiducia nei confronti di Strickland. Neanche questo governatore, infatti, risulta gradito alle principali correnti isolane provenienti da DS e Margherita.
A questo proposito, c'è stato qualche momento di tensione durante la riunione quando, a causa di un'errata interpretazione dell'Atlante Geografico De Agostini portato in sala da Tore Cherchi, si sono sparse voci su una nuova potentissima corrente in grado di fare letteralmente il bello ed il cattivo tempo. «Chiunque confluisca in questa cosiddetta Corrente del Golfo - ha esclamato un piccato Antonello Cabras - dovrà fare i conti con noi!»
Grazie però ai buoni uffici dei vertici nazionali del PD (Veltroni ha da poco acquistato una villetta anche in Ohio) la frattura è stata composta. Per sigillare ufficialmente la pace, il prossimo numero del trimestrale Chimera, diretto dal presidente del PD Deriu, conterrà una appassionante monografia sulla figura di Strickland. Per l'occasione, la prestigiosa rivista triplicherà la tiratura, arrivando a distribuire ben trentasei copie.
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