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venerdì 9 maggio 2008

Il Cavaliere non risparmia sui ministri
con Calderoli alla Semplificazione
siamo serviti: è l'Italia in salsa leghista

di Andrea Pusceddu

Che non si dica che Berlusconi è uno che si risparmia.

Aveva promesso un governo con dodici ministri, forse sedotto dalla similitudine apostolica, ma ha alla fine deciso di superare se stesso con ventuno ministri. Dodici apostoli e nove discepoli senza portafogli, che tanto per le spesucce basta quello del capo. La prima delle promesse elettorali è quindi già carta straccia. Ma quello che davvero fa sorridere è come, sino a qualche settimana fa, tutti gli esponenti del PDL si facessero grandi risate a proposito dei ventisei ministri del governo Prodi. Adesso invece, continuiamo ad avere il misterioso "Ministero per l'attuazione del programma", e guadagniamo pure quello dei rapporti con le Regioni.

Nonostante i tempi relativamente brevi ed una sostanziale tenuta esteriore della compagine vincente, sono comunque filtrate in alcuni momenti delle tensioni -piuttosto tangibili- relativamente alla formazione del Governo. Eppure, se si guardassero i numeri, sembrerebbe piuttosto difficile capirne il perchè. L'alleanza tra PDL e Lega ha vinto di larga misura sia alla Camera che al Senato, e questo nonostante la forte asimmetria congenita nel Porcellum.

Due sono i motivi principali. Da un lato la vittoria della Lega Nord - andata al di là di qualunque aspettativa - che ha senz'altro scombinato gli equilibri all'interno della nuova maggioranza, e dall'altro il fatto che il Popolo delle Libertà sia un partito unico solo esteriormente, ma deve giocoforza sottostare ad un rigoroso Cencelli ripartitivo tra Alleanza Nazionale e Forza Italia. Non va comunque taciuto che -se il PD avesse vinto- ci sarebbe stato lo stesso meccanismo tra ex Margherita ed ex DS.

Leggendo qua e là le cronache politiche è ricorrente un giudizio: questa volta il governo Berlusconi non ha scuse, deve per forza riuscire. In realtà tutti sembrano dimentcare che nuovo premier ha già governato con una maggioranza solidissima per un quinquennio praticamente ininterrotto. Ha avuto tutto il tempo di affrontare il problema Alitalia (che era emergenza già da allora), quello dello smaltimento dei rifiuti in Campania (che non è certo sorto nel 2006), il problema dei salari. Ha preferito dedicarsi ai falsi in bilancio ed agli spot TV. Speriamo il nuovo Governo possa aver maggior fortuna visto i mezzi sono gli stessi di quello precedente.

Noi, comunque, abbiamo già il nostro dicastero preferito. È il Ministero per la Semplificazione, assegnato fortunatamente ad un tecnico, Calderoli. È senz'altro la persona più adatta, del partito più adatto.È da molti anni, infatti che la Lega ci ha abituato a risposte semplificate per problemi complessi:

C'è la crisi delle medie industrie italiane? Colpa dei Cinesi.

Criminalità? Colpa dei Rumeni.

Prostitute nelle strade nel verde nord? Colpa delle negre che ci battono (e non dei celtici che le caricano in macchina).

Spesa pubblica? Colpa dei terroni. e di Roma ladrona.

Terrorismo? Chiaramente colpa degli islamici (o arabi, musulmani, chiamateli come vi pare ma sempre quelli sono, signora mia).

Da oggi possiamo dormire con la serenità di chi sa che non esisterà più un problema troppo complesso da non poter essere banalizzato dall'apposito ministero.


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