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martedì 22 aprile 2008

Interventi.

Grande attenzione per Pietro Soddu su Soru
ma attenzione a non stravolgere il PPR

di Gianni Deiana

Ho letto con particolare attenzione l'intervista rilasciata da una personalità che reputo di assoluto e imperdibile valore per la Sardegna e per il connesso percorso di crescita democratica della nostra Regione.Ho apprezzato e condivido le motivazioni di una indispensabile necessità di ripercorrere il cammino del consenso, della collegialità, operando, parafrasando quanto riportato nell'intervista, il percorso dell'accordo discorsivo, seppure intrapreso con oligarchi e baroni che poco hanno di innovativo e di rinnovamento.Condivido la necessità, da parte del Governatore, di denunciare pubblicamente, qualora sussistano, condizioni limitative ed ostative al processo di rinnovo del quale è stato precursore.

Preme rilevare però, pur condividendo la necessità di rivisitare il PPR sotto molteplici aspetti, che il vincolo dei duemila metri di distanza dalla linea di battigia, per le edificazioni in zona costiera, deve necessariamente essere riferito alle specifiche di intervento nelle singole Zone Urbanistiche e che il vincolo medesimo è valido e sussiste per gli enti locali che ancora non abbiano adeguato il PUC e comunque sottopone la possibilità edificatoria al procedimento dell'intesa di programma (Comune - Provincia - Regione).Per i Comuni che invece hanno adeguato il PUC alle direttive del PPR, preme rilevare che la fascia di protezione per gli insediamenti nelle zone costiere sia sempre e comunque di 300 mt dalla linea di battigia (cfr. Artt. 12; 15; segg del PPR), così come prevedeva la Legge Galasso ed il successivo Codice Urbani.

Chiaramente, trattandosi di insediamenti in territori costieri, gli interventi hanno finalità prettamente ricettivo-turistiche (Zone F), quindi è indispensabile, seppure nel giusto rigore del rispetto ambientale, concertare accuratamente e condividere i parametri edificatori.

In sostanza l'impianto del PPR non deve essere assolutamente stravolto, sia per ragioni connesse ad altri interventi di salvaguardia ambientale messi in atto (PAI; PAFR; PMFM; etc), sia per evitare quei fenomeni, giustamente richiamati dall'On. Soddu, di modelli di sviluppo di rapina e distruzione.


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