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mercoledì 7 maggio 2008

Precari comunali sul piede di guerra
stabilizzata solo una minoranza
rabbia e disperazione contro il Comune

di Cinzia Isola

La guerra dei poveri sacrificherà sul terreno di battaglia nuove vittime in questo mondo del lavoro votato alla precarietà. La lotta per la stabilizzazione dei precari comunali non ha generato i frutti sperati: saranno una decina su quaranta quelli che possiedono i requisiti previsti dalla legge.

Per gli altri si apre un'altra stagione di lotta e disperazione, delusione e speranze tradite. Sulla stessa barca viaggiano altri “poveri”: le migliaia di giovani diplomati e laureati che attendono concorsi pubblici per potenziare quantitativamente e qualitativamente l'organico dell'amministrazione.

Da mesi in consiglio si parla di precari: numerose le incursioni fuori programma dei lavoratori. Disperazione e momenti di tensione si sono affacciati sui banchi dell'aula consiliare. Ieri era il giorno tanto atteso per la discussione e l'eventuale documento che avrebbe ridato speranze a tante famiglie.

Il clima era surriscaldato più che mai: lasciati a fare anticamera fuori del cancello municipale, la rabbia dei precari è lievitata: mentre una delegazione otteneva l'autorizzazione a varcare la soglia del Comune, il sindaco Emilio Floris, constatava l'assenza di un documento unitario e chiedeva la sospensione della seduta per una riunione di maggioranza.

Apriti cielo: non solo Floris non ha mantenuto la promessa di informare i precari sulla data di discussione della stabilizzazione, ma addirittura non esiste ancora un documento da votare. I lavoratori stanno raggiungendo l'aula quando Enrico, già protagonista di numerose dimostrazioni eclatanti, ha riproposto il suo cavallo di battaglia. A cavalcioni sul muro marmoreo che costeggia le scale è stato riacciuffato per un soffio dalle forze dell'ordine.

Bloccato a terra dalla polizia, Enrico ha urlato la sua disperazione: «Arrestatemi pure, è meglio: mangio, dormo e lavoro. Di sicuro quei contributi da detenuto valgono anche di più: io non ho più niente da perdere». Già, a parte la vita.

Immobilizzato e accerchiato dagli agenti, per la maggior parte impegnati a rasserenarlo, il precario è stato imbalsamato con delle cinghie di sicurezza e portato via a bordo di una barella dagli operatori dell'ambulanza chiamata dalla Polizia.

Nel mentre si dimena a intervalli regolari invocando la stampa, la Rai. E non si calmerà quando tentando di tranquillizzarlo gli diranno che c'è Videolina: «Quelli scrivono solo quello che vogliono», ha urlato. A fine serata, a seduta terminata, si ripresenterà in via Roma: più tranquillo ma sempre pronto a dare battaglia per veder riconosciuto il diritto al lavoro.

Intanto in consiglio, il cliché della forza dei numeri si è già consumato: bocciato l'ordine del giorno presentato da una parte del centrosinistra: un documento nel quale si impegnava il Sindaco e la Giunta a procedere all'adeguamento della dotazione organica predisponendo il piano del fabbisogno del personale (sia annuale che triennale) seguendo tre obiettivi:gestione all'interno dell'amministrazione comunale di tutte le funzioni di pianificazione e progettazione nei diversi settori di attività; potenziamento di profili professionali qualificati in grado di coprire croniche carenze; migliorare l'offerta qualitativa e quantitativa di molti servizi, come ad esempio gli asili nido.

Si richiedeva inoltre la verifica dei profili professionali in organico, con specifici processi formativi e di mobilità verticale e orizzontale; di avviare le procedure per specifici concorsi pubblici per la copertura dei profili non reperibili all'interno dell'organico attuale; definire la stabilizzazione del personale precario come previsto dalla Finanziaria sulla base del fabbisogno dei diversi profili. E ancora: rivedere radicalmente le modalità di gestione dei cantieri di lavoro per evitare modalità che riproducano continuamente il fenomeno del precariato valutando anche il possibile ruolo di multiservizi. Firmato: Ninni Depau, capogruppo Pd, Claudio Cugusi (Rc-sinistra europea), Massimo Zedda (Sd), Gialeto Floris (Idv) e Andrea Scano (Pd).

Documento bocciato con 9 voti favorevoli, 17 contrari e 3 astenuti. Passa invece l'ordine del giorno della maggioranza. «Premesso che con il programma elettorale della coalizione del sindaco Floris e, altresì, con le dichiarazioni di Governo approvate dal Consiglio comunale, si è assunto l'impegno di procedere alla stabilizzazione dei lavoratori precari. (....), impegnano il sindaco e la Giunta ad attivare in tempi brevi le procedure, secondo quanto previsto dalla deliberazione n.80, di cui in premessa, affinché siano rese note le modalità e la tempistica della stabilizzazione dei lavoratori precari aventi diritto, dell'espletamento dei concorsi conseguenti e delle progressioni verticali».

Ed ecco le note dolenti: per la stabilizzazione è necessario possedere i requisiti richiesti dalla norma inserita nella Finanziaria 2007 relativa al precariato e riproposta anche in quella attuale: aver lavorato al Comune per almeno 36 mesi negli ultimi cinque anni. Una discriminazione vissuta da molti precari come ingiusta. Per loro, la valutazione dovrebbe considerare lo “storico” e non gli ultimi cinque anni.

Potrà infatti accadere che per pochi giorni lavorativi, qualcuno perderà il treno dell'assunzione. Mentre i più fortunati, impegnati assiduamente negli ultimi anni, avranno la meglio. Un sistema tampone, quello del precariato all'interno dei cantieri regionali, che si sta rivelando un problema di difficile gestione: ogni anno si rinnovano insieme ai micro e macro contratti le speranze dei lavoratori che intravedono nel lavoro a tempo, un futuro da stabili dipendenti della pubblica amministrazione.


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