sabato 10 maggio 2008
di Milena Fadda
Si apre all'insegna della programmazione interistituzionale, la Settimana della cultura scientifica, organizzata dall' Università di Cagliari e in calendario tra il 12 e il 17 maggio.
A fare da sfondo all'evento, l'accordo istituzionale sottoscritto tra ministero per l'Università e ricerca, presidenza della Regione Sardegna e rettori degli atenei sardi, volto a un miglioramento globale dell' offerta formativa
.Così quanto emerso dagli obiettivi condivisi durante la conferenza Internazionale per la ricerca (Cagliari, aprile 2008) e dall' articolo 4 della Finanziaria regionale 2008, con cui si intende agevolare le sinergie tra università diffusa, Centro Sardegna ricerche e enti locali.
Infatti il protocollo, infatti, partendo da una razionalizzazione delle risorse economiche, si prefigge la missione ultima della competitività del polo universitario isolano. Il rilancio può prendere avvio proprio da una stretta collaborazione scientifico-organizzativa tra i due atenei sardi, avviata con l'intervento di Polaris, sensibile contributo a un'interazione didattica mirata a coinvolgere l'intero territorio sardo.
Al riguardo, il Rettore Pasquale Mistretta sottolinea la possibilità di unificazione dei corsi di specializzazione di Cagliari e Sassari (nella fattispecie: SSIS e Medicina), per una migliore interazione tra offerte formative, oltre che in funzione di una (mai secondaria) contrazione dei costi. Altro fattore considerevole per la messa sul mercato delle competenze degli studenti sardi, è il valore aggiunto rappresentato dall' internazionalizzazione quale scambio e rinnovamento di saperi.
Partendo dai 50 milioni di euro sottoscritti la settimana scorsa nel protocollo d'intesa Stato-Regione, la presidenza della Giunta intende finanziare anche la ricerca scientifica di base. E il nodo cruciale si identifica sempre e comunque nell'investimento tecnologico, di stampo informatico, stavolta.
La dotazione di nuove aule informatiche, l'ampliamento del servizio di tutorato e orientamento e la costituzione della Biblioteca scientifica regionale, sono già in parte integrante della Finanziaria regionale 2007.
Cinquanta milioni vitali, in ogni caso, per risollevare le quotazionii della terzultima università italiana (17esima su 19, nelle graduatorie internazionali di Shanghai e Taiwan, basate su parametri di efficienza, spese per l' innovazione, iter di collocamento degli uscenti dai corsi di laurea), che, a dispetto di quel famoso 94% dei fondi organizzativi destinati a coprire le retribuzioni di personale docente e non, andranno a collocarsi a beneficio della ricerca scientifica. Che da qualche anno in Sardegna si sostiene grazie ai progetti Prime, ai fondi comunitari e ai finanziamenti provenienti dai percorsi formativi attivati a livello interministeriale.
Primo destinatario del sostegno regionale è, non casualmente, il programma visiting professors (destinati, tra il 2007 e il 2008 complessivamente 5,5 milioni di euro, dalla Finanziaria 2007) con cui da qualche anno si dispone delle competenze straniere e che ha visto quadruplicare in un solo anno gli aderenti al progetto (da 50 a 200 tra 2007 e 2008, passando dai 250 mila euro di finanziamento del 2007 al milione e 128 mila dell'anno in corso).
Ma la direttrice dell'innovazione passa anche per la programmazione territoriale. Tra le esigenze dell' università di Cagliari si sottolinea la necessità di interazione con l'habitat urbano; alla luce del fallimento dell' impresa di “campus naturale” già individuato nella cittadella di Monserrato.
La proposta obbligata è adesso quella della riqualificazione delle aree dismesse del centro storico, e, PUC permettendo, il sindaco Floris si è già dimostrato favorevole all' iniziativa.
Investimenti sul lungo periodo (8-10 anni), interazione pubblico-privato, università diffusa, territoriale ma anche internazionale sono i temi caldi della settimana scientifica, come dimostra la dislocazione degli eventi in scaletta. Si partirà da Cagliari per toccare Carbonia, Nuoro, Iglesias e Oristano.
Università glocal, binomio di globale e locale, il canto del cigno del rettore Mistretta. In grande spolvero nella conferenza stampa di presentazione delle “Settimana” mentre nell'ateneo divampa sottotraccia o apertamente la competizione per la nomination del “Magnifico” che lo governa da 17 anni. Ma Mistretta, rispondendo ad alcune domande, è entrato anche nel merito di questioni di grande attualità. No alla demolizione, ma piuttosto una riconversione dei palazzi del quartiere di Sant'Elia. È la posizione del Rettore che ha proposto un'operazione di riqualificazione degli edifici distante da quelle ipotizzata nell'Accordo di programma per il quartiere. “Trentacinque anni fa Sant'Elia venne costruito su progetti dell'architettura duplex, con un sistema che oggi, però, non risulta più funzionale poichÈ, nel frattempo, è cambiata la tipologia abitativa con appartamenti non più occupati da famiglie numerose bensì da nuclei familiari con pochi componenti”, ha precisato facendo leva sulla sua personale esperienza da urbanista. “Sarebbe meglio riconvertire i metri quadri, piuttosto che demolire tutto”, ha aggiunto chiarendo la sua posizione “minimalista” ma più rapida e rispettosa della tipologia del quartiere. Riguardo, invece, la questione “Campus universitario” di viale La Playa, la cui costruzione è anch'essa prevista nell'Accordo di programma siglato tra Comune e Regione, il Rettore propende per un “contenitore inserito in un contesto più autosufficiente, con all'interno spazi per le attività sportive altri servizi, per la distanza che separa la localizzazione del campus dal resto della città”.
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