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venerdì 9 maggio 2008

Limba Sarda Comuna: scelta politica
tra logudorese e campidanese
contro la divisione ufficiale dei sardi

di Giovanni Lupinu

È importante e necessaria una precisazione in relazione al dibattito sulla cosiddetta Limba sarda comuna. Capita spesso di sentire o leggere che questa varietà sperimentale di sardo scritto è stata selezionata dalla Commissione tecnico?scientifica che il Presidente Soru nominò nel 2005, sicché il merito (o, secondo altro punto di vista, la colpa) di tale scelta sarebbe da ascriversi per intero a tale organismo. Sembrerebbe quasi che il Presidente si sia limitato a recepire dei suggerimenti alla cui base stava un ragionamento scientifico condiviso.

Debbo affermare con decisione che le cose non sono andate precisamente in questo modo. Nella prima riunione della Commissione (il maggio o il giugno del 2005, non ricordo con precisione) tutti i componenti della stessa furono richiesti dal Presidente Soru di un parere circa la varietà da selezionare per gli usi della RAS: facendo séguito a un intervento del prof. Giulio Paulis di segno analogo, sottolineai che in Sardegna, allato di una frammentazione dialettale marcata negli usi orali, sono sempre esistite delle tendenze centripete che hanno portato ben presto alla fissazione di un logudorese e di un campidanese “illustri”, che hanno prodotto una ricca documentazione (opere letterarie, lessicografiche, grammaticali, catechismi etc.). Sono fatti ben presenti alla percezione dei parlanti, abituati, giusto per fare un esempio, a sentire le gare poetiche in un codice che non esitano a definire “logudorese”. Cose note a tutti.

Al di là di questo, va detto che nell'occasione ricordata la prospettiva di un doppio standard fu esclusa dal Presidente in persona, per ragioni politiche (sulle quali non ho competenza a entrare, se non come cittadino): affermò, infatti, che la selezione di un doppio standard avrebbe certificato la divisione dei Sardi. Della seduta dovrebbe esistere registrazione.

In breve, quello che mi preme dire è che la selezione di uno standard unico -comunque la si voglia pensare al riguardo- è stata una decisione politica: aggiungo anche che io, personalmente, non ho mai lavorato, neppure un minuto, alla definizione della LSC, preferendo concentrare i miei sforzi sull'indagine sociolinguistica che si doveva ancora svolgere (la quale, fra l'altro, conteneva pure alcune domande, volute espressamente dal Presidente Soru, che avrebbero dovuto orientare la scelta dello standard: delle risposte a esse, evidentemente, non si poté tener conto).

Al di là della polemica che un simile dibattito non cessa di suscitare, ritengo sia giusto non usare la Commissione a suo tempo nominata come un parafulmine: al suo interno, infatti, erano presenti posizioni scientifiche diversificate che sono state portate a sintesi solamente in sede di decisione politica.


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