giovedì 1 maggio 2008
Tirano una linea sotto una serie di numeri incolonnati, guardano la differenza tra entrate e uscite e tracciano il bilancio dell'anno precedente. È l'immagine semplificata di quanto succede in tutte le famiglie ma funziona più o meno così anche per i grandi gruppi: cambiano le voci ma il risultato è sempre quello. Allora semaforo verde per il Banco di Sardegna (utile netto di 89,5 milioni di euro nel 2007 contro i 60 del 2006) e arancione per la Sfirs: la società finanziaria della Regione registra un meno due milioni 800mila euro. Arancione e non rosso perché, chiarisce il presidente Gianfranco Bottazzi, «il risultato d'esercizio è negativo ma questo non crea preoccupazioni di nessun tipo perché c'è una riserva che consente ampiamente di dare copertura all'ammontare dei crediti inesigibili».
Farina: «Per il Banco risultato soddisfacente»
«La forza del Banco», spiega il presidente dell'istituto Franco Farina, «è quella di essere nato come un azienda contadina e di riuscire a mantenere quella mentalità». Nell'accezione migliore del termine, continua, «in un mercato in continua evoluzione: non abbiamo mai venduto prodotti ad alto rischio e rifuggiamo gli effetti speciali». È la concretezza che permette al gruppo controllato dalla Banca popolare dell'Emilia Romagna di chiudere il bilancio di esercizio consolidato del 2007 con un utile netto di 89,5 milioni di euro: nel 2006 si era fermato a 60.
Sono i risultati approvati ieri dall'assemblea dei soci, presentati da Farina e da Natalino Oggiano, direttore generale dell'istituto di credito, insieme a Ivano Spallanzani, presidente della Banca di Sassari, vicepresidente della Bper e membro del consiglio di amministrazione del Banco. Cresce anche il margine d'interesse: arriva a 375,8 milioni, in crescita del 15,3 per cento rispetto all'esercizio precedente; più 4 per cento anche per la raccolta diretta dalla clientela, pari a 10.134 milioni, in crescita del 4% rispetto al 2006. Risultato soddisfacente, ripete il presidente, «che premia il grande lavoro di una banca che viene riconosciuta dai sardi come un ente di riferimento». Confermato, ricorda Oggiano, anche dai numeri di tutte le società controllate: «Banca di Sassari, Numera, Sardeleasing e Tholos hanno un andamento favorevole che ha contribuito al consolidamento dell'utile». Particolare successo, aggiunge il direttore generale, hanno riscosso i conti correnti “low cost” che comportano meno di un euro di spese al mese.
Impossibile non parlare della vertenza tra le aziende agricole indebitate per la legge 44 che hanno contratto col Banco mutui oggi insostenibili: «Abbiamo avviato negoziati con il presidente della Regione e l'assessore all'Agricoltura, con cui abbiamo convenuto valutazioni similari che hanno portato a una definizione del contenzioso». I crediti acquisiti dalla Sfirs saranno utilizzati per rimettere in sesto le aziende attraverso i piani di sviluppo locale della Comunità europea: «Gli accordi con Soru sono in via di esecuzione: Sfirs e Banco stanno definendo i dettagli tecnici», prima di ricordare che le aziende agricole in sofferenza sono un migliaio su quarantamila complessive, quelle interessate dalla vertenza sulla legge 44 un'ottantina.
Sul futuro dell'economia sarda, Farina è ottimista: «In questo momento la situazione finanziaria è riflessiva ma il Banco ha la consapevolezza che la Sardegna può generare economia puntando sul turismo». È destinato a dare «risultati importanti e significativi» ma solo «se sarà realizzato un sistema di servizi, ora assai labile». Non solo, serve anche puntare su agroalimentare e artigianato artistico e di lusso: «Davanti a progetti imprenditoriali che meritano, con dietro persone in grado di realizzarli, non ci tireremo indietro. Al contrario, i sogni sono cose belle ma non è compito delle aziende di credito quello di finanziarli».
Per la Sfirs utile netto negativo «ma nessun problema»
Aumento del 34 per cento degli impieghi verso la clientela, margine operativo di 2,1 milione di euro e un risultato d'esercizio negativo sono i dati salienti del bilancio d'esercizio del 2007 approvato ieri dall'assemblea degli azionisti della Sfirs. In crescita rispetto al 2006 anche le erogazioni: pari a 49 milioni e mezzo contro i 21 dell'esercizio precedente. «In sintesi si puo' dire che la Sfirs ha agito di più ed è stata meno ferma», spiega il presidente della finanziaria regionale Gianfranco Bottazzi: il lavoro dell'azienda si è concentrata nei settori delle utilities, in attività innovative (soprattutto nel campo delle biotecnologie), nell'agroalimentare e nel manifatturiero.
Il risultato d'esercizio netto è negativo per 2 milioni e 800mila euro. Un dato spiegato dalla presenza di «una serie di rettifiche di valori su crediti di esercizi passati» per un totale di 5 milioni di euro. «Il risultato d'esercizio risulta negativo ma questo non crea preoccupazioni di nessun tipo perché c'è una riserva che consente ampiamente di dare copertura all'ammontare dei crediti inesigibili». Di quei cinque milioni, uno e mezzo erano relativi alla Legler. Bottazzi ripercorre la vicenda del gruppo tessile che ha tre stabilimenti in Sardegna per spiegare le ragioni della dismissione della partecipazione in precedenza acquisita nel gruppo: «Senza sborsare capitali, ma utilizzando la massa di crediti che la Regione vantava nei confronti del gruppo abbiamo acquisito una partecipazione nel tentativo di operare una ristrutturazione. Abbiamo dovuto rinunciare quando la commissione dell'Ue ha cominciato a indagare per l'ipotesi di aiuti di Stato».
Legler ma non solo. Argomento caldo è anche quello su Arbatax, con la conferma che sono in corso «contatti fra la Sarind (la società interamente partecipata dalla Sfirs che si è aggiudicata la gara per acquisire le strutture dell'ex Cartiera) e il gruppo Azimut: più una serie di altri operatori per realizzare nella zona un polo per la Nautica». Tutto accompagnato «da un master plan». Ripercorre anche le tappe relative all'intervento a favore del gruppo Epolis nel momento della crisi più nera, prima del passaggio da Nicola Grauso ad Alberto Rigotti: tre milioni di uero il prestito accordato: «Il gruppo sta procedendo regolarmente alla restituzione».
Arbatax, Legler ed Epolis non hanno però nessun legame con le ispezioni compiute dai funzionari della Banca d'Italia nella sede della Sfirs: lo chiarisce, Bottazzi, ricordando che i controlli sono «assolutamente di routine. Ci hanno mosso alcuni rilievi su alcune debolezze della struttura organizzativa ma non ci sono state sanzioni: abbiamo risposto e adesso siamo in attesa. Certo le ispezioni hanno fortemente disturbato l'operatività della struttura».
(ma.mu.)
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari