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mercoledì 14 maggio 2008

Nessuna tregua sulla formazione
il sindacato annuncia battaglia:
la Regione non rispetta gli impegni

Nessuna tregua tra Regione e sindacati sulla vertenza della formazione professionale: a meno di 24 ore dall'annuncio della firma dell'accordo tra l'assessorato al lavoro e le organizzazioni di categoria per gli ammortizzatori sociali a favore di 200 operatori del settore, il sindacato affida ad un comunicato tutto il suo disappunto per chiedere un incontro urgente con il Presidente Soru.

«Ciò è necessario considerata la mancanza di risultati concreti nel confronto con l'Assessore del Lavoro e della Formazione Professionale, che, peraltro, con le sue ultime dichiarazioni relative all'applicazione della cassa integrazione ai lavoratori del settore, lascia ad intendere conclusioni positive che non esistono». Eppure solo ieri sembrava che il clima fosse destinato a distendersi: dopo i primi il via alla cassa integrazione per i primi 200 operatori della formazione, un nuovo documento per altri 100 sarebbe stato sottoscritto nei prossimi giorni.

Ma dopo la presunta svolta di lunedì, come un fulmine a ciel sereno è arrivata l'ennesima sfuriata dei sindacati confederali: «Va affermato con forza che, mentre abbiamo accettato l'applicazione della cassa integrazione per tutto il personale della legge 47, purché inserito in una prospettiva di riqualificazione e reinserimento, respingiamo l'uso della cassa integrazione per il personale della legge 42, che dovrebbe essere inserito nella lista speciale regionale fin dal 1 gennaio 2008».

«Non uno degli impegni assunti dalla Regione - scrivono nella nota Cgil, Cisl e Uil - è stato attuato: non c'è Piano di Formazione, non c'è reale collocazione del personale della legge 42 nella lista speciale prevista dalla Finanziaria regionale 2008, con tutte le connesse garanzie economiche e giuridiche. È inaccettabile che fra le misure previste negli accordi siglati a suo tempo, l'unica rimasta in campo sia lo strumento della cassa integrazione, con uno stipendio ridotto per i lavoratori: lo leggiamo come un sostanziale disimpegno della Regione da ogni onere finanziario. Per questo lo stato di mobilitazione della categoria resta alto a sostegno della richiesta di incontro con il Presidente della Regione, dal quale ci si attende che sortiscano definitive e conclusive risposte ai problemi».

(red)


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