giovedì 24 aprile 2008
Che volare, troppo spesso, sia un tormento per i viaggiatori, non è una novità. Ma talvolta il tormento è così assurdo nelle sue premesse e nelle sue conclusioni che merita di essere raccontato. Protagonista della segnalazione (naturalmente firmata e da noi controllata) giunta in redazione, la compagnia Ryanair. Una storia assurda: per un bagaglio “fuori misura”( non controllato al check in) una donna viene lasciata a terra con la carta d'imbarco già accettata e vistata. Oltre il disagio, i costi: un fuori programma da 244 euro per la nostra sventurata passeggera.
Ecco il racconto della vittima: «Il giorno 20 aprile 2008, alle ore 16 , mi sono presentata al check dell´aeroporto di Madrid con un biglietto elettronico per il volo Madrid-Cagliari delle 18,40, dove mi è stata data la carta di imbarco, senza che venisse effettuato nessun controllo alla valigia. Tra l´altro, per imbarcare il bagaglio l´addetto ha chiesto 18 euro, mentre sul sito la tariffa del primo collo è di 9 euro Con circa trenta minuti di ritardo sull´orario previsto sono iniziate le operazioni di imbarco:dopo avermi controllato i documenti e aver strappato il tagliando della carta d´imbarco, sono stata bloccata dal personale di terra perché la mia valigia era fuori misura. Mentre venivano fatti gli altri controlli ho aspettato vicino al banco che mi comunicassero che cosa dovevo fare; dopo qualche minuto mi è stato detto che dovevo andare al check in per imbarcare al valigia. Immediatamente mi sono recata al banco di accettazione, che però era chiuso; dopo aver aspettato che arrivasse qualcuno, con un´altra passeggera nella mia stessa situazione, ho chiamato le mie amiche che si erano già imbarcate, perché avvertissero il personale Rayanair che al check in non c´era nessuno”.
“A questo punto - continua il racconto della sfortunata viaggiatrice - mi è stato comunicato che era evidente che nessuno sarebbe venuto a fare l´imbarco della valigia e che l´aereo era in partenza nonostante due passeggeri, con la carta d´imbarco già accettata e vistata, fossero a terra, e nonostante anche le proteste dei passeggeri che sottolineavano l´assurdità della situazione. In sintesi: sono dovuta rimanere un altro giorno a Madrid ho fatto un altro biglietto (75 euro) ho preso il taxi per Madrid e ritorno ( 28+23 euro) ho pernottato una notte in albergo (118 euro) ho perso impegni di lavoro, ho dovuto affrontare una crisi di panico di cui soffro frequentemente in situazioni di stress, senza avere a disposizione le mie gocce di Lexotan (per cui ci vuole la ricetta), che avevo dato ad una delle mie amiche che si erano già imbarcate».
Insomma un'odissea inflitta con leggerezza e brutalmente, con un'indifferenza assoluta verso le persone e i loro problemi, anche in emergenze all' estero. Da una compagnia come la Ryanair, che ha avuto molte benemerenze, è inaccettabile un comportamento che si sta ripetendo sempre più frequentemente: con denunce che pervengono da varie parti e altre cui molti malcapitati rinunciano per non perdere ulkteriore tempo. In questo caso la vicenda avrà un sacrosanto seguito giudiziario. Ma è tempo che le autorità aeronautiche italiane intervengano ufficialmente sulla compagnia irlandese: Un incidente isolato è comprensibile. Quando si ripete in continuazione, ci sono questioni più serie che impongono un'azione ufficiale e rigorosa a tutela dei passeggeri. Non possono essere lasciati alla mercé di questa o quella compagnia, come se fossero bagagli a perdere: sono persone, anche se la Ryanaria tende a dimenticarlo. Forse è arrivato il momento che le persone colpite da questi “incidenti” si riuniscano per lanciare una class action contro Ryanair.
(red)
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