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martedì 6 maggio 2008

Prestito di 300 dalla Banca Europea Terna
per cavo sotteraneo dell'alta tensione
struttura dei primati tra Sardegna e penisola

Terna ha firmato un accordo con la Banca Europea di Investimenti (Bei) per un prestito da 300 milioni di euro per la costruzione di un cavo sottomarino ad alta tensione, in corrente continua a 500 kV, tra la penisola e la Sardegna, il Sa.Pe.I. Il nuovo collegamento, spiega una nota dell'azienda, ha numeri da record: 1.600 metri di profondità, la più alta mai raggiunta al mondo per la posa di un cavo sottomarino, con una capacità complessiva di mille MW e un tratto sottomarino di 420 km per un investimento complessivo di 700 milioni di euro. Il prestito avrà una durata di venti anni e sarà rimborsato in rate semestrali a partire dal quinto anno. Le condizioni economiche sono "molto competitive e prevedono un costo annuo del finanziamento pari al tasso Euribor 6 mesi, maggiorato di un margine di 5 punti base".

Il Sa.Pe.I., ha commentato l'ad Flavio Cattaneo, “guida il piano delle opere strategiche programmate da Terna e sarà la più importante infrastruttura di rete mai realizzata in Italia grazie a numeri da primato, sia in investimenti che in tecnologia, nonchè per i benefici in termini di sicurezza per l'intero sistema elettrico italiano”.

Il Sapei, questo l'acronimo del nuovo collegamento (Sardegna PEnisola Italiana), ha numeri da record: un cavo lungo 420 chilometri con una capacità complessiva di 1.000 MW appoggiato sul fondo del mare a 1.600 metri di profondità, mai raggiunta nel mondo per la posa di un cavo sottomarino. È previsto un investimento complessivo di 700 milioni di euro. Con i suoi 420 km di cavo, Sapei è anche la più lunga linea elettrica mai realizzata in Italia e il secondo collegamento più lungo al mondo, inferiore solo a quello tra Olanda e Norvegia. Autorizzato in soli 12 mesi, anche questo un record, i lavori -sottolineano a Terna- sono stati avviati a ottobre del 2006 con indagini geofisiche e geotecniche sul fondale marino dove dovrà essere posto il cavo.

Sono in corso le attività di posa dei primi 150 km di cavo del tratto in alto fondale. La tempistica generale dei lavori prevede il completamento della prima parte del cavo, con un funzionamento dell'impianto a metà potenza (500 MW) entro la metà del 2009, ed il completamento della seconda parte entro il 2010. In totale, finora, sono stati prodotti 300 km di cavo del primo polo, i restanti 120 km sono in corso di produzione. Completate, inoltre, le attività di progettazione e qualifica delle stazioni di conversione per le quali sono in corso le realizzazioni delle apparecchiature principali il cui inizio dei montaggi è previsto a febbraio 2008, in linea con i tempi programmati. Il nuovo collegamento - spiegano a Terna - “garantirà un forte aumento della sicurezza del sistema elettrico sardo (i 1.000 MW del SAPEI corrispondono a oltre il 50% del fabbisogno dell'isola) e la possibilità di esportare verso il continente produzione termoelettrica più efficiente (1/3 delle centrali elettriche è alimentato a carbone) prodotta da fonti rinnovabile, in particolare eolica, in forte sviluppo. Sapei offrirà l'opportunità agli operatori elettrici della Sardegna di partecipare con minori vincoli di scambio alle contrattazioni del Mercato Elettrico garantendo allo stesso tempo maggiore flessibilità e sicurezza di esercizio del sistema e la possibilità di far fronte alla dismissione, prevedibile nei prossimi anni, dell'attuale collegamento a 200 kV in corrente continua tra Sardegna, Corsica e Italia (SA.CO.I.), per l'obsolescenza del cavo che è in esercizio da oltre 40 anni”. Sul fronte ambientale, in particolare, “è stato attivato un programma di monitoraggio sullo stato di salute della 'Posidonia oceanicà, pianta acquatica che costituisce il più importante ecosistema del mare Mediterraneo”. Terna ha anche revisto interventi di riqualificazione ambientale nel Parco del Foglino.

(red)


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