giovedì 8 maggio 2008
di Marco Murgia
Copione rispettato: Antonio Biancu è il nuovo capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale. Nominato all'unanimità, secondo gli accordi presi in occasione della scelta di Siro Marroccu, l'ex capogruppo della Margherita rileva il collega appena eletto deputato: ma l'uomo di Villacidro resterà al suo posto nella assemblea di via Roma almeno sino all'approvazione della legge di riforma sui consorzi industriali e su quelli di bonifica. Soprattutto la prima costituirà il vero banco di prova per la tenuta del gruppo: perchè con l'elezione di ieri, arrivata al termine di un incontro durato una manciata di minuti, cambiano anche i rapporti interni.
Biancu, impiegato 60enne di Baressa, era stato insieme ai colleghi di partito Cuccu, Cucca e Sabatini (tutti ex Margherita) e Cherchi (ex Ds) l'oppositore principale della proposta della Giunta sulla riforma dei consorzi. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, l'accordo tra le anime del partito non c'è: l'unica cosa certa è che si avvicina la scadenza dei 150 giorni stabiliti in Finanziaria per l'approvazione della legge. A oggi ci lavora la commissione industria: c'è la data ma mancano i contenuti.
Poi i volti nuovi: negli equilibri interni peseranno anche quelli. Beniamino Scarpa, entrato nel Pd direttamente dai banchi del Psd'Az, mantiene una posizione equidistante: «Sono qui per lavorare per il partito, dentro e fuori il Consiglio regionale». I due in partenza per Roma -Marroccu e Francesco Sanna- fanno parte dell'area legata al presidente Soru. A sostituirli, nel rispetto delle vecchie compagini, saranno Tarcisio Agus, primo dei non eletti nelle liste Ds del Medio Campidano ed ex sindaco di lungo corso a Guspini: di sicuro affidamento per i soriani; e Giovanni Tocco, medico al Sirai di Carbonia, già assessore comunale nella giunta di Tore Cherchi: primo tra i non eletti della Margherita e margheritiano di ferro. Che non siano calcoli inutili è un dato di fatto. Soprattutto se è vero che sino a due giorni fa i dubbi sull'elezione di Biancu erano ancora tutti in piedi: riguardavano soprattutto le garanzie di rappresentatività che l'ex capogruppo della Margherita potrebbe dare, anche in termini di fedeltà al lavoro della Giunta.
Ieri il voto, unanime e senza nessuna discussione. Ad auspicarlo era stato il segretario del partito, Antonello Cabras. Un intervento di qualche minuto, prima dell'elezione, in cui si augurava che le modalità fossero uguali a quelle per la scelta di Marroccu. Allora copione rispettato, ma buono soprattutto per l'esterno: l'unità di intenti predicata da tutti è ancora da verificare. E proprio la discussione sui consorzi industriali sarà la prima prova impegnativa: se ne parlerà martedi o mercoledì prossimo, in occasione dell'ultimo incontro prima dell'assemblea regionale del dopo voto. All'ordine del giorno la nomina dell'ufficio di presidenza (richiesta ieri dall'ex capogruppo di Progetto Sardegna, Chicco Porcu) e un primo confronto sulle leggi da portare in assemblea. Ma l'appuntamento grosso è quello del 17: fissato all'Ala Birdi e non più a Tramatza. Nessuna scaramanzia, piuttosto una questione di comodità: l'incontro inizierà alle 10 del mattino e proseguirà sino a pomeriggio inoltrato, meglio un hotel di un distributore di benzina. Le poltrone, però, saranno ugualmente calde: l'analisi della sconfitta di aprile e le regionali del 2009 saranno gli argomenti clou. Per la prima volta fuori dalle stanze di palazzo e davanti ai delegati di tutta la Sardegna.
Continua la diaspora dall'ex partito di Clemente Mastella. I consiglieri regionali Sergio Marracini e Renato Lai ufficializzano oggi il loro passaggio all'Udc di Giorgio Oppi e Roberto Capelli. Dall'opposizione in maggioranza all'opposizione vera e propria: «Il percorso politico iniziato sei mesi fa, che ha dovuto subire un imprevisto rallentamento per lo scioglimento delle Camere e per conseguenza le elezioni anticipate», dicono, «affronta una tappa importante nella costituzione assieme agli amici dell'Udc della formazione del nuovo gruppo in Consiglio Regionale dell'Unione di Centro. Questo è uno degli obiettivi raggiunti con la consapevolezza che l'abbattimento di alcune barriere di vecchi partiti, potrà portare anche altre forze politiche a partecipare a questa convergenza che si pone come riferimento di quei cittadini sardi che si riconoscono in una politica moderata, fatta di scelte nell'interesse reale della popolazione, non per speculazioni affaristiche, né tanto meno per costrizioni estremiste siano esse di destra che di sinistra».
Vere e proprie dichiarazioni programmatiche: «Ci poniamo come vera forza di Governo, di equilibrio, di guida e di stabilità per tutti i sardi che sono rimasti delusi da una politica fatta di slogan, di spot pubblicitari, e di mancata trasparenza amministrativa. L'Unione di Centro trova in Consiglio Regionale, oltre a noi, altri quattro consiglieri: saranno aperti alle problematiche della gente e sapranno essere protagonisti per quella che è la singola storia di ognuno di loro, nel fare della politica un servizio per la gente».
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