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martedì 29 luglio 2008

La disperata telefonata di Democrito
“I post-comunisti hanno demolito
le mie teorie: polverizzano l'atomo politico”

di Andrea Pusceddu

Era una domenica estiva come tante. Le strade del centro sembravano essere state ripulite da un gigantesco aspiraautomobili che poi aveva svuotato su spiagge e calette un sacchetto colmo di lamiere e plastiche multicolori e roventi.

Per i marciapiedi cittadini rimanevano solo alcuni anziani che tornavano dalla messa, un paio di badanti rumene con la mattinata libera, e qualche turista tedesco imprudentemente addentratosi nei meandri del capoluogo, alla ricerca di quello che il navigatore satellitare spacciava con teutonica sicumera come un "punto di interesse".

L'aria ferma e spessa dentro la redazione era affettata con mestizia dalle pale al soffitto che cigolavano rassegnate e sconfitte dalla calura di fine luglio.

Il notiziario dell'AGI (al quale eravamo ormai da mesi allacciati abusivamente con una derivazione piratata all'Illustre Quotidiano Isolano) sputava i suoi lanci con aritmica cadenza, annunciandoli ogni volta con un bip il cui battito sembrava volersi dilatare sempre più, sino a diventare il fischio continuo che avrebbe una volta per tutte annunciato la morte apparente di una estate tutt'altro che indimenticabile.

Improvvisamente, il telefono dentro l'armadio a muro iniziò a squillare.

La cosa era sorprendente per diversi motivi, ma principalmente perchè quella linea era stata staccata mesi prima dal gestore telefonico a causa di quella che il Direttore amava definire come una mancata concertazione in merito al trasferimento dei fondi tra noi e loro.

La realtà era che noi non pagavamo le bollette da sei mesi, e loro avevano quindi provveduto a disattivare le telefonate in ingresso ed uscita.

Orfano di linea, il vecchio ricevitore SIP a disco - anche quello trafugato dalle austere stanze del Terrapieno - era stato rinchiuso dentro un armadio tarlato, con la spina tripolare a pendere lugubre ed annodata come un cappio.

Nonostante la linea sospesa ed il cavo scollegato, l'insolente scampanellio non sembrava voler terminare, per cui decisi di aprire l'anta e rispondere. Ero certamente incuriosito, ma se c'era una cosa che avevo imparato in tutti quei mesi di redazione era proprio che non avrei mai dovuto sorprendermi di nulla.

- Pronto redazione?

La voce sembrava arrivare da molto lontano, e lo strano accento straniero del mio interlocutore non migliorava certo le cose.

- Con chi parlo?

cercai di prendere tempo, temendo che si trattasse di nuovo di una certa società di Recupero Crediti, che continuava da mesi a scrivere e citofonare (visto che il telefono era muto) a causa di quello che il Direttore aveva definito un banale misunderstanding sul piano di ammortamento della fotocopiatrice.

- Buongiorno, mi chiamo Democrito, chiamo da Abdera, Grecia.

- Democrito? Il filosofo presocratico?

- Proprio quello - rispose visibilmente sollevato per l'essere stato riconosciuto subito - chiedo scusa se disturbo ma ho provato a chiamare in tutte le sedi dei quotidiani italiani, e voi sinora siete stati gli unici a rispondere...

- Sa, è domenica mattina, difficile che trovi già qualcuno nelle redazioni, io sono qui per via di un importante scoop...

In realtà dovevo tenere occupato il sottostante parcheggio per il Direttore, così che il lunedì potesse parcheggiare subito la sua ammiraglia senza dover girovagare per il centro alla ricerca di un multipiano libero. Era quello che il Direttore definiva abitualmente come apprendistato.

- Posso esserle utile? - continuai, visto che l'allievo di Leucippo non sembrava voler arrivare al dunque.

- Sa, dottore - riprese - lei mi sembra persona di cultura, ed avrà presente tutte le mie idee, vero?

- Si

feci appello a tutti i miei ricordi della prima liceo

-  se non erro lei è stato il primo pensatore a teorizzare l'esistenza di una unità indivisibile della materia, l'atomo inteso come limite ultimo di una successione di suddivisioni, oltre il quale non si può scendere. Molti la considerano come il padre della scienza moderna.

- Esatto, sì. Una bella intuizione, che mi ha fruttato più guai che altro,basti pensare tutte le cattiverie che ha dette su di me quel baciapile dell'Alighieri. Però sa, dottore, io in quella teoria continuo a crederci, ma ora qui finisce tutto in vacca se qualcuno non interviene. Voi giornalisti dovreste scrivere qualcosa ed evitare il peggio, prima che sia troppo tardi!

Rimasi interdetto dalle parole e dal tono terrorizzato, chiedendomi quale potesse essere l'origine di tale paura. I nuovi programmi scolastici non erano stati ancora pubblicati, ma forse poteva esserci stata qualche anticipazione? Sì, probabilmente era così, tutta la filosofia presocratica era stata depennata in favore dell'archeologia Celtica e della storia di Alberto da Giussano. Del resto Democrito era quasi coevo di Socrate, uno che era stato condannato ingiustamente, ed invece di farsi approvare un lodo aveva bevuto la cicuta per rispettare le regole. Di certo non dovevano essere bei tempi per quelle correnti.

Con un pò di fortuna sarebbe però uscito un bel pezzo di denuncia, per cui chiesi lumi.

- Tardi per cosa, scusi?

- Ma come! Non ha sentito le ultime da Chianciano?

- Guardi, mi coglie impreparato...

- Il convegno di Rifondazione!

- Sì, mi sembra di aver letto qualcosa, ma forse è meglio che lei mi esponga tutto dall'inizio...

- Ma è evidente

ribattè a metà lo stupito e l'offeso.

- prima il PCI si è scisso nel 1991 dando origine a Rifondazione Comunista ed al PDS, poi tre anni dopo c'è stata la scissione di Iniziativa Comunista, e dodici mesi dopo Garavini, Castellina e Magri rompono per fondare il Movimento dei Comunisti Unitari. Nel 1995 la deputata Malavenda esce dal partito e fonda i Cobas per l'Autorganizzazione. Nel 1997 è la volta di Oliviero Diliberto che fuoriesce per fondare il Partito dei Comunisti Italiani, il quale a sua volta perderà una costola con la Sinistra Rossoverde. Il 21 gennaio 2000 da Rifondazione si stacca il collettivo di Democrazia Popolare - Sinistra Unita. Nel 2006 la formazione Progetto Comunista Area Programmatica si scinde lasciando fuori un gruppo che disapprova l'operazione e si ricostituisce col nome di Controcorrente. Nel 2007 la corrente "L'Ernesto" si frammenta ed una sua parte dà origine alla Sinistra Critica. Negli stessi mesi nascono anche il Partito Comunista dei Lavoratori ed il Partito di Alternativa Comunista. Ed ora se Ferrero e Vendola e le altre tre sottocorrenti non si mettono d'accordo qui finisce che si fa un'altra scissione! E poi ce ne sarà un'altra ancora perchè i neotrotzkysti in realtà non sembrano soddisfatti  della svolta. Bisogna far qualcosa, ne va della mia onorabilità!

- Lei? E lei che c'entra, scusi?

- Come che c'entro! Questi continuano a dividersi, a dividersi, senza raggiungere mai un limite. Finisce che la gente se ne accorge e pensa che io sia un ciarlatano, uno che racconta palle! Deve pur esserci un limite, e dobbiamo trovarlo!

Le ultime parole furono più che altro una mia estrapolazione, perchè il poveretto iniziò singhiozzare sommessamente senza riuscire a terminare il discorso.

Mi accomiatai promettendogli (con opportuna vaghezza) che ci saremmo interessati alla cosa, che avremmo sensibilizzato l'opinione pubblica, stigmatizzando il tentativo di affossamento nei confronti della teoria atomistica.

Democrito mi parve sollevato. Evitai perciò di chiedergli cosa sapesse a proposito del PD sardo.


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