domenica 4 maggio 2008
Durissima, immediata replica di Renato Soru a Paolo Vella, ex dirigente dell'Ufficio del paesaggio di Sassari fino al 2004, messo in lista ed eletto tra i “paracadutati” del Pdl in Sardegna con Barbareschi, Saltamartini, Testoni e altri. Siciliano residente da molti anni in Sardegna, Vella in un uina compiacente intervista a L'Unione Sarda ha dichiarato di essere stato allontanato dall'incarico per intervento di Soru dopo la sua elezione. In realtà ci fu un contenzioso legale per un ricorso presentato da un un collega di Vella. Ma ben altro emerse da inchieste giornalistiche del tempo su Vella. Gian Antonio Stella, autore de “La casta” e ora de “La deriva” documentò sul Corriere della Sera che Vella aveva approvato i progetti di ampliamento di Villa Certosa, poi in realizati abusivamente (la licenza edilizia del Comune di Olbia fu firmata quando i lavoro erano stati completati e presentati in riviste di architettura) mezz'ora dopo la presentazione nell'ufficio che dirigeva, senza alcuna vrifica sul campo che risultasse documentata. Queste affemazioni, più volte riportate dal prestigioso giornalista in varie pubblicazioni, non sono masi tatet smentite in tanti anni da Vella, che ora -al riparo dell'immunità parlamentari- lancia accuse a man salva. Sul solito quotidiano che lo presenta come perseguitato benché a suo tempo la vicenda e il ruolo di Vella avessero avuto ampia e mai rettificata risononza. Sull'intera vicenda di Villa Certosa è del resto in corso un procedimento giudiziario. Ma l'architetto-deputato, voluto in lista da Berlusconi benché ignoto anche ai forzisti sardi tranne per le sue frequentazioni nella villa del Cavaliere, si esibisce subito in una ritorsione verbale contro Soru: dovrà risponderne in sede giudiziaria, se mai sarà concessa l'autorizzazione della Camera. Soru ha infatti annunciato querela. Da registrare che mai Vella, in quattro anni, aveva rilasciato pubbliche dichiarazioni di queste tono sull'episodio. Da deputato è più facile, sotto la copertura del Cavaliere e del quotidiano che finge di ignorare tutti i precedenti, benché noti e rintracciabili. Comunque immediata la reazione di Soru. “Il neodeputato Vella inizia da subito a pagare il prezzo per il suo facile ingresso in Parlamento calunniando il Presidente della Regione. Egli sostiene di essere stato chiamato ad un colloquio nel quale gli sarebbe stata comunicata la mia decisione di allontanarlo dall'incarico di responsabile dell'Ufficio tutela del paesaggio di Sassari perché amico di Berlusconi. È del tutto falso e persino ridicolo immaginare che chiunque possa, per ovvi motivi anche sindacali, parlare in quel modo”.
“Vero è che l'ex direttore Vella è stato allontanato per le tante segnalazioni di irregolarità e perché è giusto che nessuno sia responsabile per troppo tempo di uno stesso incarico, per giunta così delicato e con molti spazi di discrezionalità. Nell'amministrazione della Comunità Europea nessuno può tenere una stessa responsabilità per più di 5 anni. A questa condotta ci siamo per quanto possibile attenuti. Tant'è vero che il dirigente Vella è stato infine legittimamente sostituito.Denuncerò per diffamazione il neodeputato Vella con richiesta di un adeguato risarcimento danni. Rattrista vedere un incarico di tale prestigio quale quello di deputato della Repubblica, iniziato con tale inadeguatezza e nella miseria delle calunnie per commissione”.
(red)
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