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venerdì 4 luglio 2008

Rispettare il prosseneta. Bavaglio
a chi dissente, anche l'estremista
Umberto Eco: rischio-democrazia
Le secondarie di Spissu, ci lascia

di Giorgio Melis

Per favore, non sparate sul pianista-Cavaliere. È solo all'inizio: il peggio verrà. Vuole solo cancellare centomila processi per spazzare via quello che gli incombe, venuto dal freddo di Londra. Gli urge un decreto che blocchi le intercettazioni per cui quello screanzato di Di Pietro (troppo greve: porta acqua al mulino di Berlusconi) gli ha dato del magnaccia. Doveva apostrofarlo più correttamente e abulicamente: prosseneta, più garbato, anche se l'avrebbero capito in pochi. Ci guadagnava lo stile. Non cambiava la natura dell'intervento di un ex premier che imporre come attrice una bonazza da mandare nel letto di un senatore per farlo votare contro Prodi. Napolitano ha fissato i paletti al Csm, il Caimano lo ricambia dicendo che ha obbedito Schifani e Fini, poveretti. Ora vuole il decreto sulle intercettazioni (ma Fini prova a smarcarsi: sarebbe la Waterloo, se il Capo dello Stato lo subisse) per mettere la giustizia in catene e il sasso in bocca alla minima porzione di informazione non ancora accucciata. Perfino la normalizzata (da Ruini: buon riposo, Eminenza, ne avevamo bisogno) “Famiglia Cristiana” denuncia lo scandalo di un ministro alla giustizia (Alfano) scelto perché ex segretario personale del Caimano.

Quando un uomo come Umberto Eco, non un fricchettone estremista ma il maggiore e più noto nel mondo uomo di cultura italiano, parla di democrazia in pericolo, c'è da allarmarsi davvero per questo Brutto Paese. Eco ha scritto, aderendo a una protesta e fustigando anche l'opposizione imbelle-buonista: “… mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare. Primo: democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare. Secondo: democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia”. Altro che estremismi: eversore è chi sta riducendo il Paese e lo Stato di diritto a un canile privato, extra e super legem, con lui unico dominus.

Ma su questo piano, Berlusconi non perderà semmai aumenterà i consensi. Però, sul resto… Tasse da falciare: meno 0,1 per cento. Figurarsi, nel 2013. Tagli selvaggi dappertutto. Conti a picco, perfino la Corte dei conti contesta la Robin tax di Treconti superstar. Sulla sicurezza, dopo aver tanto gridato al terrore dilagante, questori e generali dell'Arma dicono che c'è una percezione esagerata. L'esercito nelle città è una pagliacciata. Avremo la grande Alitalia nazionale, non la piccola massacrata che voleva Air France? Banca Intesa è disperata, il piano di salvataggio non decolla e rischia di schiantarsi. Prevede appena diecimila esuberi, due volte e mezzo in più di quelli proposti dai francesi messi in fuga da Berlusconi a trattativa conclusa, che avrebbero pagato un super-pacco italico con soldi-cash: ora dovrà metterli lo Stato, cioè noi, e non è detto che servano. Allegria.

Questo Paese è (stato) talmente massacrato nel comun sentire, perché rendevano meglio elettoralmente la rissa e la guerra civile fredda, che davvero dà l'impressione di non riuscire a farcela. Di poter crollare di schianto. In compenso, soliti assalti alla giustizia e all'informazione. Basta intercettazioni: unico modo, purtroppo, per sapere che verminaio e puttanaio domini la scena dai più alti livelli fino alle salmerie e ai bordelli politico-mondani, soprattutto nella Rai dominata da Sua Emittenza con la ex segretario e personaggi di servizio come Agostino Saccà. Ne ha combinate di incredibili, fino a dover essere licenziato. Ora una sentenza ne dispone il reintegro nella rai che pugnalava dall'interno a beneficio di mediaste e se stesso: e poi il caimano dice di aver contro la giustizia.

In Sardegna poco di nuovo, qualcosa di meglio, altro peggio. Intanto Soru ha superato la prova G8. Il Cavaliere voleva lo scippo, ha dovuto rinunciare ma con altro stile di questo Nizzi da osteria. Si faranno tutte le opere, anche berlusconi è rimasto entusiasta nonostante l'ostilità di fondo e ha finito per elogiare il museo Betile scatenando le proteste dei ridicoli uomini di An cagliaritani. Sulle primarie del centrosinistra (a destra tutto tace, cantiere neppure aperto), la Sinistra non accetta di giocare sporco contro Soru per compiacere Cabras e Fadda. Maq i sardi sono alquanto sconvolti da Giacomo Spissu. Ha annunciato sulla Nuova Sardegna la terribile determinazione di non ricandidarsi, mancando le primarie. Come si fa? Lui aveva fatto le secondarie da privatista ad Arborea con Cabras e altri sei ex segretari regionali: talmente legittimisti da riunirsi come una fazione fuori e contro il partito. Spissu non deve metterci in crisi. Altrimenti non riusciremo più a goderci il grande sonno del Consiglio che presiede. Dorme da quattro mesi il riposo dei fannulloni: vorrà mica svegliarsi e svegliarlo?


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