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giovedì 3 luglio 2008

La premiata ditta Floris&Floris
nel progetto di Marina Piccola
Emilio finanzia, Alberto lavora

di Cinzia Isola

Il Comune dice si al restyling di Marina piccola: a colpi di maggioranza e con l'opposizione moderata sul parcheggio “giardino”, ma inflessibile sul conflitto di interessi che coinvolge la famiglia Floris. Già, perché a quanto pare dei 24milioni necessari per il progetto, gli unici certi e sbloccati sono quelli destinati allo Yacht club, presieduto dal fratello del sindaco, Alberto. Quanto basta per spingere fuori dall'aula l'opposizione che abbandona polemicamente la seduta consiliare.

A questo punto il progetto sarà sotto il fuoco incrociato: da una parte resistono gli ambientalisti e i cittadini, oltre tremila, che hanno firmato la petizione on line per bloccare il piano previsto ai piedi della Sella del diavolo. Dall'altra l'opposizione di centrosinistra che sembra intenzionata e più interessata a cavalcare la questione morale. Tanto da convocare per questa mattina stessa una conferenza stampa. Ad esempio, sarebbe interessante sapere «cosa sarebbe successo se la Regione sbloccasse un finanziamento pubblico per il fratello di Soru», si chiede Andrea Scano del Pd. Più cauto il capogruppo Ninni Depau: «Nessun pregiudizio, ma l'opera non è coperta finanziariamente e non è neppure presente nel piano triennale delle opere pubbliche».

Per la cronaca: assente il sindaco parte in causa, il progetto è passato al vaglio del consiglio in tarda serata: 14 i voti favorevoli del centrodestra, a cui si è aggiunto quello del presidente del consiglio Sandro Corsini. Ignorata la richiesta del centro sinistra di rinviare il voto in attesa di avere maggiori informazioni e più chiarezza in merito alle risorse necessarie a realizzare il progetto. «Si tratta solo di un progetto preliminare», ha replicato la maggioranza. Così si è andati al voto, ma con l'opposizione in trincea e fuori dall'aula. Che ha sollevato immediatamente obiezioni e dubbi sulla validità della riunione.

Ma intanto Marina Piccola passa dal via, e fila dritta verso la rivoluzione: 24 milioni per realizzare il parcheggio (1860 posti auto), demolire la sede dello Yacht club, (dove sarà realizzato il parcheggio nautico), realizzare la nuova sede (tre corpi di fabbrica destinati a scuola di vela e foresteria, mensa, circolo soci e aree di servizio), restyling per il Corsaro e Lega navale, demolizione dell'anfiteatro, realizzare un nuovo molo per le piccole imbarcazioni. Mentre lungo la passeggiata sorgeranno dieci locali commerciali e artigianali gestiti dalla Motomar.

Ma è sul parcheggio che inizialmente si pensava potesse sfociare la rivolta. E invece, poco o niente. A rievocare la vocazione autocentrica del sindaco Floris Radhouan Ben Amara (Pdci) che ha ironizzato: «Altro che capitale del Mediterraneo, Cagliari capita nel Mediterraneo».Ma l'opposizione più strenua sembra quella intrapresa in rete: la petizione “no al multipiano al Poetto” promossa da Domenico Gallus e Pietro Porcella continua a registrare adesioni. Tremila no, non hanno però fermato il progetto passato con quattordici sì.


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