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mercoledì 23 aprile 2008

Per colpire Soru, il sindaco Floris
affossa il maxi-accordo firmato
a rischio opere per 220 milioni

di Cinzia Isola

C'è una città che a parole vuole diventare la capitale del Mediterraneo. E c'è un sindaco, di quella stessa città, che tradendo i suoi stessi intenti, rinnega una firma che potrebbe cambiarne almeno la facciata. Quella sul mare, per intenderci. Prima dice si, poi traballa sotto i no di alcune frange alleate in Municipio. Infine, coglie la palla al balzo: due dirigenti comunali sotto inchiesta per l'annosa vicenda di Tuvixeddu, diventano la scusa pronto uso per ritornare sui propri passi. Anzi. Per fare un passo indietro. Da un punto di vista politico un colpaccio: l'alleanza traballante in Consiglio, ad opera di Udc e An (da sempre coerentemente ostili all'accordo di programma su Sant'Elia, così concepito), si rinsalda. Ma da un altro punto di vista, sempre politico ma anche economico sociale ed etico, il sindaco ha preferito saltellare sul progetto, prima di puntare i piedi ed entrare definitivamente a gamba tesa sull'accordo.

Un presunto “sgambetto” istituzionale della Regione, può davvero mandare all'aria progetti qualificanti e riqualificanti da oltre 200 milioni di euro?A quanto pare, sì. Complice l'attività fuori programma della commissione urbanistica: ha letteralmente deciso di fare le pulci al progetto. Contestazioni punto su punto, per un lavoro che ha visto la commissione impegnata ad oltranza. Per agevolare l'uscita, di scena, morbida del Comune. E del sindaco che solo poche settimane fa, aveva sottoscritto di proprio pugno l'accordo. Una piccola sintesi di ciò che rischia di restare un riscatto di carta per la città: la riqualificazione abitativa e la realizzazione del museo Betile a Sant'Elia, e la costruzione del campus universitario di viale la Playa. Per ora, sembra ormai certo, non se ne farà un bel niente. La convalida dell'accordo non ci sarà. Saranno i numeri in maggioranza dell'assemblea a dettare legge. Su consiglio della commissione all'urbanistica, presieduta dall'Udc Massimiliano Tavolacci, alla quale il sindaco Emilio Floris ha dato l'incarico di istruire gli aspetti burocratici per la ratifica dell'atto da parte del consiglio comunale.

La firma dell'accordo di programma Tra Soru e Floris è datata 28 marzo. Per legge, va comprovata dall'assemblea entro trenta giorni. L'accordo di programma disegna un quadro delle opere da realizzare, ma poi il tutto deve essere ratificato dopo l'analisi dei singoli aspetti urbanistici. Un esame che ha lascia sul tavolo un verdetto senza appello: si farà un altro accordo di programma, ma solo dopo aver risolto tutti i problemi di carattere urbanistico. «Al momento non ci sono le condizioni per proseguire e un accordo “spezzatino” non è possibile». Massimiliano Tavolacci, non ha mai visto di buon occhio l'accordo e come promesso all'indomani della delega al sindaco per avviare le trattative, ha fatto un esame senza sconti del progetto: «Intanto gli unici soldi che si rischiano di perdere sono quelli per l'anniversario dell'Unità d'Italia: 20milioni di euro». Una rinuncia che si spiega così: «È necessario che Comune, Regione e Ersu si risiedano intorno al tavolo per un nuovo accordo: prima di tutto la riqualificazione di Sant'Elia, poi la risposta a centinaia di studenti che attendono il Campus, infine se c'è da fare anche un museo regionale…».

L'ordine delle priorità non cambia la sostanza. Che a parole sembra non essere messa in discussione. Eppure le cose hanno preso una brutta piega. E non sembra casuale lo scontro politico tra due enti di colore opposto. «È una cosa che non si è mai vista: un sindaco che ha firmato tre settimane fa un accordo e ora si tira indietro», replica Ninni Depau, capogruppo Pd in Comune. L'ombra di Tuvixeddu si abbatte sull'accordo: «Come mai l'inasprimento sulle questioni tecniche si è avuto dopo le ultime vicende che riguardano Tuvixeddu e, in particolare, il coinvolgimento giudiziario di due funzionari comunali nell'inchiesta sui lavori per il parco archeologico?». Severo anche il giudizio sull'operato della commissione urbanistica: «Si è appropriata di un ruolo che non è suo: non doveva discutere le linee politiche ne sovrapporsi all'analisi degli aspetti tenici». Inevitabile l'appello «al rispetto dell'etica politica nelle istituzioni». E qualche, neppure tanto velata, stoccata polemica sull'operato della Giunta in ambito urbanistico: «Il centrodestra favorisce speculazioni edilizie decennali…».

Il riferimento non è casuale. Non può esserlo: le concessioni al magnate del mattone e dell'editoria Sergio Zuncheddu, passate al vaglio urbanistico, non possono passare in cavalleria da un punto di vista politico. «Una parte dei consiglieri del centrodestra si è esercitata, in questi ultimi giorni, in una ricerca tanto ossessiva quanto futile, del “dettaglio da contestare” all'interno dell'accordo di programma», attacca il centrosinistra. Ma lo fa «dopo aver avvallato, per anni, scelte urbanistiche assai discutibili che hanno portato la città ad espellere, di fatto, circa ventimila abitanti dalla città: dopo aver approvato, senza batter ciglio, lottizzazioni e interventi speculativi il cui unico frutto sono stati gli appartamenti di lusso a 4/5.000 euro al metro quadro, che costringono i giovani alla ricerca di una casa ad “emigrare” nell'hinterland».


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