l'altra voce.net


domenica 27 aprile 2008

Soru a S.Elia spiazza il Sindaco “copione”
“Contano opere, lavori e lavoro. Floris
scriva il progetto, io firmo: purché si faccia”

di Cinzia Isola

Più che un incompiuta, il futuro dell'Accordo di programma rischia di essere una storia infinita. Di ripicche, passi avanti e indietro, ripensamenti. Il Comune si ritira: non si può ratificare un accordo così “indefinito”, dice Floris dopo averlo firmato. La Regione rilancia: riscrivetelo voi, propone Soru, noi lo firmeremo. Si scopre così che in fin dei conti non andrebbe neppure riscritto, ma rivisto. Se non fosse politica sarebbe cabaret.

vignetta - Floris perde la faccia

E allora era necessario rimangiarsi la propria firma? Non bastava avviare un dialogo serrato tra i rispettivi uffici tecnici? Tanto, la volontà politica non manca. E si sbandiera in ogni occasione utile per evitare di passare come quelli cattivi che bocciano Sant'Elia e il suo rilancio socio-economico e culturale. Per il bene di Sant'Elia, Floris si è detto disposto persino ad “ingoiare” il Betile. Un'opera d'arte indigesta, visto che In Municipio qualcuno l'ha persino definito“mostro” sul mare.

Se i rilievi tecnici servivano a conquistare visibilità, il Comune ha giocato bene le sue carte. Ma ne ha indirettamente riservato una bella fetta anche per la Regione. Che, finalmente, grazie all'iniziativa dei consiglieri comunali del centrosinistra esce dalle stanze del potere per provare a dialogare con il quartiere al centro del mega progetto di riqualificazione. Un incontro a metà: un po' conferenza stampa, un po' per provare a parlare con la gente.

È solo un primo passo. E c'era da aspettarselo: la risposta è stata blanda. Lo stesso Soru si assume la responsabilità: «È colpa nostra», ammette quando dal piccolo anfiteatro di Sant'Elia ai piedi della chiesa e vista sul mare, qualche abitante accusa: «Non ne sapevamo niente: se voi ce lo dite la gente di Sant'Elia viene ad ascoltare». Chissà se alla fine, almeno in questa battaglia di civiltà e cultura, il centrosinistra potrà ricucire il rapporto usurato col sottoproletariato urbano. Lo stesso che alle elezioni, regolarmente, premia il centrodestra.

Potrebbe essere l'occasione buona. E forse Floris lo sa: visto che nella tarda serata di venerdì convoca una conferenza stampa quasi alla stessa ora e nello stesso luogo. Un'ora e qualche metro di distanza per parlare delle proprie ragioni: ma non era più facile parlarsi di persona piuttosto che affidare i propri pensieri alle curve pericolose dell'informazione e alla mediazione dei giornalisti?

Il centrosinistra prova a parlare in una piazza e il sindaco gli corre dietro: una ricorsa dell'ultima ora che mette a dura prova l'eleganza istituzionale. Troppo vicini nel tempo e nello spazio. Tanto che anche le ambasciate giornalistiche assumono una connotazione surreale. Ma Floris tira dritto: si dice convinto delle sue ragioni.

Se non ci fossero di mezzo un sacco di soldi. Ma soprattutto, se non ci fossero di mezzo progetti socio-economici e culturali di tale portata per la città, la battaglia intrapresa dal Comune per bloccare l'Accordo di programma, sarebbe un ottimo cavallo di battaglia elettoral-propagandistico.

E allora bene fa il Presidente Soru a scendere sul campo “minato” di un quartiere stanco, annoiato, ripiegato su se stesso che con fatica cerca riscatto. Costringendo i contendenti ad un confronto con la popolazione. Si tratta di un percorso impegnativo, ma è l'unica strada da percorrere per coinvolgere gli abitanti.

Sotto un sole cocente sfilano i consiglieri comunali del Partito democratico, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, socialisti e sardisti. In coro, ribadiscono la loro ferma opposizione alla decisione del Comune. Poi lasciano la parola a Soru. Solo due, come dice sempre, per esprimere sconcerto e delusione: «Questa è una storia che reputo assurda e inconcepibile: credo che sia la prima volta in Italia che accade una cosa del genere».

La firma a tempo determinato del Sindaco Floris, non si capisce. Ma Soru non molla la presa: «Sant'Elia più che un problema è una grande opportunità per Cagliari, propongo che il contratto sul quartiere si discuta proprio qui, e che la riunione sia aperta ai residenti».

«Il Betile non è la mia vanità: ma che mi interessa?Ma potrebbe essere una fabbrica per Sant'Elia, potrebbe portare posti di lavoro vero». A questo punto Soru, parla del clima elettorale del quartiere: «Non mi importa che votino a destra o a sinistra, vorrei solo che anche qui il voto sia consapevole: non credo che il quartiere voti a destra perché è contrario alle intercettazioni telefoniche …».

«Io non mi farò spazientire -annuncia Soru- avrò pazienza fino alla morte. Qui non stiamo parlando della visibilità: ma si vede più lui o quell'altro? E chi ne esce meglio? Beh, io non posso nascondermi sotto terra: non lo posso fare. Lo scriva il Comune l'Accordo di programma: sono interessato a venire dietro il Comune di Cagliari».

Con qualche condizione: «Impegniamoci a stare qui, a Sant'Elia, per discutere l'Accordo: confrontiamoci con la gente».

Alla fine, i cittadini sono pochi, ma il primo passo, come spesso avviene nelle sue misurate uscite pubbliche premia Soru. Lui, sempre sobrio, cede persino alle foto ricordo. E scambia due parole con tutti quelli che si fanno avanti per stringergli la mano. E quando Billo, un giovane residente del quartiere si offre come tramite per coinvolgere gli abitanti, Soru registra il suo numero di telefono.

La distanza che oggi divide il centrosinistra dai quartieri popolari sembra incolmabile. Certo , riconquistare terreno non sarà facile: «Si sa come vanno qui le cose, si vota chi ti regala 50 euro o ti invita a “pappai aligusta e gamberoni”». E allora parlare di voto consapevole, di etica della politica serve solo ad allargare le distanze.

E se bastasse ritornare a parlare con la gente? Magari in parole povere si potrebbe spiegare la differenza che corre tra il favore individuale e l'utile collettivo. E allora, nel rispetto delle diverse opinioni, favorire un processo di critica costruttiva. Dove il voto, non è più merce di scambio per la spesa di un giorno. Ma l'ipoteca sulla vita politica dei nostri rappresentanti. Ecco perché il riavvicinamento con Sant'Elia, val bene un Billo in rubrica.


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari