venerdì 16 maggio 2008
di Francesca Madrigali
Ogni volta che vedo quella scritta o sento pronunciare quella frase- “ministro del governo ombra”-, non ce la faccio (“nun se po' fa”, parafrasando Berlusconi che parafrasa Veltroni che fa lo stesso con un romano a caso: e tutti si rifanno al Wojtyla di "damosi da fà"), la sensazione di essere trasportata in una realtà parallela è troppo forte.
Il “governo ombra”, ovvero la compagine di governo “parallela” che segue da vicino le azioni e decisioni di quella che ha vinto le elezioni e propone delle alternative: sappiamo che il mancato premier è un noto cinefilo, ma così è troppo.
Lo “shadow cabinet”, istituzione che in alcuni Paesi anglosassoni di salda tradizione maggioritaria possiede una suo “status” ufficiale, qui e ora evoca però atmosfere a metà strada fra Philip Marlowe e la fantascienza della Marvel.
E a questo punto, vista l'effettiva importanza delle decisioni che prenderà nelle sue riunioni parallele, potrebbe o forse dovrebbe essere composto da supereroi, vista la compattezza dello schieramento “a loro avverso” già dimostrata nei precedenti governi e soprattutto i “superproblemi” che “le ombre” si ripromettono di affrontare di pari passo con i veri titolari dei ministeri.
Visto che l'Uomo Ragno è già in carica (effettiva), e quindi può affermare a ragione che “da un grande potere derivano grandi responsabilità”, sarebbe più logico se a quella dicitura fumettistica “primo ministro del governo ombra” corrispondesse davvero, per esempio, l'inquadratura dell'Uomo Ombra: con poteri telepatici che permetteranno di intuire cosa pensa il presidente del consiglio in carica per convergere tempestivamente sulle sue proposte.
Sarebbe meno straniante se ci fosse la tutina di Batman a svolazzare sul ministero della Giustizia, visto che nelle puntate precedenti si è dimostrato efficace contro la microcriminalità, e non pareva che facesse caso all'etnia.
Devil, l'eroe che ha perso la vista ma ha affinato in modo soprannaturale gli altri sensi, potrebbe essere un ottimo ministro dell'Interno, per tenere sotto controllo in ogni parte d'Italia i pericolosi manifestanti dei cortei No-Tav o No-G8, ma sospetto che avrebbe bisogno di rinforzi per gestire le squadracce di ultras della domenica negli stadi sempre e comunque aperti.
Alle Riforme e federalismo vedrei bene Hulk: è pur sempre del colore preferito del vero ministro Umberto Bossi, e talvolta capace anche della stessa diplomazia.
Wonder Woman è la candidata perfetta per le Pari opportunità del governo ombra. Leggermente più vitaminizzata della Carfagna, è bene che sia dotata di poteri davvero speciali per monitorare la realizzazione di obiettivi da mission impossibile: il raggiungimento del 60% di occupazione femminile entro il 2010 stabilito dagli obiettivi di Lisbona, ma anche una vera tutela della genitorialità nel secondo Paese più vecchio del mondo (attualmente l'Italia è al 46,4% di donne occupate secondo il rapporto 2007 diffuso da Bruxelles, mentre per quanto riguarda la tutela delle madri, con buona pace dei teo-con di entrambi i governi, secondo lo studio Save The Children siamo solo diciannovesimi in base a parametri che riguardano contraccezione, accesso al lavoro, strutture di accoglienza ecc.).
Il problemino dei treni fatiscenti, delle strade killer e già che ci siamo anche della continuità territoriale potrebbe essere risolto con la presenza di tutti i Fantastici Quattro alle Infrastrutture, per valutare l'opportunità dell'indispensabile progetto del ponte sullo Stretto di Messina, quello grazie al quale “la Sardegna rimarrà l'unica grande isola del Mediterraneo”(dichiarazione post elettorale).
Infine il ministro dell'Economia. Quello vero non vedeva l'ora di tornare, quello “ombra” (Bersani) ha l'espressione infelice di chi ha scoperto che la sua kryptonite sono i tassisti, i farmacisti, le banche, cioè a spanne le corporazioni di mezza Italia e l'altra metà che vorrebbe diventarlo (casta, ma anche supereroe), e pure l'ICI e il bollo auto: e adesso vorrebbe tanto essere l'Uomo Invisibile.
Insomma, se questo è l'inizio del lavoro dell'opposizione, una domanda nasce spontanea: ma questo Partito Democratico, davvero non ne azzecca una o è solo che lo disegnano così (cit. Jessica Rabbit)?
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