venerdì 16 maggio 2008
L'arrivo in Sardegna di Danuta Hubner, commissaria europea per la politica regionale, è l'occasione per mettere in campo i bilanci. Perché coincide con l'avvio di un nuovo ciclo di programmazione, il 2007-2013, e perché le cifre disponibili - 10 miliardi e mezzo di euro tra fondi comunitari e nazionali - sono di gran lunga superiori rispetto al periodo precedente. Eppure qualcosa che non va c'è: lo trovano i presidenti delle commissioni politiche comunitarie e bilancio in consiglio regionale (Sandro Frau e Giuseppe Cucca, Pd) e offrono la sponda ai consiglieri di opposizione Giorgio La Spisa e Carlo Sanjust (Forza Italia). Lo stesso vale per Confindustria e sindacati.
Tutti chiedono maggiore coinvolgimento. Lo fa anche Antonio Biancu, capogruppo del Pd in via Roma: serve «una sessione consiliare», dice, «per un confronto con l'esecutivo: 10 miliardi e mezzo di euro sono una cifra enorme, una straordinaria occasione di sviluppo». La strada da seguire è tracciata, fa quasi effetto vedere l'ex capogruppo della Margherita indicarla: parla di «importanti risultati raggiunti dalla Regione» nell'infrastrutturazione del settore trasporti: dal rinnovamento dei mezzi di trasporto pubblico locale all'ammodernamento della rete ferroviaria con la dotazione di nuovi treni e, in vista del G8 de La Maddalena, la nuova Olbia- Alghero a 4 corsie. «Dopo l'inerzia della scorsa legislatura questa maggioranza e questa Giunta hanno dimostrato di saper programmare, investire e spendere importanti risorse in un settore strategico per il futuro della Sardegna. La vicinanza dell'Unione Europea», conclude, «ci fa ben sperare».
Sarà necessario partire da «un bilancio del periodo 2000-2006, «non solo in termini finanziari ma anche di obiettivi conseguiti». La verifica, dice Frau, «sarà utile alla Regione per migliorare le sue performance» ma si dovrà superare, sottolinea, la marginalità vissuta dal consiglio «tanto nella sua funzione di indirizzo che in quella di controllo». Il mancato coinvolgimento dell'assemblea permette un paragone che nelle stesse parole del proponente «può apparire un po' azzardato: il consiglio», spiega Cucca, «ha avuto un ruolo di facciata come le forze economiche e sociali durante la formulazione del primo piano di rinascita». Di buono c'è «l'attenta analisi del contesto» per evitare la poca chiarezza sugli obiettivi del ciclo precedente.
A sentirli, sindacati e parti economiche, le cose non sono cambiate tanto: «L'intera programmazione comunitaria», denunciano Cgil, Cisl e Uil, «è stata oggetto di una sorta di “sospensione” dei rapporti con un processo che è andato avanti autonomamente senza che il partenariato venisse messo nelle condizioni di partecipare. Non può essere valutata come sufficiente la possibilità di pronunciarsi sui documenti una volta redatti». I sindacati propongono di codificare l'effettiva partecipazione delle parti sociali. Sulla stessa linea la Confindustria: «E' quanto mai necessario dare completa attuazione agli impegni di pieno e continuo svolgimento del partenariato economico e sociale nella preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione» dei programmi comunitari. Il presidente degli industriali Gianni Bigio si augura «che, al più presto, venga siglato il protocollo d'intesa fra Regione e parti economiche e sociali rivolto a regolare il metodo di confronto partenariale sulla programmazione regionale unitaria. Crediamo di avere il diritto di essere coinvolti e che questo debba fare parte stabile del metodo di governo dell'attuale programmazione comunitaria. La Sardegna e' cresciuta in questi anni grazie alla politica di coesione, ma la riduzione del Pil pro capite nell'ultimo anno indica come la crescita registrata si fondi ancora su basi deboli. Basta un nonnulla per tornare indietro».
«Oggi la Sardegna doveva presentarsi unita all'appuntamento con la rappresentante della Commissione Europea. L'opposizione ha deciso di non inquinare il contenuto dell'incontro con polemiche interne, pur esistendo molti problemi irrisolti e molti errori compiuti dall'attuale governo regionale. Ci ha pensato la maggioranza a mostrarsi divisa e nervosa. Lo ha fatto attraverso i due presidenti di Commissione, che non hanno nascosto il fastidio per essere stati ignorati nella elaborazione del nuovo programma 2007-2013". Lo sostiene il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Giorgio La Spisa: «Ha inciso sicuramente anche il chiarissimo tentativo, fatto dal presidente Soru, di coprire le gravissime lacune del suo governo nella gestione dei fondi del POR 2000-2006: ha raccontato alla signora Hubner una bella fiaba, mostrando risultati positivi che in gran parte sono fantasiosi, come quello dell'attenzione mostrata dalla Regione all'istruzione e formazione: il disegno di legge giace ancora in commissione, mentre la formazione è distrutta senza una valida alternativa. D'altra parte, è ancora in forse la possibilità di chiudere tempestivamente la spesa e la successiva rendicontazione delle risorse europee messe a bando, a favore delle imprese. Dopo la cerimonia di oggi, i nodi arriveranno al pettine».
(ma.mu.)
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