venerdì 25 aprile 2008
di Andrea Scano
Cagliari ha perso una grande occasione. Una grande occasione di riscatto per i cittadini di un quartiere degradato ed abbandonato da anni. Opportunità di creare posti di lavoro, acquisire aree ex demaniali, sistemare i sottoservizi di Villanova (i cui cittadini da anni, giustamente, lamentano l'assenza di interventi seri da parte del Comune), attenuare qualche difficoltà per molti degli studenti universitari che vivono nella nostra città. Ha perso una possibilità concreta di riqualificare un'area che vive forti problemi legati alla delinquenza, al disagio sociale, alla droga. Perchè, a Cagliari come in ogni territorio urbano che si ritrova quartieri con problemi analoghi, una pianificazione urbanistica seria può aiutare non poco a ricreare, pian piano, negli anni, un tessuto sociale integrato con il resto della città. Ma oggi, con l'accordo di programma bocciato, una maggioranza irresponsabile ha deciso di buttare alle ortiche tutte queste possibilità.
Perchè?
“Problemi di natura tecnica”.
“Mancanza di una documentazione adeguata”.
“Incompletezza degli atti amministrativi”.
Balle.
O meglio, è vero che esistono una serie di aspetti da chiarire ed approfondire. Ma un accordo di programma serve proprio a questo: a stabilire una volontà comune di giungere a certi obbiettivi, per potere, poi, più agevolmente definire e superare i problemi amministrativi concreti. Che, in una operazione del genere, sono tanti.
Una parte della maggioranza si è esercitata, invece, a “bogare pinnicche”, piuttosto che a cercare soluzioni.
Noi ci abbiamo provato. Abbiamo tentato, con un nostro emendamento, di dare indirizzi, di completare e rendere ancora più forte l'accordo. Ma sono prevalsi altri interessi.
Il problema di alcuni consiglieri è che, mentre si riempiono la bocca con la parola “riqualificazione”, la loro attenzione è rivolta alle prossime regionali. Nei corridoi tutti ne parlano. E' un sottinteso che non sfugge a nessuno.
E allora, a chi giova tutto ciò? C'è dietro un gioco di faide e veti incrociati, legato, da un lato a un tentativo di danneggiare Soru, dall'altro al “totocandidati” del centrodestra alle prossime regionali. Floris? Pili? Pisanu?
Per Floris, questo improvviso “dietrofront” avendo detto solo un mese prima “avanti march!” serve a mostrare i muscoli? A far vedere che lui è uno che ci sa fare, che non si fa mangiare la pastasciutta in testa da Soru? Oppure, al contrario, lo stesso sindaco è rimasto vittima di una parte della sua maggioranza, che teme la sua candidatura e il conseguente scioglimento anticipato del Consiglio Comunale?
Ai posteri l'ardua sentenza. Intanto, Cagliari si lecchi le ferite di gesti suicidi ed irresponsabili.Il Bètile, probabilmente, si farà lo stesso. Tutto il resto forse no. E mi dispiace.
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari