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venerdì 25 aprile 2008

Ecco il no di Floris e Comune contro
S. Elia, Campus e Betile: è attacco
a Cagliari ma la Regione andrà avanti

di Cinzia Isola

vignetta - Floris e il Betile

Nessun fuori programma per l'Accordo di programma. Il consiglio comunale ha approvato la delibera della Giunta che mette fine al triplice piano che puntava a qualificare e riqualificare una parte importante della città. Nessun ripensamento, nonostante cinque ore di dibattito: il Comune si ritira. Lasciando le porte aperte a un nuovo accordo. Identico nei contenuti, diverso nella forma. E che fosse tutto un problema di forma si era capito fin dalle prima battute.

Il sindaco Floris ha ribadito di voler portare avanti il contenuto dell'accordo: «La mia non è una scusa - ha ripetuto seccato- ma la volontà di accelerare tutti i processi per avviare i progetti in tempi certi». Insomma, impossibile ratificare un accordo così “indefinito”. «Per riqualificare Sant'Elia e realizzare il Campus, sarei disposto pure ad ingoiare il Betile, ma questa non è neppure una cornice».

Con 21 voti favorevoli, quelli della maggioranza e 13 contrari dell'opposizione, il cammino intrapreso tra Regione e Comune per migliorare la città è stato abortito sul nascere. Anche se in molti ieri si sono affannati a dire “ no, però”, come se già da oggi si potrà procedere ad un altro accordo.

Non è passata la linea proposta strenuamente dal capogruppo Pd Ninni Depau, in nome del centrosinistra:«Diciamo si all'accordo, riservandoci di lavorare su tutti i rilievi sollevati». Niente da fare: il centrodestra e il centrosinistra coesi come mai non si sono schiodati dalle loro rispettive posizioni.

C'è invece da rilevare la posizione dei Riformatori: in mattinata si erano astenuto dal votare la delibera in commissione urbanistica. Forse prendevano tempo in attesa di sapere quale sarebbe stata la linea del partito.

Ieri sera hanno presentato un ordine del giorno, approvato, che «impegna il Sindaco e la Giunta a proseguire senza indugio, previa l'acquisizione di tutti gli atti necessari, nella ricerca di un accordo con la Regione Sardegna, che consenta una vera riqualificazione del quartiere di Sant'Elia e di tutti gli altri interventi connessi con l'accordo di programma».

Un ulteriore conferma che, sebbene negate, in questo caso, le divergenze politiche tra Regione e Comune sono il quadro e non la cornice del ripensamento. Casomai, sono i rilievi tecnici e amministrativi che reggono un disegno politico in chiaroscuro: la contrarietà di An e Udc in Municipio comincia a dare i suoi frutti: con il sindaco Floris che batte in ritirata.

«Come mai l'inasprimento sulle questioni tecniche si è avuto dopo le ultime vicende che riguardano Tuvixeddu - si è chiesto il capogruppo Pd, Ninni Depaue- in particolare, il coinvolgimento giudiziario di due funzionari comunali nell'inchiesta sui lavori per il parco archeologico?».

Come trascurare l'irruzione del sindaco Floris che, alla notizia degli avvisi di garanzia per i due dirigenti comunali, piomba in commissione e chiede di bloccare l'iter procedurale perché la Regione fa gli sgambetti?.

Ma allora, se i problemi sono tecnici, perché “strumentalizzare” gli avvisi di garanzia? Cosa c'entrano gli sgambetti istituzionali della Regione che invia gli ispettori su Tuvixeddu e fa indagare i funzionari? Se i problemi sono tecnici, perché drammatizzare il caso dei dirigenti indagati per Tuvixeddu, e bloccare l'iter?

La delibera approvata recepisce la relazione di Paolo Zoccheddu, responsabile del procedimento. Lo stesso al quale è stato notificato l'avviso di garanzia per la vicenda di Tuvixeddu. Nella relazione del dirigente viene evidenziata l'incompletezza delle carte e la necessità di avere la valutazione ambientale strategica per l'area d'intervento di Sant' Elia.

E mentre forse si consuma l'ennesima bega tra Istituzioni di colore diverso potrebbero finire in fumo oltre 200milioni di euro. Anche se la maggioranza frena: «si perderanno solo i finanziamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia», hanno ripetuto negli interventi in difesa del Sindaco.

Una difesa d'ufficio, a tratti, perché dai banchi dell'opposizione non sono mancate accuse pesanti: «La sua firma vale meno della sua parola», ha attaccato Caudio Cugusi. «La maggioranza non sa distinguere l'opportunismo dall'opportunità», ha sbottato Radhouan Ben Amara. Aggiungendo: «Cinque ricche famiglie di questa città, ingabbiano la città: se questa città non ha più cultura la colpa è vostra». Sempre più duro: «Non avete senso civico: siete capricciosi e privi di proposte».

Intanto il Presidente Soru, in occasione dell'inaugurazione della Fiera ha lanciato un messaggio chiaro: si fa un passo avanti e tre indietro. Anche se, almeno sul progetto del Betile, il cammino della Regione proseguirà con o senza l'accordo: già a settembre i lavori potrebbero essere appaltati.


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