mercoledì 15 Ottobre 2008
di Cinzia Isola
La Regione si schiera in prima linea contro il digital divide e conquista una posizione di primo a livello nazionale nel campo dello sviluppo e applicazione delle tecnologie informatiche. Del resto, contrastare il divario tra chi può accedere a internet attraverso l'uso e la conoscenza di un computer è il primo piano passo per entrare a pieno diritto nella società dell'informazione e della conoscenza.
Ovvero, una società caratterizzata da un'economia fondata sulla produzione di servizi e sul valore della conoscenza come risorsa strategica. Ed è partendo da questi presupposti che l'uso delle avanzate tecnologie informatiche si rivelano una risorsa per la crescita e lo sviluppo economico della Sardegna.
La Regione ha individuato questo obiettivo fin dal 2004 :da allora molti milioni di euro sono stati investiti per la diffusione e l'accesso agli strumenti informatici. Dopo l'avvio del piano di informatizzazione regionale, la copertura della banda larga è assicurata nel 62% dei comuni dell'isola e l'Adsl è a disposizione dell'84% dei sardi.
Un obiettivo perseguito con perseveranza anche all'interna della pubblica amministrazione per snellire la burocrazia, spesso farraginosa degli uffici pubblici. La Regione si è attivata in questo senso per semplificare la vita delle imprese, ma anche la vita all'interno degli stessi uffici regionali. Dove da tempo, le procedure amministrative sono state informatizzate.
Ieri mattina, la Giunta regionale ha approvato il disegno di legge sulle “Iniziative volte alla promozione e allo sviluppo della società dell'informazione e della conoscenza in Sardegna”.
Il Ddl si suddivide in due parti: la prima relativa alle politiche e ai principi che l'amministrazione regionale intende mettere in atto per lo sviluppo della società dell'informazione e della conoscenza; mentre la seconda è rivolta alla concreta attuazione, attraverso specifici strumenti a tali politiche.
Tra gli aspetti più innovativi contenuti nel disegno di legge ci sono il diritto all'uso delle tecnologie, la partecipazione democratica, l'alfabetizzazione informatica, la ricerca per lo sviluppo delle imprese nel territorio.
«La principale novità», ha spiegato l'assessore agli affari generali Massimo Dadea, «è rappresentata dall'inserimento nell'ordinamento regionale del software libero, considerato lo strumento più idoneo per uno sviluppo della società dell'informazione ispirato ai principi di contenimento della spesa pubblica e di tutela della concorrenza. Con questo Ddl la Sardegna si pone all'avanguardia anche nel settore della società dell'informazione».
Ma cosa è un software libero? Si tratta di un software rilasciato con una licenza che permette a chiunque di utilizzarlo e che ne incoraggia lo studio, le modifiche e la redistribuzione. Un sistema che consente notevoli vantaggi: non ultimo, minori costi per l'amministrazione.
Il Disegno di legge, realizzato con la collaborazione di Flavia Marzano, docente di Scenari e innovazioni dell'information technology all'Università di Bologna, sarà illustrato nei prossimi giorni in un convegno che si svolgerà a Pisa.
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