mercoledì 30 aprile 2008
di Andrea Murgia
Tutti coloro che hanno usufruito dei servizi della compagnia potranno testimoniare quante volte abbiano maledetto il povero impiegato che malauguratamente la rappresentava. Con Alitalia mi è capitato di tutto. Dal bagaglio consegnato con giorni di ritardo (almeno 4 volte), alla cancellazione di voli senza preavviso, all'attesa infinita al ceck-in (per poi sentirti rispondere che l'aereo era appena partito). Ho vissuto anche l'incubo della mancata presentazione della busta per la continuitą territoriale col particolare del rimborso di tutti I voli da me acquistati (circa 1000 euro) avvenuto puntualmente con 9 mesi di ritardo. Mi è pure capitato di protestare e ricevere una risposta (negativa) dopo 14 mesi. Per non parlare dei ritardi al decollo, al nastro dei bagagli, etc. etc.
Mi è pure capitato di cumulare uno spaventoso ritardo e di avere la fortuna che il volo successivo era in “più che” spaventoso ritardo.
Ritengo sia colpa di Alitalia il fatto che in Italia non ci sia una vera apertura alla concorrenza tra vettori. È pure colpa di Alitalia che alcuni sistemi aereoportuali non funzionino (il problema non è solo Malpensa). Li avevano studiati in funzione della compagnia di bandiera!
Ho visto nella possibilitą di cessione ad AirFrance una speranza. Finalmente una compagnia con standard europei che garantisce un servizio adeguato. E finalmente uno Stato, non più azionista, che apre gli hub alla concorrenza ed investe nelle infrastrutture (avete preso qualche volta il Leonardo-express? Viaggia a 60 orari). Finalmente, senza più l'obbligo di dover tutelare una malconcia compagnia di bandiera, ci si poteva aprire alla concorrenza (quella vera) e recuperare in efficienza e risparmi.
Invece ancora lo Stato.
Vorrei chiudere con due domande:
Come spesso accade, è molto probabile che anche per questa volta la voce del Consumatore non risuonerą abbastanza minacciosa nelle orecchie del governante. Ho scritto Consumatore con la maiuscola e governante con la minuscola. Guai a chi osa contestarlo.
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