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domenica 27 aprile 2008

Contro Soru, affondo Cagliari
anzi no, scusate: ritiro tutto
il ruggito di leon-coniglio Emilio
Floris nel pallone: toccata e fuga

di Giorgio Melis

vignetta - grazie dei Floris

Sarebbe stata una riedizione di “Mezzogiorno di fuoco” a Sant'Elia: se il duello di sabato sotto il sole della dodicesima ora, tra Renato Soru ed Emilio Floris, fosse stato ad uomini pari. Con personaggi così dispari, uno scontro senza storia. Quello minore potrà ancora sparare nel mucchio e colpire gli spettatori: ma ne uscirà comunque distrutto. Emilio Floris cuor di leone immaginario ha lanciato il ruggito del coniglio: ma è stato messo in fuga da Renato Soru. Presenta una rotta come una vittoria: era e resta nel pallone. Toccata e fuga: alquanto ignominiosa.

Riepilogo. Il sindaco un mese fa ha firmato l'accordo di programma da 220 milioni pronti e spendibili, Messi sul tavolo da Renato Soru per:

  1. abbattere i palazzacci di S.Elia e rifarli a nuovo con fronte mare e porticciolo, riscattando il borgo-ghetto;
  2. realizzare il grande campus universitario di La Plaja;
  3. costruire il museo Betile, destinato a dare un prestigioso assetto di eccellenza al vecchio Lazzaretto. Opere, lavori e lavoro (cantieri, occupazione, movimento) imponenti.

Una botta di vita per Cagliari, gli imprenditori, gli artigiani, muratori e quant'altro. Per cambiare faccia e passo alla città dove oggi è più degradata ma in uno scenario meraviglioso: S.Elia. Destinata a essere vetrina della città, con i palazzi rifatti, una suggestiva sky-line sul mare, il porticciolo, un museo che sarebbe il punto di attrazione culturale su uno sfondo da cartolina, il recupero sociale.

Floris impari da Nizzi: il G8 aiuta Soru ma evviva, grande chance per tutti

L'avesse proposto Belzebù in persona, un sindaco sveglio e pensoso della sua città l'avrebbe abbracciato: pur digrignando i denti e segnandosi. Facendo comunque buon viso a cattiva sorte per sé ma eccellente per la comunità che governa. Guardate Settimo Nizzi, pimpante e arrogante ex sindaco di Olbia. Quando Prodi e Soru annunciarono il G8 a La Maddalena, pur sapendo che l'evento avrebbe giovato elettoralmente all'odiatissimo presidente della Regione, zittì i critici forzisti tuonando: “È un'occasione straordinaria, unica per la Gallura e tutta la Sardegna”. Testuale: basta controllare i giornali e tg sardi. Allora, il G8 comporterà finanziamenti per circa 200 milioni: meno della cifra disponibile per Cagliari e saranno spalmati anche in costose infrastrutture aeroportuali, portuali, stradali tra Olbia, La Maddalena e mezza Gallura. Nel nostro caso, i 220 milioni per Cagliari sono concentrati in due quartieri e in una struttura museale discutibile quanto si vuole ma di grande originalità e prestigio.

L'opposizione contro il Betile dell'assessore Pellegrini. Pellegrini chi?

Qualcuno ricordi le iniziali critiche feroci contro la Cittadella dei musei: per tutto quel cemento a vista - travi, pilastri, campate enormi - tra mura trecentesche, edifici militari del Novecento e pietra bianca (quella di Bonaria). Il tempo ha dimostrato che i due progettisti veronesi erano dei fuoriclasse. Così andrà per il Betile. Alla faccia dell'assessore Giorgio Pellegrini, che disprezza il progetto e chissà, avrebbe fucilato gli architetti della Cittadella e dell'Exmà. In età avanzata, l'assessore non è ancora riuscito ad avere una cattedra universitaria. Ma vuol essere censore di maestri riconosciuti. È lontano anni luce da Renzo Piano, Vittorio Gregotti, Massimiliano Fuksas: per citare tre grandi archietti italiani. E da Zaha Hadid, la progettista del Betile, di prestigio internazionale. Oltre gli edifici già costruiti e in via di completamento (a Roma il Maxxi di Arte contemporanea, costo 175 milioni), ha progettato il museo Guggenheim di Taiwan, la sede della Compagnia marittima di Marsiglia (con una torre dalle pareti curve alta cento metri), la Stazione ferroviaria dell'Alta Velocità, di Napoli-Afragola, il grattacielo "CityLife" a Milano, la Stazione marittima di Salerno e il Rhegium Waterfront di Reggio Calabria. Però non piace a Pellegrini. Pellegrini chi? Chi è - anche col supporto dell'avv. Edoardo Usai, già assessore ai Grandi Eventi immaginari di Cagliari - per esprimersi su un architetto fra i più prestigiosi del mondo? Emilio Floris si rimette al suo giudizio: abusivo. È un medico: potrà parlare quando sarà anche presidente della Società mondiale di architettura, non ex regionale delle cliniche private.

Il sindaco-travicello lasciò massacrare il Poetto: basta danni a Cagliari

Perché molta parte all'opposizione del Comune all'accordo di programma ruota attorno al Betile. Ripetiamo: lecito che abbia detrattori più o meno squalificati. Ma si può per questo bloccare un imponente piano di lavori? Èquel che sta tentando di fare Emilio Floris, sindaco-travicello. Lo stesso che non levò una parola di protesta per il massacro del Poetto e rinviò di un anno l'esame dello scempio dopo una seduta di poche ore in Comune: lasciando mano libera a Balletto. Dopo aver firmato l'accordo (sostenuto dal suo assessore Campus) con Soru, si è rimangiato tutto. Ragioni addotte: l'avviso di garanzia inviato dalla Procura a due tecnici del Comune per Tuvixeddu dopo i rilievi dovuti della Forestale. Mandante Soru, dunque: come se il presidente desse e a palazzo di giustizia accettassero ordini da lui: è quasi vilipendio. Tutto pretestuoso. In realtà una parte della sua maggioranza (An e Udc) lo pressano perché blocchi tutto, minacciando di levargli l'appoggio (escluso) alla nomination per le regionali.

Il dietrofront: nessun cantiere di Soru a Cagliari prima delle regionali

Qual è il vero motivo? La destra non vuole che si aprano grandi cantieri a Cagliari nei prossimi mesi: cruciali per il voto regionale del 2009. Perché farebbero impennare il consenso a Soru. In una città dove il centrosinistra - benché con partiti inesistenti e imbelli - grazie a un'opposizione sociale, civile e culturale spontanea, alle elezioni politiche del 13-14 aprile ha quasi raggiunto il centrodestra che governa, controlla e comanda tutto da vent'anni ininterrotti. Il dissenso carsico, quasi senza rappresentanza, si è manifestato nelle urne nella sua grande, imprevista dimensione. Gettando nel panico la destra. Quindi, fucili puntati su Floris: blocchi i cantieri di Soru o sarà la rovina per tutti. E il sindaco-tentenna-traballa, rispose. Ritirata la firma sull'accordo: muoiano le opere, si gettino i 220 milioni purché Soru non trionfi. Una gestione da nemico numero uno di Cagliari: ma lui è il sindaco, dovrebbe fare l'opposto. Invece si copre dietro un miliardo di contestazioni: nessuna a suo tempo per Sergio Zuncheddu e altri: anzi, deroghe, volumetrie aggiuntive, cambi di destinazione. Il tutto brandito da una ridicola commissione presieduta da un giovane ingegnere di belle speranze e nessuna esperienza. Ma militante dell'Udc: il partito più in cagnesco a Soru, non per caso in sintonia con Antonello Cabras, al quale ha fatto vincere le primarie nel Pd. Il partito del sodal-sulcitano Giorgio Oppi, che vuole tornare alla Regione da Sua Sanità.

Centrosinistra, protesta a S.Elia: Floris e destra inseguono e copiano

All'ombra di questa commissione, Floris rovescia il tavolo, spaventato dalla sua temerarietà. Ma sa che non la passerà liscia. Non solo perché in Comune il centrosinistra prova a uscire dalla decennale narcosi. Anche perché imprenditori, organizzazioni di categoria (inclusi quelle anti-Soru militanti) vogliono con tutte le forze che il piano si realizzi e si spendano quei 220 milioni. Il sindaco si è allarmato quando il centrosinistra, anche stimolato dal nostro giornale (scusate ma è un ruolo concreto e lo rivendichiamo: alla faccia dell'Unione Sarda che copre Floris su tutta la linea contro Cagliari) ha organizzato una conferenza stampa proprio a Sant'Elia, feudo elettorale del sindaco e della zarina Ada Lai. In fretta e furia ne ha messo in piedi una sua, fissandola un'ora dopo nello stesso quartiere. Inseguimento disperato, col fiato grosso, sicuri di arrivare comunque secondi, cioè ultimi. Ma dalla mossa in extremis poteva scaturire comunque il possibile “Mezzogiorno di fuoco” Soru-Floris.

Duello saltato, povero sindaco-ombra anche sotto il sole. Soru ha annunciato: il piano lo scriva il Comune, a noi va tutto bene: purché le opere si facciano e i soldi si spendano. Il Betile è importante ma non determinante. Contano il rifacimento del quartiere, il suo riscatto urbanistico e sociale, assieme alla realizzazione del campus universitario. Un colpo di scena che ha messo Floris in mutande. Aveva iniziato la sua conferenza stampa distribuendo un piccolo dossier. Parafrasava e ribaltava il titolo del nostro settimanale largamente citato (“Floris peggior nemico di Cagliari”) con un uno opposto: “È Soru il vero nemico di Cagliari”. Emilieddu si stava producendo nel suo affondo quando l'assessore Cappellacci gli ha consegnato un fatale bigliettino. Contenuto: le dichiarazioni appena fatte, a cento metri di distanza, da Soru.

Emilieddu al tappeto: ho vinto io. Dal ko all'ok: purché il piano si faccia

Un disastro e una fortuna. Floris non poteva più accusare di alcunché il presidente: affidava al Comune la formulazione del piano dicendosi pronto a firmarlo comunque, dimostrando d'essere interessato solo alla sua realizzazione. Botta imparabile, comunque salvifica per la città. Ma ha anche salvato il povero “the flowers” dalla china rovinosa. Nonostante la copertura del gruppo Unione, tutti hanno capito che Floris (e altri con e dietro di lui) voleva solo bloccare l'apertura dei cantieri, le opere e i lavori. E adesso, pover'uomo? Toccata e fuga. Con comica finale. Il sindaco vuole essere considerato vincitore (morale, ai punti, per squalifica o per lancio della spugna?), rivendica la pari dignità al tavolo delle trattative. Ha annunciato che il Comune non vuole fare da solo ma opererà con la Regione. Ci mancherebbe il contrario. L'idea, la volontà e i soldi ce li ha messi tutti Soru: il sindaco solo i bastoni fra le ruote. Ora vedremo se la conversione è autentica, se davvero non creerà altri ostacoli, se sosterrà lealmente un programma così straordinario: in caso contrario, bisognerà davvero organizzare la rivolta civile dei cittadini. Se il piano andrà in porto, pronti a proclamare il sindaco vittorioso. Come quel pugile massacrato dall'avversario (storia dell'indimenticabile Beppe Viola) che all'angolo del ring, prima dell'ultimo round, chiedeva all'allenatore: “Come vado?” E quello, incoraggiante: “Se l'ammazzi, forse pareggi”.


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