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venerdì 25 luglio 2008

Il Betile diventa il cavallo di Troia di Pili
spara a Soru per colpire Emilio Floris
appello a Silvio, che apprezza il museo

di Cinzia Isola

Pur di ergersi a paladino del quartiere popolare di Sant'Elia, non rinuncia a rinnegare il verbo del Cavaliere. Dopo tanto osare, poi, preoccuparsi dell'immagine del Comune è stata una passeggiata: per ritornare con forza sulla scena politica sarda Mauro Pili non guarda in faccia neppure al sindaco Emilio Floris. Chissà se davvero senza volere, rifila anche un bello sgambetto istituzionale ad un possibile competitor per le prossime regionali. Il bersaglio è il Betile, ma per colpire Soru l'ex presidente aspirante neo presidente Mauro Pili, usa un'arma poco convenzionale: gli abitanti di Sant'Elia come scudo di una manovra politica azzardata.

«Il Betile è un ecomostro abusivo, in contrasto con tutte le norme paesaggistiche e urbanistiche, uno sperpero inutile di denaro pubblico e nasconde una grande speculazione immobiliare ai danni del quartiere di Sant'Elia». Così ha scritto nella sua interpellanza a tre ministri e direttamente al suo padrino politico Silvio Berlusconi. «Un ricatto al capoluogo», lo definisce incurante e dimentico che il suo compagno di partito Floris, quell'accordo di programma, lo firmò, prima di rimangiarsi la parola. E non certo perché vittima raggirata di un complotto betilista. Lo dissero con forza in consiglio comunale: problemi tecnici, non politici. A parte la coerente Alleanza nazionale che mai ha mostrato cedimenti davanti all'opera dell'archistar Zaha Hadid.

Per colpire alla cieca si appella persino alla tutela del paesaggio varato dalla stessa Regione: «Il Betile è abusivo, in contrasto con tutte le norme paesaggistiche e urbanistiche», argomenta Pili. Curiosamente ha chiesto al Cavaliere di bloccare «un cavallo di troia che serve per aprire il fronte ad una grande potenziale speculazione immobiliare ideata dalla Regione ai danni degli abitanti di Sant'Elia con previsioni tra i 600mila e un 1,1 milione di metri cubi». Gli è sfuggito un altro passaggio fondamentale al condottiero della milizia anti-speculazione: solo poche settimane fa il Premier in persona avrebbe mostrato apprezzamento per il futuro museo di arte nuragica. Allora si cerco di imputare l'ardito exploit dell'esuberante presidente del consiglio ad una svista, ad una scarsa conoscenza del progetto.

Certo è che, se il deputato Mauro Pili ha osato contraddire un Berlusconi “male informato”, dando del ricattato al sindaco Floris, il Betile sembra più il suo cavallo di troia: per tentare la corsa alla Regione. Con una difesa ritardataria del popolo di Sant'Elia che le bandiere di Forza Italia le ha già ammainate da tempo. Proprio quando è sceso in campo il presidente Soru. Che sia stata affidata a Pili la riscossa elettorale del quartiere?Si vedrà quanto pagherà questa improvvisa vocazione popolare dell'ex presidente regionale.

Per ora, la replica arriva dal consigliere regionale del Pd Marco Espa: «Lasciano esterrefatti per l'imprecisione, l'aggressività, la strumentalità le dichiarazioni rese dell'on. Pili in merito al Betile, il museo dell'arte nuragica e contemporanea che renderà Cagliari una città di rilevanza internazionale nel panorama delle opere architettoniche più prestigiose dell'intero pianeta. Mi chiedo se il Presidente Soru è al corrente che il sindaco di Cagliari Emilio Floris sta per essere commissariato dall'On. Pili che con le sue affermazioni getta discredito sull'intera classe politica che governa la città. Ma dove vive l'on. Pili? Vuole accusare Berlusconi di speculazione e abusi edilizi? Non sa che la stazione appaltante dell'opera è interamente in mano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ovvero controllata direttamente da Berlusconi?». E sulla tutela del paesaggio, la critica si inasprisce: «Parla di speculazione (ristrutturare e costruire case per il quartiere come atteso da tutta la comunità sarebbe speculazione?), si appella al Ppr: è incredibile che lo faccia chi ha permesso che anche durante il suo governo la Sardegna, non solo Cagliari, fosse saccheggiata dal partito del mattone…».

Tuvixeddu, interpellanza dei parlamentari Pd

A proposito di speculazioni edilizie e tutela del paesaggio, due giorni fa, alla Camera è stata discussa l'interpellanza presentata da 30 deputati del Partito democratico (tra i quali tutti i 7 eletti in Sardegna più il capogruppo Antonello Soro) sulla tutela del sito archeologico di Tuvixeddu. . Amalia Schirru, nel presentare l'interpellanza a nome dei colleghi, ha insistito sull'importanza culturale di quella che è forse la più grande e significativa necropoli fenicio-punica dell'intero Mediterraneo, «oggi minacciata dalla decisione del Comune di Cagliari di dar luogo a opere di urbanizzazione invasive e di costruire sul colle 260 mila metri cubi di nuove case». Il sottosegretario alla pubblica istruzione Pizza, replicando per il Governo, si é detto consapevole della rilevanza culturale di Tuvixeddu-Tuvumannu e disponibile ad opporre i necessari vincoli. Solo parzialmente soddisfatto si è dichiarato Guido Melis nella sua contro replica: «Le buone intenzioni del Governo contrastano con le cattive pratiche: ad esempio con l'inspiegabile comportamento della sovrintendenza archeologica di Cagliari, contraria a porre nuovi vincoli nonostante scavando le fondamenta dei nuovi palazzi siano state scoperte 431 nuove tombe».


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