l'altra voce.net


venerdì 20 giugno 2008

“Caso Sardegna” da Veltroni: Cabras
per le primarie e Cherchi, Milia è
solo autocanbdidato, Soro per Soru

Il “caso Sardegna” diventa questione nazionale nel Pd. Portato all'attenzione di un vertice romano convocato da Walter Veltroni, Presenti Renato Soru, Antonello Soro (capogruppo alla Camera) e Antonello Cabras, segretario regionale. Discussione animata non prolungata, decisioni ufficiali non comunicate e non pervenute. Solo boatos e indiscrezioni abbastanza credibili ma anche smentibili. Un esame della situazione abbastanza veloce, interventi di tutti, conclusioni interlocutorie di Veltroni che vuole esercitare una moral suasion a favore del presidente ma senza interferire pesantemente nel partito sardo e appellandosi alla sua unità.

le posizioni di partenza sono rimaste tali. Soru propone la propria riconferma per completare l'azione svolta nella sua prima (prima: non quarta o quinta come Paolo Fadda, lo stesso Cabras e tanti altri) legislatura. Sa di avere contro una parte dei notabili specie ex Margherita e qualcuno ex Ds. Ma è convinto di avere dalla propria parte la base del partito e molti amministratori e gli elettori del centrosinistra. Non ha mai escluso o si è detto contrario alle primarie. Ma secondo le regole del Pd, al riparo per quanto è possibile da trappole comue quelle che diedero nelle primarie sul Pd nascente una vittoria inesistenbte a Cabras, propiziata in modo determinante dal soccorso non casuale di Udc, An, Forza Italia.

Decisamente e da tempo schierato per la candidatura “a balla sola” del presidente è e si confermato a Roma l'autorevole Antonello Soro. Considerando Soru il candidato più forte e naturale. Contrario a primarie che lacererebbero un partito ancora incompiuto e disunito su tutto. D'alttro canto, proprio nell'ultima assemblea del Pd, erano stati Emanuele Sanna e Silvio Cherchi, avversari acerrimi, a lanciare per necessità la candidatura “naturale” e non resistibile di Soru come unica scelta per non perdere le elezioni.

Di diverso avviso è da tempo l'ondivago Antonello Cabras, anche per lo smacco asubito, oltre la vittoria formale, nelle primarie d'autunno. Dopo aver liquidato con sprezzo i partiti della sinista per strizzare l'occhio all'Udc che peraltro lo snobba, Cabras ora vuole primarie per creare difficoltà a Soru. In sintonia con Paolo Fadda, Tore Ladu e pochi altri ex diessini dopo la svolta di Sanna e Silvio Cherchi. Perché? Si parla di un sondaggio con la destra in vantaggio. Ma sono impensabili, irrealistici i dieci punti lasciati trapelare e rilanciata, casualmente, solo dal giornale anti-Soru: naturalmente. Nel sondaggio vero, cioè le elezioni politiche del 13 aprile, il Pd era sotto di nanche tre punti, largamente recuperabili. Cabras vuol provare a tirare la volata a Tore Cherchi (lo ha sempre fregato in passato) e nominalmente in alternativa a Graziano Milia, che non esiste come papabile: è solo un velleitario autocandidato.

Forse di nquesto intreccio Cherchi e Milia hanno parlato nell'incontro riservato di una settimana fa al Comune di Carbonia, magari concordato con Cabras. Le primarie di coalizione sono improbabili perché Rc e gli altri non vogliono fare gli utili idioti dei nomenklati dissidenti del Pd. Quelle interne richiedono che l'assemblea del partito esprima un nome con almeno il 30 per cento degli aventi diritto: Soru si può candidare d'ufficio. Chi farà la mossa e sarà vincente? La parola a Cabras, sempre più rappresentante degli antichi equilibri delle nomenklature Ds-Margherita e sempre meno del partito nuovo. Cui può dedicare tempo e lavoro minimo, assorbito dagli impegni da senatore. Figurarsi tra poco, quando - come ogni estate da sempre - sparirà sulla sua barca a vela di cui è skipper. Il Pd? Può aspettare. O andare a ramengo.

(A.V.)


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari