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giovedì 24 aprile 2008

Il Governo promuove la Finanziaria, bocciato
Il Consiglio-markettificio bipartisan
per i 307 regionali promossi contro la Giunta

di Marco Murgia

Potrebbe sembrare una disfatta per la Giunta di Renato Soru. La notizia è di quelle bomba: il Governo impugna la finanziaria regionale 2008 davanti alla Corte Costituzionale. Invece per l'esecutivo è un successo su tutta la linea: ai giudici della Consulta arriverà solo la norma che regola il passaggio di categoria di 307 dipendenti regionali, contenuta nel comma 13 dell'articolo 13. Approvato il 26 febbraio grazie a un emendamento proposto e votato da parte del Pd (l'area della Margherita che fa capo ad Antonio Biancu) insieme ai socialisti e al centrodestra: su cui gli esponenti di viale Trento presenti in aula al momento del voto mostrarono palesemente la loro contrarietà. “Solo” quella norma all'esame dei giudici significa che il resto del documento contabile è legittimo: compresa la parte sulle entrate future, definita dall'opposizione e ancora dai socialisti insieme all'Udeur come un artificio di finanza creativa.

Sono due notizie non da poco: la prima boccia il Consiglio marchettificio, la seconda promuove la manovra finanziaria 2008 in tutti i suoi aspetti. Tranne appunto quello più clientelare, a cui l'esecutivo aveva cercato di opporsi: 307 promossi di categoria senza seguire le graduatorie, 68 presenti in lista esclusi senza conoscere il motivo. Figli e figliastri, in due parole. Tutto abbastanza chiaro. Eppure a Videolina fanno finta di non capire: nell'edizione delle 19 e in quelle a seguire parlano di «ennesima mazzata per la Giunta Soru». Poco prima, l'assessore al Bilancio Eliseo Secci aveva commentato con un lampante «Siamo felici: quell'articolo provocava una serie di ingiustizie che non erano accettabili».

Per capirci: quando l'aula di via Roma approvò l'emendamento impugnato dal Consiglio dei ministri, la stessa Videolina e L'Unione Sarda il giorno dopo titolavano più o meno così: «Giunta bocciata». Bocciata allora e mazziata oggi risulta impossibile da credere: la differenza sta tutta in quel «siamo felici» per commentare l'impugnativa del Governo. E nella ricostruzione degli avvenimenti, a partire dalla giornata di ieri.

Il Governo: bene la finanziaria sarda. Tutta tranne quel comma improponibile

La comunicazione del Consiglio dei ministri arriva in viale Trento in mattinata, nelle stanze dell'ufficio legale della Regione. Un comunicato scritto e ufficiale che annuncia l'impugnazione della legge finanziaria regionale da parte del Governo: in particolare, spiega l'assessore al personale Massimo Dadea, «il comma 13 dell'articolo 3». Quello e nessun altro, serve precisarlo: riguarda il passaggio di categoria di oltre trecento dipendenti dell'amministrazione regionale per una spesa totale di 600mila euro. Senza nessuna copertura finanziaria ma fortemente voluta da una fetta bipartisan dell'assemblea di via Roma: «Il comma», ricorda, «era stato inserito nell'iter consiliare della manovra ed era stato fortemente osteggiato dalla Giunta».

Le motivazioni del ricorso saranno oggetto di una nuova nota attesa nei prossimi giorni: «Via telefono», spiega ancora Dadea, «ci hanno anticipato che contraddice il dettato costituzionale in materia di concorsi pubblici: è la stessa motivazione per cui si opponeva la Giunta». Serve immaginare il tono della soddisfazione: il titolare dell'assessorato al personale era uno dei due esponenti della giunta presenti in aula al momento dell'approvazione.

L'altro era Secci, l'assessore del «siamo felici». Spetta a lui spiegare l'iter del procedimento: «Il Governo analizza tutte le leggi regionali. Per quello che sappiamo è stato il ministero degli affari regionali a sottoporre quel passaggio della finanziaria al Consiglio dei ministri: poi la decisione di impugnare quel comma». A scanso di equivoci «non c'è stata nessuna sollecitazione»: altro segnale che la notizia - altro che mazzata - era quantomeno sperata. Da titolare del bilancio non può non sottolineare che è «l'unica rimostranza sull'intera finanziaria, con tanti saluti a chi ci accusava di trucchi e trucchetti».

L'approvazione in aula: voto bipartisan e clientelare, uno dei giorni più neri in Consiglio

Quel giorno in aula se lo ricordano bene. Era il 26 febbraio, con la discussione sulla finanziaria avviata verso la conclusione: sarà poi approvata il 5 marzo. L'emendamento impugnato ieri a Roma era proposto, con il parere contrario di Giunta e commissione, da tre consiglieri del Pd di area Margherita: Giuseppe Cuccu, Mariuccia Cocco e Antonio Biancu.

Mirava a consentire, a domanda, l'inquadramento nella categoria C al primo livello retributivo dei dipendenti regionali al momento inquadrati nella categoria B e assunti con concorsi pubblici non riservati: 35 sì e 31 no, con i voti a favore dei socialisti e le astensioni pesanti dei diessini Mattana e Pacifico. Oltre a tutto il centrodestra, naturalmente: 307 persone accontentate portano in dote un numero di voti almeno triplicato. Tutto senza nessuna copertura finanziaria iscritta a bilancio e in palese contrasto con la giurisprudenza consolidata di Corte Costituzionale e Consiglio di Stato: allora lo spiegò a L'Altra Voce un esperto conoscitore della materia e del pianeta Regione dall'interno.

Dadea e Secci chiesero la sospensione dei lavori dell'Aula proprio dopo quel voto, senza tornare in assemblea al termine del vertice con i consiglieri di maggioranza: lavori aggiornati alla mattina seguente, in mezzo un incontro dell'assemblea costituente del Pd con i visi lunghi dei protagonisti che raccontavano tutto. Poi più niente: tutto sotto silenzio sino alla decisione di ieri a Palazzo Chigi. A Roma bloccano il clientelismo, meglio rilanciare il tutto in chiave drammatica: ci pensa Videolina, che annuncia l'”ennesima mazzata per la Giunta Soru”. È solo la sua ennesima falsificazione della realtà: spudorata e indecente…


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