venerdì 2 maggio 2008
È passato un anno da quando Giuseppe Podda ci ha lasciato. Lasciato la famiglia. I vecchi e giovani compagni del Pci. Lasciato un vuoto nella sua amata Cagliari. Tutta: ma specie nel rione Marina, dov'era nato e cresciuto col padre pescatore, i fratelli, le sorelli, poi i tanti nipoti. Lasciato i moltissimi amici che gli hanno voluto bene e continuano a volergliene. Perché Giuseppe era, anzi è, un personaggio davvero indimenticabile. Abbastanza unico, dunque insostituibile. Anche in questo nostro tempo che macina fatti e persone disperdendo la storia, le storie, la memoria, le persone. Impossibile per “Podda”: come si qualificava ed era uso chiamarlo. Ma per tutti era Giuseppe e basta.
Sabato, alle ore 17.30, nel salone della Società Umanitaria in viale Trieste 123, sarà ricordato in una conferenza-dibattito dedicata a “Parole, immagini e passioni di una Piccola Città”: dal titolo di un suo libro. Giuseppe Podda è stato un grande cantore di Cagliari. Quella popolare, autentica, scanzonata e insieme profonda. L'ha raccontata nelle sue pieghe e problemi sociali da militante comunista ma anche nella sua identità e peculiarità variegate: da giornalista colto, curioso di tutto, impegnato e onnipresente. Con punti di vista, cultura e taglio diversi, lo ha fatto non meno icasticamente, con uguale amore e passione ironica di alcuni personaggi carissimi a lui e a molti. Per citarne alcuni, Antonio Romagnino, Francesco Cucuccio Franz Alziator e il trascurato ma straordinario Antonio Ballero. A lungo prima firma dell'Unione Sarda, negli ultimi anni, dalla brumosa Venezia, dove si era trasferito di contraggenio patendo la lontananza e il pessimo clima, Antonio Ballero (per titolo era uno “de is de nosus”: di fatto l'opposto, scherniva i suoi “pari”) scriveva per la “terza” del quotidiano meravigliosi elzeviri nostalgici che avevo il privilegio di leggere per primo e di titolare. Uno di incipit folgorante e indimenticabile, richiamato molte volte: “Lasciatemi lodare il sole di Cagliari”. A Giuseppe Podda sarà sicuramente piaciuto moltissimo: come a tutti. Richiamava una Cagliari solare che Podda aveva esplorato in ogni angolo. Tra l'altro e in particolare nei cinema cittadini, nella loro storia e nei passaggi di personaggi significativi. Giuseppe aveva travasato in due preziosi libri dedicati a quei locali la passione e l'enciclopedica conoscenza del cinema mondiale: sempre lasciando increduli gli interlocutori per la vastità e minuziosità di dettagli del suo sapere.
La conferenza-dibattito sarà coordinata da Antonello Zanda, direttore della Società umanitaria, con interventi dell'ex deputato Giorgio Macciotta, dei giornalisti Vito Biolchini e Sergio Naitza (anche prestigioso critico cinematografico) e del docente Giuseppe Marci. In chiusura, una piece teatrale tratta dal libro di Podda (Piccola città) con Dario Cosseddu, Rafele Marceddu e Silvia Caredda. Un omaggio d'affetto e un tributo dovuto a Giuseppe con quel suo libro che testimonia il suo amore per Cagliari.
(giorgio melis)
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