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martedì 13 maggio 2008

Sardegna mai così penalizzata
da 15 anni come ministri e vice

di Elvira Corona

Giuseppe Cossiga, neo-sottosegretario alla Difesa, è l'unico rappresentante sardo nel nuovo governo Berlusconi. Risultato peggiore - dalla seconda repubblica ad oggi - si era registrato solo con il governo Dini (dal 17 gennaio 1995 al 17 maggio 1996), dove neppure un politico isolano era presente nella squadra di governo. Un netto ridimensionamento rispetto ai cinque sottosegratari e un ministro del precedente governo Prodi. Certo è vero che anche il numero di ministeri è stato sforbiciato, ma un solo sardo tra i 37 sottosegretari, i 12 ministri con portafoglio e i 9 senza, è innegabilmente uno schiaffone al centrodestra sardo.

Andando indietro nel tempo, si può notare come anche in passato il Cavaliere non abbia mai tenuto in grande considerazione i politici sardi del Polo per affidar loro responsabilità di governo. Nel secondo e terzo governo (rispettivamente dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005 e poi sino al 17 maggio 2006 ) solo Giuseppe Pisanu - all'inizio del dicastero-fantasma sul controllo del programma, quindi miracolato in corsa e passato agli interni dopo le forzate dimissioni di Scajola che aveva dato del “rompicoglioni” al prof. Biagi ucciso dalle Bri - e Salvatore Cicu, sottosegretario alla difesa, hanno beneficiato di due mandati. Cicu fa la sua prima comparsa a Palazzo Chigi nel primo governo Berlusconi (dal 10 maggio 1994 al 17 gennaio 1995), scelto come sottosegratario al tesoro, insieme ad altri due sardi, Gianfranco Anedda sottosegratario del ministero di grazia e giustizia, e a Carmelo Porcu, sottosegretario al lavoro e previdenza sociale. Allora anche a capo del ministero senza portafoglio per gli italiani all'estero c'era un sardo, Sergio Berlinguer.

Dal 1993 a oggi i governi più generosi di poltrone con i sardi sono stati senza dubbio i governi guidati da Romano Prodi. Il primo (dal 17 maggio 1996 al 21 ottobre 1998) contava Luigi Berlinguer come ministro all'istruzione e quattro sottosegretari: Giorgio Macciotta al tesoro, bilancio e programmazione economica (quasi un ministero “pesante”, molto valorizzato da Ciampi tutola dell'economia), Giovanni Marongiu alle finanze, Salvatore Ladu all' industria commercio e artigianato e Antonello Cabras al commercio con l'estero. Ma già governo Ciampi del 1993, la rappresentanza sarda era ben più e influente. Ministri, oltre lo stesso Luigi Berlinguer, anche Paolo Savona all'industria , e Giorgio Carta ai trasporti, Giorgio Carta.

Il primo governo D'Alema (dal 22 dicembre 1999 al 25 aprile 2000) riconferma Berlinguer alla pubblica istruzione e affida a Oliviero Diliberto il dicastero di grazia e giustizia. Con tre sottosegretari: ancora Giorgio Macciotta al tesoro, Cabras al commercio con l'estero e Valentino Martelli agli esteri. Nel D'Alema bis, stessi due ministri, sottosegretari ancora Macciotta e Salvatore Ladu: quest'ultimo che manterra l'incarico ai lavori pubblici anche nel governo Anato fino al 2001.

Ma è stato l'ultimo governo Prodi ad avere il più alto numero di sardi al governo: Arturo Parisi era ministro della difesa, Gian Piero Scanu sottosegratario aiforme e Innovazioni nella pubblica amministrazione, Antonangelo Casula all'economia, Emidio Casula alla difesa, Bruno Dettori all' ambiente e Luigi Manconi alla giustizia.


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