giovedì 24 aprile 2008
di Cinzia Isola
Il dado è tratto. E non c'è speranza di abbattere il muro politico che il Comune ha issato per separarsi ideologicamente dalla Regione. La firma del sindaco Floris, apposta solo tre settimana fa,vicino a quella del Presidente Soru, non sarà ratificata.
L'accordo di programma che puntava a qualificare e riqualificare una parte importante della città sarà rinviato. Forse, smezzato. Oppure, rifatto. Così è deciso. Così non va bene. E poco importa se il sacrificio di questa guerra fredda combattuta da un capo all'altro di via Roma, ricadrà sui cittadini.
Quelli che, come è previsto in una democrazia rappresentativa, si affidano ad un altro cittadino nella speranza che lavorerà per il bene comune. Che cercherà di migliorare la città e la sua qualità della vita, superando laddove necessario, e in questo caso era necessario, contrapposizioni politiche.
Sebbene negate, in questo caso, le divergenze politiche sono il quadro e non la cornice del ripensamento. Casomai, sono i rilievi tecnici e amministrativi che reggono un disegno politico in chiaroscuro: la contrarietà di An e Udc in Municipio comincia a dare i suoi frutti: il sindaco Floris batte in ritirata.
È la tempistica, invece, che non convince. L'opposizione di centrosinistra lo ha denunciato subito: «Come mai l'inasprimento sulle questioni tecniche si è avuto dopo le ultime vicende che riguardano Tuvixeddu - si è chiesto il capogruppo Pd, Ninni Depau- in particolare, il coinvolgimento giudiziario di due funzionari comunali nell'inchiesta sui lavori per il parco archeologico?».
Va detto che il lavoro della commissione urbanistica non avrebbe prodotto risultati diversi: fin dal primo momento il presidente Massimiliano Tavolacci ha manifestato con coerenza la sua avversione al piano. In buona compagnia di Alleanza nazionale. Insomma, c'era da aspettarselo che, come promesso da Tavolacci, la relazione avrebbe fatto letteralmente le pulci al progetto.
E va bene. Ma il sindaco Floris che, alla notizia degli avvisi di garanzia per i due dirigenti comunali, piomba in commissione e chiede di bloccare l'iter procedurale perché la Regione fa gli sgambetti, è tutta un'altra storia.
Ma allora, se i problemi sono tecnici, perché “strumentalizzare” gli avvisi di garanzia? Cosa c'entrano gli sgambetti istituzionali della Regione che invia gli ispettori su Tuvixeddu e fa indagare i funzionari? Se i problemi sono tecnici, perché drammatizzare il caso dei dirigenti indagati per Tuvixeddu, e bloccare l'iter?
Comunque sia, il risultato sarà questo: oggi il consiglio comunale voterà la delibera prodotta ieri dalla Giunta . Un documento che suona più o meno così: la volontà politica c'è, quello che manca sono le condizioni tecniche per mandare avanti l'intesa.
Il documento recepisce la relazione di Paolo Zoccheddu, responsabile del procedimento. Lo stesso al quale è stato notificato l'avviso di garanzia per la vicenda di Tuvixeddu. Nella relazione del dirigente viene evidenziata l'incompletezza delle carte e la necessità di avere la valutazione ambientale strategica per l'area d'intervento di Sant' Elia.
Il risultato della seduta consiliare sembra scontato: vinceranno i numeri, quelli di una ritrovata maggioranza. E l'opposizione? Si affanna, minaccia mobilitazioni popolari. Vedremo cosà accadrà questo pomeriggio.
Per ora la resistenza è affidata a comunicati stampa: «Ancora una volta la politica personale prevale sugli interessi della gente. In questi giorni in commissione urbanistica del Comune di Cagliari si sta svolgendo un misfatto politico ai danni della popolazione di Sant´Elia scippandola di 220 milioni di EUR che potrebbero radicalmente cambiare la fisionomia architettonica, sociale ed economica di questo quartiere, dando una speranza di benessere a migliaia di "cittadini esclusi"».
La denuncia arriva dai consiglieri Claudia Zuncheddu (Psd´Az), Giorgio Cugusi e Massimo Zedda (Sinistra democratica): «Ancora una volta prevalgono le logiche personali di fronte alle esigenze collettive. Il consiglio comunale di Cagliari ha approvato l´accordo di programma fra Regione e Comune a favore del progetto di riqualificazione socio economica del quartiere di Sant´Elia, il Betile il campus universitario e i sottoservizi di Villanova».
Poi la svolta: «Tre settimane dopo, in concomitanza della vittoria di Berlusconi alle politiche italiane, la stessa maggioranza di centrodestra, che ha insieme alle minoranze approvato l´accordo, di fatto lo rinnega in Commissione impugnandolo con dei giudizi tecnico-urbanistici che "spesso e volentieri", nella prassi comune, vanno in deroga rispetto a molti progetti quando si ritiene che comunque l´interesse pubblico sia preminente su tutto»
«Il sindaco Floris di fatto è sconfessato da alcuni consiglieri della sua stessa maggioranza che rischiano di far scadere i termini di ratifica del programma. Auspichiamo che in Consiglio Comunale, una volta tanto, prevalga il buon senso e la coerenza politica con le scelte già definite. Non si possono privare i cittadini di S.Elia della speranza e della certezza di un futuro migliore».
Certo, sembra difficile scatenare una rivolta popolare sul Betile. Ma la riqualificazione di Sant'Elia? Qui ci sarebbe bisogno di un discorso a parte: il disinteresse dei suoi abitanti potrebbe ratificare ufficialmente la distanza tra il centrosinistra e quartieri popolari, da questo in particolare. I risultati elettorali, non a caso, la indicano roccaforte di Forza Italia.
Del resto come interpretare la mobilitazione popolare contro poche tonnellate di rifiuti extra isolani pochi mesi fa, di fronte al disinteresse totale per la riqualificazione del proprio territorio?
Infine, il Campus universitario: cosa dice l'Ersu? E gli studenti, neppure loro dicono niente? Ogni anno centinaia di famiglie devono sopportare costi esorbitanti per mantenere i figli in città. Anche se, e per fortuna, il progetto non era concepito solo come un dormitorio.
Intanto, dalla Regione si ribadisce: in questo momento è richiesta solo una condivisione delle strategie e degli interventi previsti: in questa fase non occorrono dettagli tecnici ne progetti edilizi. L'assessore alla cultura Maria Antonietta Mongiu, insiste: i contenuti devono andare avanti.
Ieri sera c'è stata una riunione con alti dirigenti della Presidenza del consiglio dei ministri che si occupano di questi progetti. Lo ricordiamo: in ballo ci sono oltre 200milioni di euro. E forse il progetto più criticato di tutto il Contratto d'area andrà avanti per conto suo: il Betile sarà appaltato a settembre. Rientra nei finanziamenti per il 150 anni dell'Unità d'Italia, perciò seguirà le procedure d'urgenza.
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari