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venerdì 16 maggio 2008

Cristina, prima sarda con la bacchetta
da Cabras, direttrice d'orchestra
in un mondo esclusivo tutto maschile

di Daniela Paba

Cristina Greco è uno spirito panico, che tutto abbraccia e tutto desidera approfondire, perché tous se tien, anche nella musica. La prima direttrice d'orchestra diplomata in Sardegna, allieva del Conservatorio di Cagliari “Pierluigi da Palestrina” e del Maestro Aldo Tarchetti, alla fine della prova di diploma è raggiante per l'emozione, consapevole di aver scelto una porta stretta ma luminosa. Perché se le donne che compongono sono pochissime, quelle che dirigono anche meno, e in tutta l'Italia si contano sulle dita di una mano. “Oggi sono particolarmente commossa - spiega - perché il pensiero va al mio maestro Giampiero Cartocci che è mancato due anni fa e questo momento è dedicato a lui. Ho scelto un corso di studi molto impegnativo ma nel Conservatorio di Cagliari l'ambiente è davvero accogliente, tutti ti mettono a tuo agio e posso dire d'essere stata sempre stimolata, coinvolta in progetti diversi”.

In un ambiente dove si dice che alle donne non si risparmia nulla lei appare umile e sicura insieme “Certo quello dei direttori d'orchestra è un mondo maschile e, se hai dei dubbi è più difficile chiedere consigli. La mentalità dell'uomo direttore c'è ma non tra i musicisti, casomai altrove”. Per il diploma ha scelto cinque brani tratti da “Ma mere l'oye” di Maurice Ravel, tutti ispirati alle fiabe (La bella addormentata, Pollicino, Il serpente verde, La Bella e la bestia e Il Giardino incantato) “perché richiedono un lunghissimo lavoro d'orchestrazione che potrebbe non finire mai”, o “per la centralità degli archi”, e ancora “per l'uso di strumenti inconsueti come la celesta e il controfagotto”.

Oggi Cristina Greco ha 27 anni, viaggia tra Cabras, Cagliari e Parigi, ma la decisione di studiare composizione l'ha presa che aveva 12 anni “A diciassette anni ho deciso di imparare a suonare l'arpa, mi sono diplomata e ora continuo a Parigi con Isabelle Perrin grazie a una borsa di studio vinta qui” . “Quando venne per chiedere l'iscrizione al mio corso racconta la sua insegnate d'arpa, Annamaria Melis - ero perplessa, “troppo grande” pensavo, invece è musicalissima, si è impegnata moltissimo e ha fatto una carriera davvero brillante. Non a caso l'anno scorso la Perrin le ha chiesto di andare a perfezionarsi a Parigi. Con me ha finito a febbraio con 10 e lode”. Generosa con i compagni di lavoro, non legata agli schemi accademici, è una musicista a tutto tondo, così almeno la descrivono al Conservatorio “Ho scelto il corso di direttore d'orchestra perché mi sono resa conto di amare tutti gli strumenti. Dirigo due bande quella di Marrubiu e quella d'Arborea, musicisti dilettanti ma fantastici, poi suono per le associazioni, faccio le processioni. E' lavoro e mi piace ”. Quando le chiedi se persa di trasferirsi all'estero, non ha dubbi “Ora che ci sono stata, so di voler costruire qualcosa qui”. A fine anno Cristina Greco conclude i suoi studi di composizione, ma con tre diplomi si è iscritta al corso anche in musica corale: “Mi sono resa conto che mi mancava il repertorio vocale. D'altra parte dirigere è bello perché vuol dire suonare tutto”.


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