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venerdì 24 Ottobre 2008

Solo la polizia e l'esercito no?
Attenti alle provocazioni:
il Caimano spera nella violenza

di Giorgio Melis

Questo articolo è stato pubblicato il 24 ottobre. Lo riproponiamo integralmente perché purtroppo l'attualità ne sta confermando in modo allarmante alcune previsioni fin troppo facili con la memoria al passato. Dalla strategia della tensione a quella sugli opposti estremismi applicate a un movimento di protesta del tutto pacifico, di merito, non certo ideologizzato, animato all'aperto da un blocco sociale che include studenti, professori e genitori.

Berlusconi fa guerra preventiva, come il suo amico Bush? L'opposto. Non lancia il classico “si vis pacem, para bellum”. Provocazioni pesanti, vuole istigare azioni e reazioni finora auto-controllatissime, Punta a scatenare, non a prevenire, la violenza nelle università: per portarvi la “sua” guerra. Un grande diversivo di fronte alla crisi economica fuori controllo, l'isolamento ostile in Europa sull'ambiente, l'impotenza dopo gli annunci mirabolanti. Evoca la violenza non per esorcizzarla ma sembra auspicarla: per mandare la polizia contro studenti, professori e famiglie. Tono minatorio, piglio da uomo forte: lancia un “avviso ai naviganti” (in realtà naufraghi), lui tirerà diritto (eco e smorfie da Mascellone liftato in denso fondotinta) con la sua Gelmini: spezzerà le reni a chi si oppone..

Tempo (Stato?) di polizia, imbelli i rettori che gridano: vade retro. Dal libro e moschetto al manganello. Ma perché solo la polizia? Urge anche l'esercito. Magari La Russa sbava, riporti soldati dall'Afghanistan, dove solo noi stiamo vincendo una guerra che in America e in Inghilterra danno perduta. Insomma, truppe a Kabul e Caserta e niente nelle università, contro gli studenti-talebani? Impar condicio.

Ritorna il Sessantotto, Berlusca vuole il Quarantotto. Con toni da 1977, assalto a Lama nell'università di Roma, fuochi terroristici dilaganti. Ma siamo a questo? Si difende il diritto allo studio, la pedagogia migliore nelle elementari, contro la discriminazione dei bambini extracomunitari. Si difende il buono (poco) dell'università pubblica: servono severa autocritica e riforme, sacrosanto. Ma non il colpo di grazia dell'affamamento, fondi falciati per spingere alla privatizzazione impossibile con Fondazioni immaginarie: preludio agli atenei per soli ricchi.

Davvero la risposta è la polizia? Il Caimano-caudillo scavalca a destra il post-fascista Alemanno, perfino i destri estremi di Azione giovani, lascia basito il ministro Maroni. Dove vuole arrivare? Accusa “la sinistra” (cercatela: a “Chi l'ha visto?”), è Veltroni - ma non era "inesistente?" - che soffia sul fuoco e mobilita le masse. Il timido Walter che manda in piazza quelli che neppure lo hanno votato e francamente non se lo filano proprio? E' la migliore. Il Cavaliere ha bisogno di un nemico, per compattare i suoi attorno al governo “fuori-legge e disordine”. Ma attenti, istiga e spera nella violenza, tenta di provocarla. Per poterla reprimere e proporsi come il salvatore della patria che affonda: ben prima e per ben altro che la protesta di studenti, professori e famiglie. Occhio a non dargli occasioni e pretesti che cerca. Attenti alle provocazioni, come in passato. La polizia vigili: ma sugli istigatori di Palazzo. La minaccia viene da lì.


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