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mercoledì 23 aprile 2008

Soru: ricostruire la coalizione
Indicare il candidato Pd
avanti con Consorzi e riforme
stangato nel voto, Cabras frena

di Marco Murgia

Il dopo elezioni del Partito democratico riparte da un vertice in Consiglio regionale. Tre quarti d'ora buoni per salutare i partenti - Siro Marroccu e Francesco Sanna, diretti alla Camera e al Senato - e accogliere i nuovi arrivati: Beniamino Scarpa, direttamente dai banchi del Psd'Az, accolto dai nuovi compagni di gruppo con grandi applausi; Tarcisio Agus, primo dei non eletti nelle liste Ds del Medio Campidano ed ex sindaco di lungo corso a Guspini; e Giovanni Tocco, medico al Sirai di Carbonia, già assessore comunale nella giunta di Tore Cherchi: primo tra i non eletti della Margherita. Tutto concluso con un pranzo offerto dal nuovo deputato di Villacidro: con Sanna assente per la nascita imminente di una figlia, spetta all'ormai ex capogruppo fare gli onori di casa. Convenevoli piacevoli, ma convenevoli: perché sul tavolo il gruppo di maggioranza in via Roma ha diversi punti da chiarire.

Ad aprire le danze pensa proprio Marroccu: pronto a lasciare spazio al nuovo presidente del gruppo in via Roma, ma intenzionato a sedere sui banchi dell'assemblea sino all'approvazione delle leggi di riforma sui consorzi di bonifica e quella dei consorzi industriali. Fuori di ogni dubbio che soprattutto la seconda, visti i precedenti tutti interni al Pd, sarà il punto caldo alla ripresa delle attività. Nell'elenco c'è anche il suo successore: sembra scontata la nomina di Antonio Biancu, attuale vicepresidente del Consiglio regionale. Il suo nome risulta dall'intesa raggiunta all'indomani della nascita del gruppo, ma i dubbi ci sono: riguardano soprattutto le garanzie di rappresentatività che l'ex capogruppo della Margherita potrebbe dare, anche in termini di fedeltà al lavoro della Giunta.

vignetta - Il Pd sardo

Non è un passaggio da poco: Biancu, insieme ai colleghi Cuccu, Cucca, Sabatini (tutti ex Margherita) e Cherchi (ex Ds) si erano fermamente opposti alla proposta della Giunta sulla riforma proprio dei consorzi industriali. Che è al primo punto nell'agenda del centrosinistra isolano: una ripartenza con nuove spaccature presterebbe il fianco agli attacchi di un centrodestra galvanizzato dal risultato delle elezioni politiche. Invece la parola d'ordine è «unità d'intenti» per presentare agli elettori nel 2009 un programma che sia il più completo -e compatto- possibile.

Allora serve guardare alla coalizione intera e alla sua leadership: con il 2009 alle porte diventa fondamentale mettere in pratica quella unità d'intenti. Chiarire chi saranno gli alleati e soprattutto chi dovrà essere il candidato. Ecco la prima crepa: Marrocu e Renato Soru - presente all'incontro insieme ad alcuni esponenti del suo esecutivo - chiariscono subito la necessità di accelerare la definizione della squadra e del capitano. Sarebbe un passaggio quasi naturale dopo la sconfitta risicata, al contrario che nel resto del paese, alle ultime elezioni: un messaggio di compattezza nei confronti degli elettori. Tutti d'accordo? Neanche per idea, a iniziare dal segretario del partito Antonello Cabras: «Serve ragionare», secondo il senatore, «e ancora ragionare» con l'obiettivo di ricercare «un consenso quanto più ampio possibile» intorno al nome del futuro candidato alla presidenza della Regione.

Il consenso più ampio possibile significa guardare anche alle altre eventuali forze della coalizione. Dall'ala sinistra non arrivano impedimenti di sorta per Renato Soru; il contrario dai socialisti: con lo Sdi che resta alleato a patto che l'attuale governatore si faccia da parte. Senza dimenticare i sardisti: la scelta di Scarpa («Sono pronto a impegnarmi tanto per il lavoro in Consiglio quanto per quello del partito fuori dall'aula») indica la possibilità per il Pd di attirare le forze sardiste insensibili ai richiami del centrodestra. Il punto sarebbe quello di trovare un'alternativa. Sarebbero anche circolate delle indicazioni: da Antonello Soro, capogruppo del Pd alla Camera e riconfermato in Parlamento nelle liste lombarde, sino a Tore Cherchi, attuale sindaco di Carbonia e presidente dell'Anci Sardegna. Nomi di prestigio, ma oggi non certo alternative al presidente in carica. Un calcolo da fare attentamente: con riferimento all'ultima campagna elettorale, durante la quale Soru ha riscosso grande apprezzamento anche nella temutissima Olbia. Un'altra storia rispetto ai big sconfitti in casa propria: dallo stesso Cabras a Sant'Antioco sino a Paolo Fadda a Villa San Pietro. Guarda caso: due che con Soru non sono mai andati d'amore e d'accordo, anzi.

Intanto va per la sua strada: conferma durante l'incontro la volontà di non dimettersi «per l'impegno preso con gli elettori»; indica quali sono le priorità: le riforme dei consorzi, la legge sull'urbanistica, l'autorità d'ambito per la gestione dei rifiuti, la semplificazione della pubblica amministrazione per i cittadini e il nuovo sistema scolastico per l'isola. Passaggi fondamentali per presentarsi al voto come il vero partito riformista dell'isola: con un programma, rispetto a quello presentato nel 2004 da Sardegna Insieme, praticamente completato. Senza dubbio, un biglietto da visita di tutto rispetto.

Grandi sorrisi e accordo su (quasi) tutta la linea. In attesa del pranzo di saluto offerto da Marrocu: per lui, d'ora in poi, bucatini all'amatriciana. Con la speranza che il Pd in Sardegna non arrivi alla frutta.


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