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mercoledì 30 aprile 2008

Una bella sorpresa sul maxi-accordo
presidente stana sindaco e politici:
fuori dalle stanze dei bottoni,tra la gente

di Cinzia Isola e Marco Murgia

Non tutti i mali vengono per nuocere. Gli ostacoli tecnici sollevati dal Comune per affossare l'Accordo di programma su Sant'Elia e dintorni hanno certamente un effetto produttivo: hanno spinto i promotori, la Regione e il centrosinistra, ad uscire dalla stanza dei bottoni.

Una necessità, ma anche un dovere: un accordo così importante per la città richiede il coinvolgimento degli abitanti al centro del mega progetto di riqualificazione. Non è una buona scusa, ma il presidente della Regione, ci prova: «Meglio tardi che mai».

Giocando efficacemente d'anticipo, Soru obbliga Floris all'affannosa e poco elegante rincorsa istituzionale. Potevano correre insieme, ma il Comune ha scelto di giocare al gatto e al topo. Pesa l'indecisione politica: cavalcata sull'onda anomala delle individuali aspirazioni elettoral-propagandistiche.

Ma non solo. I rapporti di forza, in Municipio, hanno sconsigliato e scardinato la comunella tra Soru e Floris, nemici ma amici a tempo determinato per migliorare la città. Frenato dagli alleati e forse condannato all'impopolarità, il sindaco è stato messo spalle al muro.

Il primo episodio di questa assurda telenovela sabato scorso: il Comune si ritira dall'accordo, il centrosinistra decide di scendere in piazza. Un incontro-conferenza a Sant'Elia, nel piccolo anfiteatro, ai piedi della chiesa. Schierati, compatti. Sotto il sole cocente, Soru avvia le trattative per aprire il dialogo con il quartiere.

Il recupero in extremis del Comune è al limite dello sgarbo, dell'etica politica: venerdì sera in tutta fretta Floris convoca una conferenza stampa quasi alla stessa ora e nello stesso luogo. Un'ora e qualche metro di distanza per parlare delle proprie ragioni.

Ma non era più facile parlarsi di persona piuttosto che affidare i propri pensieri alle curve pericolose dell'informazione e alla mediazione dei giornalisti? Il centrosinistra prova a parlare in una piazza e il sindaco gli corre dietro: una ricorsa dell'ultima ora che mette a dura prova l'eleganza istituzionale.

Troppo vicini nel tempo e nello spazio. Tanto che anche le ambasciate giornalistiche assumono una connotazione surreale. Ma Floris tira dritto: si dice convinto delle sue ragioni. E dal Lazzaretto può replicare quasi in diretta al contropiede di Soru: «Scrivetelo voi, l'accordo- propone il presidente- noi lo firmeremo».

Poco distante c'è un sindaco infervorato. Almeno fino a quando Ugo Cappellacci non gli consegna un bigliettino. Sopra c'è la proposta fatta qualche minuto prima nell'altro incontro con i giornalisti: «Il Comune scriva l'accordo di programma, noi a quel punto lo firmeremo».

È un segnale di apertura totale e spiazzante: tutto volto a salvare l'intesa che vale 220 milioni di euro e mira a trasformare la città dal vecchio borgo sino alla ex semoleria, dietro via Roma, dove dovrebbe sorgere il campus universitario.

Ancora il gioco della politica: per il sindaco quell'apertura significa che il governatore «ha fatto un bel passo indietro». Sorride soddisfatto. In realtà Soru ha messo con le spalle al muro un sindaco in grave difficoltà, sotto il tiro di tutto per l'incredibile dietrofront su un progetto fondamentale con motivazioni palesemente pretestuose.

Sorride ma a bocca storta: Soru gli sta anche offrendo la ciambella di salvataggio per non affondare ignominiosamente col suo niet che è un attacco all'interesse della città. Da politico scafato, Floris vede e rilancia. «Siamo pronti a riprendere il dialogo perché quanto scritto nell'accordo di programma sia realizzato:si vada avanti ma in maniera chiara».

Ma Soru è già avanti: si guarda intorno, cerca contatti, vuole provare a parlare con la gente. Ci ha provato sabato scorso, ma coraggiosamente farà il bis il lunedì successivo. Un fuori programma dentro il quartiere, circondato dai palazzoni grigi del rione popolare e dalla rabbia dei residenti stanchi di parole e promesse.

Un'impresa ardita che premia il coraggio di Soru: allo scoperto nella roccaforte del centrodestra. E così anche stavolta Floris resta indietro: manda avanti l'assessore Giovanni Campus e Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione urbanistica. Inconsapevolmente, manda avanti anche Soru.

Perché è lui, nel bene e nel male, il protagonista di un pomeriggio di straordinaria amministrazione. Forse i voti non si sposteranno a sinistra, ma la mossa azzardata a Sant'Elia ha quasi certamente alzato, se non l'indice di gradimento, la popolarità del presidente.


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