sabato 3 maggio 2008
di Marco Murgia
Fuori dall'Obiettivo 1? Nessun dolore, anzi. La Sardegna entra nell'Obiettivo Competitività «e le risorse sono addirittura aumentate». Stoccata ai gufi che gridavano al disastro che avrebbe dovuto provocare la promozione in chiave europea. Gli spadaccini sono il presidente Renato Soru e l'assessore al bilancio Eliseo Secci durante la presentazione dei fondi stanziati per il programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr): oltre un miliardo e 700mila euro con i primi 800mila da impegnare entro il 31 dicembre. La programmazione Por 2007-2013 per la Sardegna entra nel vivo con una delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta regionale: risorse ingenti e subito disponibili. Quel passaggio, dall'Uno alla Competitività, avviene dalla porta principale.
Il finanziamento costituisce la prima tranche dei circa 10 miliardi di euro che arriveranno nell'isola grazie al Documento unico di programmazione: comprenderà anche i fondi per lo sviluppo europeo (Fse) e quelli per il piano di sviluppo rurale (Psr). È in fase di ultimazione negli uffici di viale Trento e dovrà essere presentato al nuovo governo nazionale: ma sono fondi certi, da non discutere più anno per anno. E questa, sottolineano il presidente Soru e Secci, è una novità importante. Si supera la logica dei «progetti sponda, da cancellare dal vocabolario: prima si perdeva tempo a cercare bandi facilmente rendicontabili, ora si daranno risposte certe e automatiche a obiettivi precisi».
I fondi Por destinati alla Sardegna prevedono dieci assi d'intervento, come specificato nel Documento strategico regionale. Tre riguardano il Fse, uno il Psr e sei il Fser: «Per la prima volta», spiega Soru, «quei dieci assi comprendono i fondi europei e quelli nazionali per le aree sottosviluppate». La quota Fas per la Sardegna è pari al 12, 61 per cento delle risorse nazionali: «Per il 2000-2006 erano al 12 per cento ed eravamo dentro l'Obiettivo 1».
Risultati che si vedranno nel futuro. Il presente sono i fondi Fser: un miliardo 700mila euro e passa divisi su sei assi. I primi 800mila euro, «la quota del 2007 e del 2008», saranno impegnati entro il 31 dicembre. Senza perdere tempo, perché «a differenza della poca chiarezza iniziale dell'ultimo Por, causa di una fase laboriosa durante lo stanziamento dei fondi» in questa occasione il grosso del lavoro è fatto: «Grazie alla nuova impostazione gli obiettivi sono già pianificati dal lavoro di questi anni». Il riferimento è al piano sanitario, a quello di sviluppo rurale, al sistema museale e al piano di riassetto idrogeologico: «Abbiamo azioni da mettere in campo direttamente».
I primi esempi da mettere sul tavolo ci sono e sono concreti: «Al termine di un lungo lavoro del tavolo tecnico tra alcune Regioni italiane e dopo il vaglio in ambito europeo», spiega il presidente, «sono stati individuati pochi Assi e obiettivi certi, perciò non sarà più necessario predisporre i bandi per i singoli interventi. Quelli già in essere, però, non spariranno del tutto». È il caso di Civis: il bando per i comuni che si mettevano insieme per presentare progetti sui centri storici da rivitalizzare era stato finanziato l'anno scorso sino all'esaurimento delle risorse. «La graduatoria sarà tenuta in considerazione per i prossimi interventi in quel settore, sino al suo completamento».
Vale anche per la progettazione integrata, con un occhio di riguardo per le imprese che hanno partecipato. In questo caso «la Regione è pronta a presentare i bandi studiati sulla base delle esigenze presentate dalle imprese stesse. non saranno bandi al buio soldi ci sono, e sono tanti. Ora le misure d'intervento vanno riempite di buoni progetti. Settori come quello delle energie rinnovabili, della nautica e dello sviluppo tecnologico attendono soltanto le proposte delle imprese sarde». Messaggio tutto indirizzato alla fiducia: «Il Por è liberare energia dalle imprese. Lo facciamo aumentando la competitività: con progetti che eliminano i vincoli legati ai trasporti, alla continuità delle merci, all'energia. Ma anche arricchendo la Sardegna con l'istruzione e la conoscenza».
Tutto collegato nella strategia tracciata dagli obiettivi tracciati da Lisbona: «Abbiamo dei vincoli: almeno il 70 per cento delle risorse devono essere spese tenendo in primo piano l'istruzione e la conoscenza. Devono essere al servizio dello sviluppo sostenibile, per il miglioramento e la tutela della qualità ambientale: quindi creare nuovi e migliori posti di lavoro. Cerchiamo di farlo da quattro anni e aderiamo con entusiasmo: l'idea è quella di andare anche oltre».
Allora ecco gli obiettivi e le linee di attività, già individuate dalla pianificazione programmata dalla Regione in questi anni: sono previste azioni significative a supporto delle reti digitali di comunicazione per i cittadini e per le imprese, oltre allo sviluppo della telemedicina e della produzione di contenuti digitali che riguardano la cultura, la letteratura, la lingua sarda, la musica e il territorio dell'isola. Altri interventi sono in programma per il miglioramento del sistema di istruzione, per aumentare l'attrattività del sistema scolastico e formativo.
Per le piccole e medie imprese l'aiuto importante può arrivare dai fondi destinati nell'asse energia per le fonti rinnovabili, la sostenibilità ambientale, il riassetto funzionale di infrastrutture e risorse idriche. Nel capitolo ambiente, cultura e turismo, le risorse da impegnare dovranno garantire, invece, la prevenzione dei fenomeni di degrado del suolo, il miglioramento della gestione dei rifiuti e il rafforzamento del sistema di approvvigionamento idrico; ma anche la valorizzazione di beni e attività culturali per incentivare l'imprenditorialità nei settori della creatività, dell'arte e dello spettacolo. Oltre 200 milioni di euro sono disponibili, inoltre, nell'asse sviluppo urbano per ottimizzare la mobilità sostenibile, la rete dei collegamenti e i servizi di accesso.
Sulle linee che interessano la competitività («L'asse sei è il cuore del programma», ripete Secci) l'obiettivo primario è potenziare le attività di ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale nei settori di eccellenza oltre a sostenere i processi di crescita e l'innovazione del sistema delle imprese, favorendo le agglomerazioni e le interconessioni produttive di filiera: «Poniamo le migliori condizioni alle imprese per competere sul mercato: arricchendo la Sardegna in istruzione, ricerca e sviluppo tecnologico». A iniziare dalla lavagna elettronica in tutte le aule dell'isola: specificità e avanguardia, la ricetta vincente per concorrere con i migliori.
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari