giovedì 8 maggio 2008
di Cinzia Isola
Caro Emilio ti scrivo: prendi carta e penna e pensa tu a un nuovo accordo di programma per Sant'Elia. Soru non ci sta a perdere tanti soldi in un colpo solo, per un «momento di follia istituzionale». Il presidente della Regione sentito in audizione dalla commissione Lavori pubblici presieduta da Stefano Pinna (Pd), si è detto convinto che nulla è perso e che la mancata ratifica da parte del Consiglio comunale del capoluogo sardo entro trenta giorni dell'accordo di programma firmato da lui e dal sindaco di Cagliari rallenterà i lavori ma i progetti per Sant'Elia andranno avanti lo stesso separatamente.
«Un momento di follia istituzionale da parte di tutti cui deve porsi rimedio per il bene della Sardegna e di tutti i sardi. Non possiamo perdere 232 milioni di euro. Per questo scriverò al sindaco di Cagliari per stabilire la data di un nuovo incontro per riscrivere un nuovo accordo di programma». Tempi più lunghi, quindi. Ma la Regione non intende rinunciare ai progetti di riqualificazione di Sant'Elia, il campus universitario, il porticciolo e il Betile.
E proprio a proposito del museo, Soru ha ricordato che dovrà essere terminato entro il 2011 perché è coofinanziato dallo Stato ed è stato inserito tra le opere realizzate per i 150 anni dall'unità d'Italia. Anzi, il Betile -ha spiegato- sarà l'opera più importante di questo avvenimento nazionale e all'interno del nuovo museo è previsto anche l'allestimento di una mostra sul periodo nuragico che da Cagliari si sposterà in tutta Europa».
Il presidente ha ribadito in commissione un concetto già espresso in occasione degli incontri con gli abitanti: il quartiere di Sant'Elia non è un problema per la città ma una grande opportunità. Amareggiato, Soru, ha constatato: «Se due istituzioni non si mettono d'accordo per spendere 232 milioni di euro per il bene della Sardegna c'è un problema di fondo». E senza indicare colpevoli si è detto deciso a riprendere con ogni mezzo a riprendere il dialogo con il Comune di Cagliari, per cercare di far andare avanti i progetti nella maniera più spedita possibile. Il vicepresidente della commissione Giovanni Pileri (Fi) ha ribadito la necessità che su questi temi la Regione e il Comune debbano procedere insieme e ha auspicato che si apra immediatamente un tavolo istituzionale tra Comune di Cagliari e Regione per definire un nuovo accordo di programma.
L'esponente “azzurro” ha parlato di stop tecnico e non politico da parte del consiglio comunale di Cagliari. Alcuni aspetti progettuali dell'accordo -ha detto- possono aver portato l'amministrazione comunale a voler sospendere momentaneamente il contratto per un maggiore approfondimento. Una difesa d'ufficio che non convince. Chicco Porcu (Pd) si è detto preoccupato per le aspettative create e ha ribadito la necessità di portare a termine i progetti. Giuseppe Fadda (Sinistra autonomista) ha avanzato l'ipotesi di convocare in audizione il sindaco Emilio Floris per chiedere le ragioni della mancata ratifica. Salvatore Mattana (Pd) ha detto che l'accordo di programma è stata una scelta opportuna e appropriata.
Marco Espa (Pd) ha affermato che la scelta fatta dalla Regione su Sant'Elia è di alto profilo culturale. Giuseppe Pirisi (Pd) ha ribadito che non è ammissibile bloccare delle opere di questa natura e ha detto che l'audizione del sindaco in commissione sarebbe impropria in quanto l'organismo consiliare non ha poteri ispettivi. Pirisi ha auspicato l'approvazione da parte della commissione Lavori pubblici di una risoluzione per tentare di far andare avanti i progetti. Più duro l'intervento di Elia Corda (Pd) che ha parlato invece di “pregiudizio politico” da parte di chi non ha voluto ratificare l'accordo di programma. Per il commissario Eugenio Murgioni (Fortza paris) la riqualificazione di Sant'Elia deve andare avanti mentre Mario Diana (An) ha ribadito che è necessario tener conto del fatto che c'è un accordo di programma e che è utile approfondire le ragioni per cui non è stato ratificato.
Oggi, a partire dalla 11.00, nuova riunione della commissione Lavori pubblici.
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