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venerdì 9 maggio 2008

Emilio Floris dice sì al Campus
impianti sportivi e servizi
repliche a Soru che lo incalza

di Cinzia Isola

La lettera di riconciliazione non c'entra. E di certo non c'è stato un improvviso raptus di cortesia istituzionale. Soru lo incalza, Floris fa resistenza passiva. Ma passo dopo passo, progetto dopo progetto, tutti i piani dell'Accordo di programma sembrano in fondo in fondo potersi realizzare. La contrapposizione ideologica non ha fatto mettere la prima pietra, ma non ferma i piani della Regione.

Gli stessi che potrebbero solo arricchire la città, anche se si tirano fuori pinicche di ogni genere. Dopo la riqualificazione di Sant'Elia, il porticciolo, il Betile che comunque sarà realizzato come progetto dello Stato, ora tocca al Campus. Anche qui, solo problemi tecnici. «C'è la volontà di trasformare l'accordo politico in atto amministrativo ma solo a condizione che si realizzi un campus universitario e non una semplice casa dello studente costretta tra un supermercato e la biglietteria del Cagliari Calcio».

Avrebbe dichiarato il sindaco Floris a margine della presentazione del corso di formazione "Giovani e Istituzioni". «La nostra disponibilità era stata data solo a fronte dell'utilizzo di aree che le Ferrovie stavano dismettendo da destinare alla nascita di impianti sportivi e per ampliare l'offerta di servizi agli studenti», ha precisato il primo cittadino ricordando che, in base agli accordi, intorno al campus dovrebbe sorgere anche una zona verde di rispetto da sottrarre, anche in futuro all'edificabilità.

Chissà quando finirà questa telenovela politica spacciata per tensione tecnica: «L'intesa con il presidente della Regione Renato Soru - ha ribadito - aveva come base l'acquisizione di terreni limitrofi all'area del campus di proprietà delle Ferrovie, da destinare alla realizzazione di spazi per attività sportive. Se è una casa dello studente, concepita come una semplice colata di cemento senza nulla attorno, altro non È che un tornare indietro».

Ma davvero qualcuno crede che la Regione abbia parlato di “Campus” per poi realizzare un parallelepipedo di cemento con delle cellette-letto per gli sfortunati studenti fuori sede? Un'opera che è stata sottoposta alla progettazione niente di meno che all'architetto Paulo Mendes da Rocha? E come sostenere che l'accordi di programma rischia di saltare per motivi “tecnici”: insomma che la politica non c'entra.

Tuttavia le dichiarazione di Floris lasciano ben sperare in una ripresa delle trattative. Forse il messaggio di Soru (progetto per progetto le cose si faranno), ha messo alle corde il Sindaco: una compartecipazione è sempre meglio dell'oscuramento totale. Con la Regione che governa per fare e un Comune che preferisce fare le pulci a progetti cornice di un Accordo complessivo da 250milioni di euro.


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