mercoledì 14 maggio 2008
di Giùliu Kerki*
Sardegna, maggio 2008, i politici sardi del centro-destra e del centro-sinistra sardisti piangono, si sentono abbandonati da mamma Italia, non si sentono stimati: nessun rappresentante sardo nel Governo italiano salvo uno.A lungo i paggetti del Cavaliere hanno sperato in un dicastero che non è arrivato. Poi hanno sperato - invano, come abbiamo visto - in un posto da vice, in un posticino da sotto-sottosegretario. Neppure questo è arrivato. Adesso attendono che si guasti la lavatrice a villa Certosa per essere assunti come elettrodomestici.
Calvisi (Pd) dice che si aspetta cose ben peggiori da questo Governo. Il peggio non finisce mai e Calvisi (grande esperto in materia) lo sa bene. Noi aspettiamo che passino i titoli di coda per scrivere la parola fine a questa tragedia a cui assistiamo inorriditi ad ogni tornata elettorale.
iRS, indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, alla vigilia delle elezioni italiane disse che non avrebbe partecipato ad un gioco fatto con regole truccate ed ha avvisato i sardi: non andate a votare, questo gioco ha regole studiate per far perdere la Sardegna, sempre. Per questo oggi, dopo le elezioni, siamo qui a ricordare ai sardi che per l'ennesima volta hanno perso l'occasione per dimostrare che possiamo dettare noi le regole del gioco e che con un po' di coraggio queste scene potranno non ripetersi in futuro.
iRS, come annunciato, ha già cominciato la sua campagna politica per le elezioni sarde del 2009, le nostre elezioni politiche nazionali. Quelle che chiameranno i sardi a scegliere con il voto, non tra la destra o la sinistra sardiste bensì tra il continuare a frustrarsi votando ancora per chi non ci può e non ci deve rappresentare o il trovare la consapevolezza che con le nostre forze, con il nostro coraggio, con la nostra capacità di creare, inventare e fare possiamo posare la prima pietra per il grande edificio della futura Repubblica sarda indipendente. Sono seicento anni che i sardi si fanno governare da altri, se sono stanchi, se credono di essere come tutti gli uomini della terra, nè inferiori nè superiori a nessun'altro, allora trovino la forza di dire basta. Noi ci siamo già e li aspettiamo per costruire insieme l'indipendenza del nostro popolo.
*Rappresentante iRS-Disterru
Assemblea Natzionale di iRS
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