mercoledì 14 maggio 2008
Pronte le direttive per il rimborso delle tasse sul lusso dichiarate illegittima dalla Corte Costituzionale. Le modalità, stabilite ieri dalla Giunta regionale, interessano 36.838 contribuenti per una cifra pari a circa 29 milioni di euro: oltre 27 sono destinati a chi ha pagato l'imposta sulle seconde case, gli altri a chi aveva versato le plusvalenze. Il provvedimento era stato annunciato dall'assessore Eliseo Secci alla fine della settimana scorsa. Detto e fatto: impartisce le operazioni da mettere in campo agli uffici della direzione generale dell'assessorato al Bilancio, alla Ragioneria regionale e all'Arase, l'Agenzia per le Entrate della Sardegna.
«L'obiettivo», spiega il rappresentante della giunta Soru, «è quello di restituire i soldi ai contribuenti nel più breve tempo possibile e nella forma più semplice. Dobbiamo farlo per un fatto di onestà e di correttezza nel rapporto con i cittadini. E possiamo perchè la legge di bilancio approvata il 5 marzo scorso prevede il trasferimento delle somme derivanti dalle tasse cancellate dalla sentenza della Consulta nel capitolo "rimborso dei tributi indebitamente percepiti». Secci lo sottolinea in risposta ai consiglieri regionali di Alleanza nazionale Mario Diana e Antonello Liori: «L'esecutivo non può disporre del bilancio a proprio piacimento», avevano detto chiedendo lo stop ai rimborsi perché non contemplati nella finanziaria 2008. «La variazione di bilancio c'è», ribadisce l'assessore: quindi via alla restituzione.
La delibera prevede l'invio agli interessati di un avviso con le modalità di rimborso dei crediti tributari in questione, divisi in quota capitale e quota interessi. La procedura stabilisce che il contribuente possa riscuotere quanto dovuto nello sportello più vicino del Tesoriere regionale, la Banca Unicredit, il rimborso delle tasse sottoscrivendo un'istanza che vale anche come quietanza: vale per un periodo massimo di cinque mesi. Trascorso questo tempo, gli eventuali creditori possono chiedere il rimborso con le procedure ordinarie di pagamento. Solo queste si applicano invece per i crediti superiori ai 10mila euro: ma serviranno apposite verifiche fiscali nei confronti dei creditori da eseguirsi presso Equitalia Spa.
(red)
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